Il tempo che non serba memoria

recensione del libro

La memoria dell’acqua di Antonio Messina

La Sicilia, venerd’ 11 agosto 03 09 2006

CULTURA E SPETTACOLI

Scaffale

La memoria dell’acqua di Antonio Messina, Edizioni il Foglio pag. 146 euro 12, Echi Orwelliani, leopardiani, finanche danteschi, giù fino a Virgilio e Omero, connotano questa fluida narrazione, questa riproposizione in chiave post-moderna di una nuova mitologia, didascalica come le favole di Esopo e Fedro”. Cos’, nella prefazione di Elisabetta Blasi a questo bel libro di racconti di Antonio Messina, nativo di Partanna(Tp), da anni residente a Padova e noto ad una nicchia di pubblico col suo romanzo d’esordio, Lassurdo respiro delle cose tremule”, bene accolto dalla critica. In questa raccolta, il trittico iniziale e i sei brevi racconti della seconda parte, sono sospesi in un mondo fantastico, eppure tanto vicino, i protagonisti sono attori e vittime al tempo stesso di passioni e del tempo che fugace scorre come l’acqua non conservando memoria. Solo l’amore, luce e guida, sopravvive alla morte. C’è un che di magico nella prosa di Messina, un tocco leggero aperto alla riflessione sulla vera essenza della vita caduca da vivere”desti”, affinche di ognuno non rimanga solo labile”memoria dell’acqua”.

ROBERTO MISTRETTA