I pregi e i problemi della didattica a distanza

Pubblicità

Sharing is caring!

Pubblicità

La didattica a distanza: le problematiche fondamentali da gestire

di Gennaro Iasevoli, psicologo nell’ elenco di Esperti di REPRISE MIUR

Si è già parlato abbondantemente, in più sedi, di didattica a distanza e di didattica online a proposito delle Lauree telematiche rilasciate dalle Università on line, che hanno raggiunto oggi un buon grado di diffusione e di efficienza, proseguendo il loro cammino iniziato nell’ultimo decennio del secolo scorso con l’avvento di internet fruibile attraverso la rete telefonica.

Valutando i risultati informativi ed istruttivi ottenuti dalle Università telematiche si può ben dire che la didattica a distanza ha ottenuto innumerevoli e manifesti risultati positivi accompagnati soltanto da trascurabili difetti e negatività tutto sommato accettabili.

Altrettanto positivi si possono giudicare gli effetti informativi ed istruttivi di tantissimi corsi di aggiornamento a distanza che hanno popolarizzato i saperi.

Rimane una zona di sofferenza per quanto riguarda gli obiettivi formativi, cioè il difficile raggiungimento degli obiettivi tecnico-formativi esperienziali, che restano confinati principalmente sul piano teorico oppure sono difficilmente controllabili, se affidati all’autocertificazione dell’allievo.

Ma in fin dei conti il problema dell’esperienza e della ricerca-azione non tanto si pone quando si ragiona su Lauree Umanistiche o Giuridiche, e tanto meno per alcune lauree scientifiche dai contenuti teorico-descrittivi.

Quasi tutte le critiche negative si concentrano sulla  rispondenza alle esigenze di alcuni studi attinenti alla medicina ed all’ingegneria, perché necessitano di una vera e propria formazione in campo pratico difficilmente traducibile in formazione a distanza. Anche se poi, in teoria, sarebbe possibile dimostrare che pure le esercitazioni pratiche di una disciplina scientifica ben approfondita si possono tradurre in linguaggio multimediale attraverso la parcellizzazione, la sequenza, la fotografia, la schematizzazione, la descrizione di tutte le variabili dipendenti, mentre resta impossibile prevedere le variabili indipendenti che tuttalpiù potrebbero essere accennate, insufficientemente, in un contesto esemplificativo di ipotesi.

Per capire la problematica che oggi si pone per la pubblica istruzione in tempo di coronavirus occorre individuare e distinguere le principali variabili: il grado scolastico, la disciplina da insegnare, la capacità intellettiva ed il substrato culturale del singolo studente.

  • A seconda del grado scolastico:

si avvantaggiano maggiormente gli studenti liceali;

diventa impraticabile per i più piccini, in età prescolare;

  • A seconda della disciplina:

è maggiormente efficace per le discipline umanistiche.

  • A seconda della capacità intellettiva:

Sono favoriti gli studenti che possiedono buone capacità di pensiero logico-operazionale astratto.

  • A seconda del substrato culturale:

sono favoriti gli studenti che possiedono prerequisiti per accedere alle metodologie informatiche.

Che fare ?

Secondo me occorre una reinventata forma di tutoraggio fruibile da parte degli studenti, via telefono, per far risolvere, con i docenti, le difficoltà incontrate via via.

Posso ipotizzare un tutoraggio generico anche presso uffici d’informazione decentrati, posizionati strategicamente sul territorio, magari corrispondenti alla scuola più vicina allo studente che faccia da riferimento prossemico in caso di difficoltà.

Ciò detto voglio rispondere anche a quanti vedono nell’insegnamento a distanza un elemento di continuità tra i tempi scuola ordinari:

mi sembra che sia un discorso fattibile, ma tenendo presente  che gli studenti più svantaggiati psicologicamente rimangono fortemente penalizzati se non accompagnati da un effettivo tutoraggio personalizzato.

Gennaro Iasevoli

Pubblicità
shares