Il battesimo – di don Savino

CHE COS’E’ IL BATTESIMO?

Il battesimo è il sacramento che ci fa entrare nel Regno di Dio ed è la porta che ci introduce nella Chiesa, la nuova famiglia cristiana, il nuovo popolo santo di Dio.
Il battesimo è il segno della grande misericordia di Dio, in quanto ci lava dalla macchia del peccato e ci dona la fede in Gesù Cristo risorto. Da nemici che eravamo, diventiamo amici e figli di Dio.
IL SIGNIFICATO DEL BATTESIMO
Nei primi tempi del cristianesimo, quando un pagano desiderava farsi cristiano, lo chiedeva alla Chiesa e, se giudicato degno, veniva ammesso al catecumenato: questo periodo di istruzione in preparazione al battesimo generalmente durava alcuni anni, durante i quali la Chiesa aiutava il pagano all’ascolto della Parola di Dio e gli donava, poco a poco, la fede nell’Unigenito Figlio di Dio, Gesù Cristo, risorto dalla morte. La Chiesa, cioè, quale madre, gli insegnava ad accogliere Cristo come la Luce e la Verità, a credere e ad appoggiarsi in Lui, affinché ricevesse il dono di diventare anch’egli “figlio di Dio” e potesse conoscere la potenza e l’amore di Dio Padre nei fatti di tutti i giorni. Alla fine di questo periodo, il catecumeno – che significa: persona istruita a viva voce – riceveva il battesimo, durante la veglia nella notte di Pasqua. Il segno fondamentale del battesimo è l’acqua. Battezzare significa immergere nell’acqua. L’uomo scendeva nell’acqua del fonte battesimale, lasciando suoi vecchi vestiti, per significare che lasciava la vita di prima con i suoi peccati (San Paolo usa a proposito l’espressione: l’uomo vecchio) e dopo essersi completamente immerso nell’acqua, risaliva i gradini del fonte e riceveva una veste bianca, simbolo della nuova dignità che Gesù Cristo dona al cristiano (l’uomo nuovo). Per sottolineare questo cambiamento radicale, questa conversione profonda da pagano a vero discepolo di Cristo, gli si dava perfino un nome nuovo. In seguito, quelli che erano già cristiani cominciarono a far battezzare i loro figli, poiché desideravano trasmettere anche a loro, benché piccoli, il grande tesoro che il battesimo racchiude. Questo tesoro è la fede in Dio Padre e in Gesù Cristo risorto, è l’amore di Dio in noi. Dice il Signore: “Amerai Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze e con tutta la mente e il prossimo tuo come te stesso” “Questi precetti che oggi ti do … li ripeterai ai tuoi figli ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai (Dt 6,4-7). La fede infatti è il bene più prezioso che l’uomo possa avere, perché lo libera dal timore e da tutte le paure; la fede gli dà un’altra vita, la vita stessa di Dio, la vita eterna, gli dà un cuore nuovo capace di amare Dio e tutti i fratelli, anche quelli che ci fanno del male. Chi ama cos’ è un vero cristiano. Non basta, però, aver ricevuto il battesimo fin da piccoli per essere veri cristiani. Il battesimo non dà automaticamente la fede, come se fosse una magia. La fede, all’inizio, è come un seme piccolo che va sviluppato, curato, innaffiato… altrimenti non cresce e muore. Molte sono le persone che, pur avendo ricevuto il battesimo, hanno perduto la fede, perché noi non possiamo darci la fede da noi stessi, siamo deboli. La fede ce la dà Gesù Cristo che vive nella sua Chiesa e attraverso la Chiesa. E’ la Chiesa che, come una madre, ci aiuta a crescere nell’amore di Dio e ci educa nel corso della vita a una fede sempre più viva.
a)      Mediante l’ascolto della parola di Dio. Gesù chiama beati “coloro che ascoltano la sua parola e la custodiscono nel loro cuore, in quanto non gusteranno la morte mai!”
b)      Mediante i sacramenti e le liturgie che sono il segno della nuova luce, Gesù, che ci viene a visitare dall’alto. Fra tutti i sacramenti l’Eucaristia è la fonte e il culmine della vita cristiana.
c)      Mediante l’amore fraterno. “Amatevi gli uni gli altri”: questo è il comandamento lasciatoci da Gesù.
LA LITURGIA: SPIEGAZIONE DEI RITI
Adesso cercheremo di conoscere brevemente che cosa il battesimo rappresenta; quali tesori racchiudono le azioni che la Chiesa compie durante il rito battesimale. Essa le chiama segni perché significano, cioè svelano, sotto diversi aspetti, le meravigliose realtà che l’azione potente di Dio opera nel cristiano. La comprensione di questi segni aiuta tutti a vivere meglio la celebrazione del sacramento del battesimo. A questo proposito offriamo anche le indicazioni di alcune letture bibliche per la meditazione e l’approfondimento.
I segni battesimali
1)      La Chiesa che accoglie.
La Chiesa, rappresentata dal presbitero (cioè il sacerdote celebrante), accoglie i genitori e i padrini del bambino i quali per lui chiedono la fede. Si viene a chiedere la fede alla Chiesa perché la fede non nasce da un rapporto individuale con Dio, ma è un dono che Dio dà attraverso al Chiesa. “Chiesa” viene dalla parola greca ecclesia che significa assemblea. L’assemblea cristiana è composta di persone che si riuniscono nel nome di Dio, perché chiamate da Dio.
Letture
a)      La Chiesa nasce dallo Spirito Santo, dono di Dio (At 2,1-13)
b)      La Chiesa si riunisce in assemblea (At 2,42-48)
c)      La famiglia cristiana è la Chiesa che vive nelle nostre case (Col 3,12-21)
2)      Il nome
La prima domanda che la Chiesa rivolge ai genitori: Quale nome date al vostro bambino?
Il presbitero chiede il nome del bambino. Avere un nome davanti alla Chiesa significa essere riconosciuti, amati e chiamati personalmente da Dio. Il nome esprime la funzione di una creatura nell’universo. I nomi hanno sempre un significato nella Bibbia. Per esempio Gesù significa “Dio salva”. Giuseppe significa “uomo di Dio” Maria significa “Magnificata, esaltata”. Dio cambia il nome alle persone che sceglie per significare che cambia la loro vita.
Letture
a)      Dio ci chiama per nome (Gen 22,1; 1 Sam 3,1-10)
b)      Anche Gesù cambia il nome a Simone e lo chiama Pietro (Mt 16,18-19)
c)      Rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli (Lc 10,19-20; Ap 2,17; 3,5; 3,12)
3)      La croce
Il celebrante traccia un segno di croce sulla fronte del bambino e invita i genitori a ripetere questo gesto.
Il segno di croce è il segno di Gesù morto e risorto. Esso significa che il bambino appartiene alla comunità cristiana, gregge di Dio il cui marchio è questa croce. La croce ci fa pensare alla morte. Morte è tutto quello che ci fa soffrire e che noi non accettiamo: la guerra, le malattie, gli incidenti, la morte di persone care… anche litigi, le incomprensioni piccole e grandi, le ingustizie. Tutto questo però non fa paura al cristiano perché egli sa che Gesù l’ha liberato dal timore della morte, ha steso le braccia sulla croce, morendo ha distrutto la morte e proclamato la risurrezione. Il cristiano sa che Gesù è vivo e siede glorioso alla destra del Padre celeste per illuminare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace (Lc 1,79)
Letture
a)      Gesù ha distrutto la morte (1Cor 15,3-8)
b)      Gesù è andato alla croce perché era sicuro che Dio gli avrebbe ridato la vita (At 2,23-36; At 4,10-12)
4)      La Parola
Viene ora proclamata la Parola di Dio, parola creatrice e illuminate. Essa è l’origine della fede della Chiesa, perché la fede nasce con l’ascolto della Parola di Dio, della buona notizia, dall’ascolto del Vangelo di Gesù Cristo. La Parola di Dio non è un insieme di frasi che esprimono concetti più o meno astratti, ma è una serie di fatti, di avvenimenti, attraverso i quali Dio parla agli uomini e si fa conoscere da loro. Dio, parlando, agisce. La sua parola, cioè, fa quello che promette. Tutt ala Bibbia, a cominciare dalla creazione, è la storia dell’azione di Dio nella vita degli uomini. In particolare, Dio sceglie il popolo ebraico per manifestare a tutti gli uoini il suo amore e gli invia i profeti, i quali hanno il compito di manifestare al popolo qual è la volontà di Dio nei fatti di tutti i giorni. I profeti sono la voce di Dio, ma la manifestazione più concreta della Parola di Dio operante per la salvezza dell’umanità è Gesù Cristo. In lui la Parola d Dio si è fatta carne ed è venuto ad abitare fra noi. Chi accoglie questa parola avrà la vita eterna.
Letture
a)      La Parola di Dio crea il mondo (Gen 1)
b)      Ascolta Israele (Dt 6,3-13)
c)      La Paola d Dio mette in cammino Abramo (Gen 12)
d)      Dio illumina Israele sulla sua volontà e sul suo futuro (Gen 15,13-16; Es 3, 7-10)
e)      Dio dà al popolo per mezzo di Mosé la Legge, che è una parola di vita (Es 20,1-17)
f) Dio, dopo aver parlato ai nostri padri per mezzo dei profeti, ci parla attraverso Gesù Cristo (Eb 1,1ss).
g)      La Parola si è fatta carne (Gv 1,1ss)
h)      Chi ascolta la parola di Dio è come un saggio (Mt 7,24-29)
i)       La Parola è ascoltata in modo diverso dagli uomini (Lc 8,5ss)
j)       La Parola di Dio rimane in eterno (1Pt 1,23-25)
k)      Gesù con una parola compie miracoli materiali e spirituali (Mt 8, 23-27)
5)      Esorcismo e unzione pre-battesimale con olio dei catecumeni
Il celebrante prega affinché il bambino venga liberato dal potere del male e ungendo con olio il suo petto prega affinché Dio lo fortifichi con la sua potenza. Per i popoli antichi come per gli ebrei, l’olio significava ricchezza, allegria, forza, benedizione e veniva usato per curare le ferite. Come il lottatore antico si ungeva prima della lotta, cos’ la Chiesa dona al bambino che viene a ricevere il battesimo questo olio, segno della forza che Cristo gli dà nelle difficoltà della vita.
Letture
a)      L’olio è segno di benedizione divina (Dt 7,13; Ger 31,12)
b)      L’olio fortifica e cura (Lc 10,34)
6)      Rinuncia a Satana e professione di fede
Il bambino sta per ricever il battesimo nella fede della Chiesa. Sono i genitori e i padrini alla presenza del presbitero, della comunità, che si impegnano per lui a rinunciare al peccato e fanno la professione di fede in Gesù Cristo. Il cristiano è chiamato a professare la sua fede in Dio e nel suo Figlio Gesù Cristo in ogni momento della sua vita. Sia nel Vecchio che nel nuovo Testamento e nella tradizione cristiana della Chiesa la confessione di fede significa ringraziare Dio per la salvezza che ci dona, proclamare la sua grandezza e misericordia e proclamare la propria fede nel suo Figlio Gesù Cristo e nella sua risurrezione. Nella Bibbia vediamo anche che si confessa la fede in Gesù Cristo solo dopo un contatto vivo, un incontro profondo e personale con lui (Mt 16,6; Gv 9). San Paolo dice che si può proclamare che Gesù Cristo è il Signore solo per azione dello Spirito Santo (1Cor 12,3). L’incontro con Gesù provoca una conversione totale a Dio e ala sua volontà di salvezza e dona la forza di rinunciare al demonio, ai suoi fasti (cf le catechesi di Benedetto XVI sulle “pompa diaboli”) e agli idoli del mondo (tali idoli sono: il successo, le ricchezze, il sesso, ecc …) Quando questi sono messi al primo posto, al posto di Dio. Solo cos’ si può confessare di credere nella fede proclamata dalla Chiesa e si può ricevere il battesimo che di tale fede è il sigillo.
Letture
a)      Il battesimo suppone che si sia confessata la propria fede in Gesù Cristo (At 16,30ss)
b)      L’articolo essenziale è la risurrezione di Cristo (Rm 10,9)
c)      Si professa la propria fede dinanzi ai tribunali (At 4,2), fino al martirio (At 7,56), sotto pena di essere rinnegati da Gesù dinanzi al Padre suo (Mt 10,26-33)
d)      Ogni professione di fede è prodotta in noi dallo Spirito Santo (1Cor 12,3)
7)      L’acqua
Il celebrante fa avvicinare al fonte i genitori e i padrini del bambino. Essi lo presentano con il nome che hanno scelto per lui e con il quale Dio stesso per primo lo ha chiamato a una vita nuova. Il celebrante immerge completamente il bambino nell’acqua benedetta (immersione) o gli versa un po’ d’acqua sulla testa (infusione) e pronuncia su di lui le parole: “Io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. L’acqua è un elemento indispensabile per gli esseri viventi. Senza l’acqua non c’è vita, nel battesimo l’acqua è il segno dello Spirito di Dio che agisce nella vita dell’uomo come le acque del diluvio universale segnarono la morte dei peccatori e la nascita di una vita nuova e come le acque del Mar Rosso sommersero gli egiziani che inseguivano il popolo di Israele, salvandolo dalla schiavitù, cos’ l’acqua battesimale viene a sommergere l’uomo vecchio che non sa amare e vive nel peccato e fa nascere un uomo nuovo rigenerato dalla risurrezione di Gesù Cristo a una vita eterna nell’amore per il Padre e per i fratelli.
Letture
a)      L’acqua che sommerge (Gen 7, 10-24)
b)      L’acqua che dà al vita (Es 10,15-36; 17,1; Nm 20,1-11; Ez 47,1-12)
c)      L’acqua che purifica (Ez 36,24-27)
d)      Chi beve l’acqua che io gli darò non avrà più sete (Gv 4,14; 7,37)
e)      Chi non è generato dall’acqua e dallo Spirito non entrerà nel Regno di Dio (Gv 3,4-5)
8)      Unzione con il crisma
Il celebrante unge la fronte del battezzato con il crisma, cioè con olio profumato consacrato. Il battezzato ora partecipa dell’unzione spirituale ricevuta da Cristo (l’Unto da Dio). Unto dal Padre: sacerdote, re e profeta per la salvezza del mondo. L’unzione con il crisma (olio misto a balsamo) è un antico gesto con il quale venivano consacrati i re e i sacerdoti. L’unzione regale era compiuta da un “uomo di Dio”: Davide, infatti riceve questa unzione da Samuele. L’unto stesso è eletto da Dio per governare il suo popolo. Dio consacra in Spirito Santo, Gesù di Nazareth come Signore e Cristo. Anche il cristiano riceve questa unzione: il bambino, ancor prima di ricevere il battesimo, è stato reso partecipe della stessa fede che la chiesa ha nella parola di dio. Il sacerdote ricorda che Dio, dopo aver liberato il bambino dal peccato e averlo accolto tra i suoi figli, lo “consacra per sempre membro del corpo di Cristo” e “Sacerdote, Re e Profeta” per la vita eterna. Questa unzione significa che il bambino appartiene ufficialmente alla chiesa. Con Gesù Cristo e la comunità dei cristiani, egli potrà godere di tutti i benefici della chiesa, celebrare l’Eucarestia e collaborerà alla sua missione di liberazione e di salvezza degli uomini, con l’annuncio del vangelo e la testimonianza della vita.
Letture
a)      Davide riceve l’unzione da Samuele(1 Samuele 16,12-13)
b)      Dio consacra in Spirito Santo Gesù di Nazareth (Atti 2,36;10,38;Ebrei 1-8-9 Luca 4, 16-21)
c)      Nell’unzione è significato il mistero della morte e della risurrezione di Gesù Cristo (2 Corinti 1,21-22; Romani 6,3-11; Efesini 1-13-14)
d)      Lo Spirito santo è l’olio di unzione che dà il senso della verità, istruisce in ogni cosa (Giovanni 2,27; 16,13)
9)      La veste bianca
Il celebrante consegna una veste bianca, spiegando che questa è il segno della nuova dignità ricevuta da Dio nel battesimo. Non si porta lo stesso vestito in ogni circostanza; ci sono vestiti da festa e da lavoro; i sacerdoti usano una veste speciale… Il vestito bianco è anche simbolo di gioia e di festa. Gesù nella trasfigurazione ha una veste bianca di luce. Gesù nella parabola del banchetto nuziale parla di una veste da indossare. Nell’Apocalisse i santi sono vestiti di bianco. Ma c’è un vestito che non è materiale e che il cristiano deve portare sempre con sé. Un vestito del qual non ci si può spogliare. San Paolo dice ai cristiani: “Rivestitevi di Cristo” (Galati 3,27); ed anche “Rivestitevi dell’uomo nuovo” (Colossesi 3,9-10). Il cristiano porta ogni giorno il vestito che Gesù gli ha dato. La veste bianca, come è stato detto, non è segno di purezza, ma è segno di nuova dignità ricevuta in dono nelle acque del battesimo: la dignità dei Figli di Dio. I cristiani, dunque, non compiono certe azioni perché hanno una dignità. Questa dignità va riconosciuta, difesa, preservata ogni giorno della nostra vita.
Letture
a)      “Rivestitevi di Cristo” (Galati 3,27)
b)      “Rivestitevi dell’uomo nuovo” (Colossesi 3,9-10)
c)      Gesù nella trasfigurazione ha una veste di luce bianca (Matteo 17,2)
d)      I santi sono vestiti di bianco (Apocalisse 6,11; 7,13-17)
10)    La fiamma del cero pasquale
Il celebrante presenta il cero pasquale, simbolo della luce di Cristo risorto, e invita i genitori (solitamente il papà) del bambino ad accendere, a questo cero, una candela che illuminerà il battezzato. Anticamente il sacramento del battesimo era anche chiamo “illuminazione”. Questa luce, consegnata oggi ai genitori, al padrino e alla madrina, è la luce della fede che lo guiderà e l’accompagnerà lungo il cammino della vita.
Il cero pasquale raffigura Cristo Risorto, sempre vivo nella sua Chiesa. Gesù Cristo è la luce mandata da Dio agli uomini, perché essi non vivano più nelle tenebre del peccato e della morte, ma possano conoscere il Padre, come ce lo ha fatto conoscere Gesù, ed avere cos’ la vita eterna.
Letture
a)      Dio crea la luce: il sole, le stelle, il giorno, … (Gen 1,3-8; 1,14-19)
b)      Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una gran luce (Is 9,1)
c)      Questa luce è Gesù (Mt 4,16; Lc 1,78; Gv 1,1ss)
d)      Io sono la luce del mondo (Gv 8,12; 9,5; 12,35-46)
e)      La nuova creazione avrà Dio per luce (Ap 21,23)
11)    Effetà
Ripetendo un gesto di Gesù, il celebrante tocca con il pollice, le orecchie e le labbra del bambino, pregando il Signore che fece udire i sordi e parlare i muti, di concedere al bambino di aprire presto i suoi orecchi all’ascolto della parola e la sua bocca alla professione di fede. La parola “Effetà” significa: ” Apriti”. La mancanza di fede rende l’uomo sordo e muto. L’uomo è incapace di ascoltare e glorificare Dio: è sordo agli appelli che Dio gli fa; il suo orecchio ed il suo cuore non sono prepararti a riceverlo e la sua bocca è incapace di lodarlo. Dio solo può aprire la bocca e l’orecchio del suo discepolo perché ascolti e ringrazi Dio di ciò che opera nella sua vita .Alla venuta di Gesù Cristo i sordi odono ed i miracoli di Gesù significano che le promesse che dio ha fatto si avverano: il popolo sordo comprende la parola di dio, gli obbedisce, ha un cuore nuovo; può, per mezzo di Gesù Cristo, offrire continuamente a Dio un rendimento di lode.
Letture
a)      L’uomo nel peccato è reso sordo e muto (Geremia6,10; Giovanni 8,42-47; Isaia 48,18-20)
b)      Dio gratuitamente, con amore e misericordia, ci apre l’orecchio e ci dona un cuore nuovo (Salmo 51;40; Isaia 50,4-5)
c)      Cristo inaugura il tempo messianico: i ciechi recuperano la vista, i sordi riacquistano l’udito, i morti risuscitano ( Isaia 29,18-23;35,4-6; Matteo 11,3-6; Marco 7, 31-37)
12) Il “Padre Nostro”
Ricevuto il battesimo, il catecumeno è diventato “figlio di Dio” e quindi può pregare con le parole che Gesù stesso ha insegnato: “Padre Nostro che sei nei cieli”. Nella Chiesa primitiva la preghiera del Padre Nostro veniva consegnata al cristiano, in genere dopo il battesimo, perché soltanto i figli di Dio potevano dire Padre, la parola che il figlio piccolo dice con amore al proprio papà. Il Padre nostro è la preghiera per eccellenza, la parola di Gesù più sublime, è la perla preziosa che il cristiano deve custodire con venerazione. I primi cristiani, infatti, la recitavano tre volte al giorno. Per gridarla col cuore occorre che ci sia in noi Gesù, il Figlio di Dio, e il suo Spirito. Noi anche se battezzati, spesso non sappiamo pregare, né sappiamo cosa chiedere. Nella maggioranza dei casi preghiamo per le nostre piccole necessità (la salute, il lavoro, la promozione a scuola, …), ecco perché Gesù ci ha insegnato il Padre nostro, affinché pregassimo per le cose grandi: sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà. Con questa preghiera impariamo a lodare e a ringraziare Dio sul serio. Quando si prega per le cose grandi, il Signore concede anche le piccole. Infatti il Vangelo dice: “Cercate prima di tutto il regno di Dio e la sua giustizia, le altre cose vi saranno date in aggiunta”. Il padre nostro può essere recitato solo dai “figli di Dio”. Sono figli di Dio coloro che amano Dio, che sono generati da Dio, che hanno i suoi stessi sentimenti. San Giovanni dice che Dio è amore. Egli ha amato per primo e mediante Gesù ha amato perfino i suoi nemici. Le persone che sanno amare e che perdonano, come ha fatto Gesù, sono figli di Dio. Essere figli significa riconoscersi piccoli, bisognosi come bambini. Gesù ci ricorda che “se non ci facciamo piccoli come bambini, non entreremo nel regno dei cieli”. Il cristiano che vive il battesimo è uno che si è fatto piccolo, che ha accettato di rinascere di nuovo. L’espressione “Padre nostro”, al plurale significa che siamo fratelli tra noi, che deve esistere fra noi l’unità e l’amore, che il Signore guarda e ascolta con particolare benevolenza la preghiera del suo popolo e la esaudisce.
Letture
a)      Quando pregate dite cos’: “Padre nostro…” (Mt 6,5-15)
b)      E’ necessario pregare insieme senza stancarsi (Lc 18,1)
c)      Bisogna aver fiducia nella provvidenza (Lc 12, 22-32)
d)      Il Regno di Dio appartiene ai piccoli (Lc 18,15-17)
e)      Efficacia della preghiera (Mt 7, 7-11)
13) La benedizione
La Chiesa per mezzo del presbitero invoca la benedizione di Dio onnipotente sul battezzato, sui genitori e sui fedeli presenti al rito.
La benedizione non è un gesto vuoto di senso. Ha invece un significato profondo. Benedire significa in certo modo unirsi a qualcuno, trasmettere la propria benevolenza, comunicare il proprio potere e la propria vita a un altro.
Colui che benedice è Dio e la sua benedizione fa sempre scaturire la vita. Dopo Dio la sorgente della vita è nel padre naturale al quale spetta pure di benedire il proprio figlio. Iddio Padre ha benedetto i suoi figli, la sua Chiesa. Le ha trasmesso la sua stessa vita, la felicità regalandoci suo Figlio Gesù. La presenza di Gesù in mezzo a noi è la nostra benedizione, la nostra eredità. San Paolo dice che in Gesù Cristo “siamo stati benedetti con ogni benedizione spirituale” perché Egli è venuto a darci lo Spirito Santo, la vita eterna, la vita stessa di Dio in noi. L’ultimo gesto visibile di Cristo sulla terra, prima di ascendere al cielo, è stata la benedizione sugli apostoli per significare che l’amore di Dio sarà sempre con loro, con la Chiesa, con il popolo santo che Dio si è acquistato per mezzo di Cristo perché proclami al mondo le opere meravigliose di Lui.
Letture
a)      Gesù benedice gli apostoli (Lc 24,50-53)
b)      “Farò di te un grande popolo e ti benedirò” (Gen 12,1-3)
c)      Isacco benedice suo figlio Giacobbe (Gen 27,25 ss)
d)      La benedizione di Dio Padre scende su suo Figlio, Gesù (Mt 3,16-17)
e)      La preghiera di Gesù è una benedizione per noi tutti (Gv 17,1-5)
f)       Lo Spirito di Dio benedice Maria e Gesù (Lc 1,42ss; 67-80)
g)      La folla riconosce in Gesù la benedizione di Dio per noi (Mt 21,9-11)
h)      Paolo ci mostra qual è la benedizione di Dio su di noi (Ef 1,3-14)
Conclusione

Il sacramento del battesimo è la porta della fede, sempre aperta a tutti. Auguriamo a tutti i cristiani che hanno già varcato la soglia di questa porta e a quelli che per dono di Dio la varcheranno, di essere sempre riconoscenti a Dio per il dono ricevuto e di portare con fierezza il nome di cristiano, respingendo con coraggio ciò che non gli è conforme.