Il programma annuale strumento fondamentale di gestione della scuola

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Esercitazione di un elaborato del prof. Gaudio

Svolgimento

Tra gli strumenti fondamentali della gestione di una istituzione scolastica vi è il programma annuale. Il programma annuale si chiama così perché lo si vuole distinguere da un semplice bilancio preventivo, accentuandone il carattere strategico e decisivo non solo per l’aspetto contabile, ma per la realizzazione della progettazione scolastica. Esso infatti è strettamente connesso con il POF, e segue la stesura dello stesso. La svolta fondamentale nella predisposizione del Bilancio della scuola è avvenuta con l’acquisizione dell’autonomia il 1° settembre 2000, con il Decreto Interministeriale 44 del 2001 e, soprattutto, con la legge finanziaria del 2007, che ha ridotto a due i capitoli di spesa da inserire nel programma annuale (fondo per il personale e Fondo per il funzionamento) dando ancora maggiore libertà alle scuole di programmare interventi in campo finanziario, con l’unico vincolo della destinazione, coerente con le finalità dell’istituzione, e della coerenza con il POF. Nella pratica delle istituzioni scolastiche il POF è tacitamente confermato di anno in anno, ma varrebbe la pena, all’inizio dell’anno scolastico, non solo fare il punto sui progetti, e sulle Funzioni strumentali al POF, ma rivederne il testo, insieme con la commissione appositamente creata dal Collegio Docenti gli anni precedenti. È a questo punto che si situa una revisione della progettazione della scuola, in una chiave più mirata e finalizzata agli apprendimenti degli alunni. Infatti, una cosa che è emersa sempre più frequentemente in questi ultimi anni è l’impossibilità di attuare tutte le richieste di “progetti” riproposte dai docenti, spesso in maniera quasi inerziale all’inizio dell’anno. È in questa fase che il Dirigente Scolastico deve guidare il collegio Docenti ad una maggiore consapevolezza della necessità di focalizzare l’azione e gli sforzi di tutti verso obiettivi condivisi di grande importanza. Ad esempio, con molta discrezione, il Dirigente saprà spiegare che il Progetto “Giovani protagonisti” portato avanti negli anni passati da un docente, poi ritiratosi in quiescenza, potrà essere sostituito da azioni più incisive a livello di sostegno e consolidamento dell’apprendimento. Anche nei confronti del personale ATA il Dirigente Scolastico chiarirà che alcune mansioni, che l’anno precedente erano state incentivate tramite FIS, a causa della riduzione dell’entità dello stesso, dovranno essere considerate come parte integrante dei compiti assegnati all’inizio dell’anno ai collaboratori scolastici. Il Dirigente Scolastico in questa prospettiva ha indirizzato una “direttiva” al DSGA, concordandone oralmente tutti gli aspetti, e il DSGA ha realizzato tale “aggiustamento” nel Piano annuale delle attività del personale ATA. A questo punto, il Dirigente Scolastico convoca agli inizi di ottobre la RSU per la trattativa annuale, ai fini della stesura della Contrattazione Integrativa di Istituto. Prima del giorno della convocazione, il DS, grazie alla attività del DSGA, prepara un report con l’indicazione precisa dell’entità dei Fondi attesi dal ministero, per il Fondo di Istituto, che risultano leggermente diminuiti rispetto all’anno precedente. In sede di contrattazione le RSU si limitano a riportare le osservazioni e le delibere votate in Collegio Docenti e nella Assemblea di inizio anno del personale ATA (convocata dal DSGA). Dopo una reciproca informazione e spiegazione, si perviene ad un piano condiviso di “tagli” ai progetti e alle figure da incentivare con il Fondo dell’Istituzione Scolastica, e il Contratto Integrativo di Istituto viene firmato a metà ottobre. Quindi, una volta acquisite anche dai revisori dei conti tutte le osservazioni e le analisi contabili, il Dirigente Scolastico è finalmente in grado di predisporre la relazione illustrativa del Programma Annuale, che presenta al Consiglio di Istituto di fine ottobre. In questa relazione il DS non si limita a elencare le somme (fondi disponibili, spese previste, ecc…), ma fornisce un quadro chiaro di quali interventi la scuola intende adottare per contrastare l’insuccesso formativo, che ha caratterizzato l’istituzione negli ultimi anni. Dopo la sua relazione, i genitori intervengono, e sottopongono al Dirigente Scolastico la critica di alcuni genitori, che si sono lamentati perché l’ultimo anno scolastico hanno dovuto contribuire in parte ai costi degli sportelli didattici. A questo punto il dirigente scolastico riporta il problema nel Collegio Docenti di novembre. I docenti, analizzando la scarsa utilità dei corsi di recupero degli anni scolastici precedenti, decidono di indirizzare i fondi previsti per i corsi di recupero agli sportelli didattici, da attivare nel corso di tutto l’anno scolastico, pur essendo consapevoli che il compenso per un’ora di sportello è inferiore rispetto a quello per un corso di recupero. Questa delibera del Collegio Docenti viene accolta con grande favore dai genitori rappresentati nel Consiglio di Istituto di fine novembre, che pertanto approva la stesura definitiva del programma annuale, così come sorto dal dialogo e dal lavoro comune.

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