Il paradosso delle certificazioni ECDL e Simili – di Pietro Trematore

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Nel corso dell’ultimo decennio si
è andata consolidando  in  Italia e ancor prima in Europa la
cultura  della “certificazione delle
competenze” (Regolamento sull’Autonomia Scolastica DPR 275/99 , ma prima ancora
si fa esplicito riferimento alle certificazioni delle competenze nell’Accordo  per il Lavoro del 93  e 
successivamente nell’art. 68 della L. 144/99 e poi ancora  la L. 53/2003 
e successivamente  i Modelli di
certificazione delle Competenze  al
termina della Scuola Primaria e al Termine del 1°  Ciclo d’Istruzione DM 84/2005.

Più di
recente il l’art. 4 del DM 139/2007 con cui si danno indicazioni sulla
certificazione delle competenze all’assolvimento dell’obbligo formativo e al
termine dell’obbligo d’istruzione , la L. 169/2008 certificazione delle
competenze e dei traguardi nella scuola primaria e infine il DM 9/2010 sui
modelli di Certificazione alla fine dell’Obbligo d’Istruzione ) che è andata di
volta in volta ad affiancare il Titolo di Studio Istituzionale o legale quasi a
compensare o a rafforzare il percorso di studi di ciascun studente o forse per
meglio legittimare  il contenuto del
titolo di studio diventato nel frattempo 
un po’ vago ed astratto   rispetto alle esigenze di un mondo del lavoro
e ad una società  sempre più
frammentate  che evolvono  o “involvono ” in modo  confuso e poco definito ancor più  della “ scuola” .

Un dibattito iniziato nel 1989 in
Europa e culminato nel 2008 con l’approvazione dell’EQF – Quadro Europeo delle
Qualifiche con l’intendo di permettere una maggiore trasparenza dei titoli di
studio e riconoscibilità , quindi una maggiore mobilità.
Il certificato di competenze è un
documento ufficiale rilasciato da un ente istituzionalmente legittimato che
attesta ad un soggetto il possesso di determinate competenze sulla base di
determinati standard di riferimento.
Le linee guida del decreto del 22
agosto 2007 dicono  il certificato deve
essere uno strumento che consenta la “lettura” trasparente delle competenze
acquisite, capace di sostenere i processi di orientamento, favorire il
passaggio tra i diversi percorsi formativi .
Ma stranamente ad  affiancare le “Certificazioni Ufficiali” sono
comparse altre Certificazioni che seppur non rilasciate da organismi Pubblici
ed Istituzionali   hanno assunto sempre più valore tanto da
oscurare e  in qualche modo a
sminuire  le altre . Parlo della cosi
detta “Certificazione Informatica” 
meglio conosciuta come “Patente Europea” o “ECDL”  e delle “Certificazioni Linguistiche” .
Nonostante siano rilasciate da
Enti certificatori privati  , ad esempio
la “Patente Europea” è gestita e rilasciata dall’AICA –l’associazione italiana
d’informatica e calcolo , un pò alla volta hanno  acquisito 
il rango di titoli preferenziali in molti  concorsi pubblici  o 
nell’accesso a graduatorie pubbliche e 
private ; andando spesso a soverchiare le reali competenze fornite da un
titolo di studio specifico sia esso diploma o laurea  o addirittura le competenze
professionali  ottenute in anni di lavoro
in un settore specifico .
Arrivando a situazioni
paradossali al limite del surreale , quasi pirandelliane, in cui la verità
viene ribaltata e falsificata per cui il meno diventa più e viceversa  e quindi una “Patente Europea” male
interpretando il significato di Informatica e confondendolo con la conoscenza
di “Office”  assume  più valore di una laurea in Informatica o  una certificazione linguistica è più garante
di competenze di una laurea in lingue .
Certificazioni che sono state
mitizzate e mistificate  in nome non si
sa bene di quale interesse !!! Che dietro la garanzia di un serio accertamento
di “Competenza” nascondono grandi e piccoli interessi (perché gli esami per le
certificazioni hanno un costo ) che spesso sono le stesse Scuole Pubbliche ad
esaltare diventando sedi di esami ed utilizzando le risorse strumentali interne
all’Istituto prioritariamente per svolgere gli esami per quelle
“certificazioni”, giustificando ipocritamente l’interesse degli studenti e
della scuola con il tornaconto economico 
di una oligarchia  di gestione interna
 alla struttura scolastica .
                                                                                                      
Prof. Pietro Trematore   
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