I tiranni in Grecia

I tiranni

Testo della lezione del prof. Luigi Gaudio (sbobinatura di Lorenzo Vergnasco)

I tiranni in Grecia non sono assolutamente dei personaggi dispotici, autoritari (beh magari un po’ autoritari possono anche esserlo) ma non sono automaticamente un qualcosa di negativo, anzi in origine i tiranni sono semplicemente i signori e persino in un periodo (cioè nel periodo iniziale della tirannide) i tiranni rappresentano un passo fondamentale per il cambiamento dello status-quo, cerchiamo di capire questo fatto: le polis allora erano gestiste dagli aristocratici, dai nobili.
Abbiamo visto ed Abbiamo parlato di una massa sociale (quindi di una massa di gente del popolo) a cui appartengono senz’altro i contadini ma soprattutto,direi, nelle polis i mercanti e gli artigiani che vogliono assumere un ruolo sempre più importante nella politica ma la politica sembra nelle mani di queste classi aristocratiche da troppo tempo e sembra impossibile togliere il potere a queste classi aristocratiche.
Grazie alla tirannide, in Grecia, fu possibile superare questo empasse, cioè questo sistema che sembrava un sistema bloccato, un sistema politico che era nelle mani degli aristocratici. Il tiranno, spesso, era anche lui un aristocratico ma, la gente del demos (cioè del popolo) ossia i mercanti, gli artigiani ed i contadini spesso lo appoggiavano e lui ricambiava questo appoggio facendo delle leggi che favorivano queste classi popolari, queste classi del demos. Cercava, inoltre, di togliere potere agli aristocratici altrimenti gli aristocratici avrebbero ripreso il potere e l’avrebbero tolto a lui questo potere. Quindi questo crea un cambiamento della situazione sociale e della situazioni politica
La tirannide, stavamo spiegando, che ebbe anche delle ripercussioni positive sulla storia dei greci e sulla storia delle polis perché in questo periodo furono redistribuite le terre, furono considerati liberi coloro che erano diventati schiavi per debiti (quindi fu ridata loro la libertà), furono aperti i traffici e furono costruite importanti opere pubbliche. Quindi la tirannide in Grecia, pensiamo al sesto secolo alla tirannide di Pisistrato ad Atene, fu generalmente una tirannide positiva.
Primi erano stati nelle colonie dell’Asia minore o in altre colonie della Magna Grecia. Nella Magna Grecia, anzi, i tiranni continueranno ad esserci per molto tempo (fino alle guerre persiane) quando ormai ad Atene si erano instaurati altri regimi come, ad esempio, il regime della democrazia, mentre a Siracusa (o in altre colonie dell’Italia meridionale) continuarono ad esserci tiranni. Tuttavia la tirannide ha anche degli aspetti negativi, la tirannide rappresenta infatti la negazione della polis. Laddove comanda un tiranno non esiste un autogoverno dei cittadini e dunque non esiste la polis e questo lo si può vedere, ad esempio, con i successori di Pisistrato che non presentavano più nessuno degli aspetti positivi dello stesso Pisistrato ma ebbero solamente l’aspetto negativo dell’autoritarismo e quindi in quel caso il superamento della tirannide fu un passaggio fondamentale per la creazione di un regime diverso e democratico in Atene. E quindi chiaro che la connotazione negativa della parola tirannide (o tirannia) nel nostro linguaggio e nella nostra lingua parte proprio da queste considerazioni, da quello che noi pensiamo e da come si è evoluta la tirannide in un secondo tempo ( pensiamo per esempio al tiranno Dionigi di Siracusa che era un tiranno abbastanza famoso per la sua crudeltà.