Recensione de Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino

 

Il sentiero dei nidi di ragno – Italo Calvino
Il romanzo racconta la storia di un ragazzino di nome Pin, che nonostante la sua giovane età  si ritrova ad essere molto attivo nella lotta con i partigiani contro i tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Il ragazzo ha un animo a dir poco ribelle, dato che non aveva ricevuto neanche una adeguata educazione visto che aveva perso i genitori, infatti si ritrova poi in prigione per aver rubato la pistola, per scommessa, ad un soldato tedesco. Durante il suo periodo di prigionia conosce Lupo Rosso, un partigiano che lo aiuterà  a fuggire dalla prigione e che lo accoglierà  fra gli altri suoi compagni. Tra questi compagni c’era un certo Cugino, un partigiano con cui diventerà  molto amico nel quale rivede una mentalità  simile alla sua. Questo interessamento da parte di Pin, nel trovare qualcuno che la pensi come lui, sta a far vedere come nonostante lui stia partecipando alla guerra, abbia comunque una mentalità  da bambino, aveva solo dieci anni. Questo periodo della sua vita non l’ha mai potuto vivere a pieno perché in quanto ha perso i genitori si ritrovava a lavorare per andare avanti, nonostante avesse una sorella. Egli veniva usato dagli adulti per raggiungere scopi personali e ciò lo porterà  a non dare più fiducia a nessuno fino all’incontro con Cugino al quale rivelerà  il “luogo segreto” ovvero il sentiero dei nidi di ragno. Ci si presenta dunque davanti un romanzo verosimile poiché parla non solo della guerra ma anche del difficile rapporto tra giovani ed adulti, i primi spesso non compresi a pieno da gli ultimi. L’autore concede comunque bellezza e coinvolgimento al romanzo utilizzando un linguaggio comprensibile a tutti facendo in gran parte un utilizzo dei dialoghi che rendono la vicenda più facile da capire e più coinvolgente.

Alessio Cottarelli 5C

Audio Lezioni su Italo Calvino del prof. Gaudio

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