Il mio cuore assetato di infinito – di Don Savino

“Grazie Gesù per avermi scelto e amato ricordandomi tutti i giorni di questi 40 anni: “CHE IMPORTA ALL’UOMO SE PRENDE TUTTO IL MONDO E PERDE SE STESSO? O CHE DARA’ L’UOMO IN CAMBIO DI SE’?
La vita infatti mi si è presentata subito come qualcosa di bello e misterioso e che volevo scoprire! Così mi sono trovato addosso un grande desiderio di possedere tutto; un cuore assetato di infinito, ma non gli sapevo dare il nome.
Quel nome si è manifestato sempre più nel cammino della vita, ma soprattutto si è svelato quando a 23 anni il sorriso e l’abbraccio di un uomo che mi vedeva per la prima volta, me l’hanno fatto vedere: era il servo di Dio don Luigi Giussani da cui mi aveva portato Angelo Scola che avevo incontrato da pochi mesi.
Da quel giorno ho incominciato a scoprire il nome di tutto quello che il mio cuore desiderava: la bellezza, la verità, la giustizia, la gioia di vivere, il bisogno di amare e di essere amati; tutto questo si chiamava Gesù che aveva fatto tutto per me!
Ma il dono ancora più straordinario è che dal 1972 ad oggi, più sperimentavo la debolezza come San Paolo o il rinnegamento come San Pietro, diventavo spettatore del miracolo più grande che un uomo – credo – possa sperimentare. Addirittura la debolezza – come dice San Paolo – è perché dimori in me la potenza di Cristo, e il rinnegamento è per farmi accorgere che l’unica domanda a cui rispondere nella vita è: MA TU MI AMI PIU’ DI COSTORO?
E così si è sempre più fatta evidente la mia consistenza che è la stessa che ha ogni uomo. È solo l’incontro con Cristo che fa ritrovare se stessi! Il miracolo è che questo incontro riaccade in me e riaccade in altri, senza che io faccia nulla; e quanto più mi accorgo che accade negli altri, riaccade in me! Così mi capita di stupirmi di quello che Gesù mi fa dire perché un altro è colpito più di me. Così, in questi 40 anni ho verificato la promessa che Gesù aveva fatta a Pietro quando domandò a Gesù: “Ma noi che abbiamo lasciato tutto, che cosa ci guadagnamo?”
IL CENTUPLO QUAGGIU’ E LA VITA ETERNA.- rispose Gesù
Come è stato vero per me! Molto più del centuplo in figli nella Fede che sono diventati padri e madri per me, e in padri e madri e che sono stati per me guide e maestri!
Tutto ho ricevuto in questi 40 anni ed è giusto festeggiarli perché è stato esattamente così per ciascuno di voi!
“Chi di voi può aggiungere un solo minuto alla sua vita? Eppure anche i capelli del vostro capo sono tutti contati”.
Che tenerezza infinita ci avvolge tutti! Ma a volte non ce ne accorgiamo. Per questo vi ringrazio uno per uno perché con la vostra amicizia ricordate a tutto il mondo, a incominciare dai vostri figli, che la vita è una cosa buona, come ci ha ricordato il Santo Padre quando è venuto qui, e che vale la pena dire di sì ad un Altro che ti chiama.
Ed infatti per me in questi 40 intensi anni, ogni sì che ho cercato di dire – dopo uno strappo e un grande dolore – mi ha sempre portato una ricchezza di umanità e di santità che oggi sono sotto gli occhi di tutti.
Dal primo e travolgente amore a Baranzate, all’euforia missionaria tra i giovani di Cesano Boscone, alla prima e lunga esperienza di Parroco a Molinazzo di Cormano, alla appassionata missione tra il grande popolo di Dergano, al guizzo di fraternità e bellezza a Brugherio, fino ad arrivare all’abbraccio del popolo di Mezzate.
Quante grazie abbiamo ricevuto! Sì, abbiamo, perché nel corpo di Cristo che siamo, ogni cosa che accade a uno, accade a me e a te.
Ringraziamo tutti quindi la bontà infinita di Dio e ci conceda – con l’aiuto di Maria nostra Madre –  di camminare ancora più consapevoli e insieme verso la realizzazione del sogno della giovinezza: GESU’ TU SEI VITA DELLA MIA VITA , questo sia sempre più l’unico nostro desiderio.
Ci conforti e ci sostenga in tutte le circostanze la promessa che ci ha fatto GESU’:
“IO SONO CON VOI PER SEMPRE”.
                                                                                        Omelia tenuta da don Savino in occasione del  suo Quarantesimo anniversario di Sacerdozio

Mezzate 24 giugno 2012