Il vero abuso lascia muti e disarma: chi non lo sa, ferisce ancora – di Cristina Rocchetto

 Si parla tanto di “abuso”, ma chi non lo conosce o non si è informato
o non ha letto nulla, chi NON sa cos’è, ferisce ed abbandona nel momento stesso
in cui apre la bocca… 

Il più grande ab-uso è quello subdolo, quello che ti
porta a sembrar complice o co-responsabile di ciò che ti ha ferito/a,
distrutto/a, schiacciato/a… 
Brutto brutto
e brutto trovarsi in situazioni simili…

Sei colto/a di sorpresa e non sai che
fare… Davanti agli abusi (anche quelli di potere) si rimane così…. Poi, la
sensazione allo stomaco prende forma, trova le parole… Dal di fuori
tutti giudicano, pretendono prese di coscienza rapidissime… 
La cosa che
urta di più della notizia divulgata al link che segue sono perciò i commenti di chi
ignora (= “degli ignoranti”): i tanti che chiacchierano pensando di aver visto
qualcosa, senza aver effettivamente colto nulla dietro a ciò che hanno solo visionato. Ora,
il non saper riconoscere la propria ignoranza su un argomento è cosa dura, e lo
sapeva, ai suoi tempi, pure Socrate: che il vero ignorante è appunto colui che
NON SA di non sapere…
Leggete quindi
il tenore dei commenti: tutti pronti a puntare il dito… Intanto questa donna
è segnata: fino alla scorsa settimana la sua vita era sicuramente un’altra;
d’ora in poi, qualcosa sarà diverso, cambiato: dovrà SPIEGARSI, SCUSARSI,
GIUSTIFICARSI per qualcosa rispetto cui, mentre lo viveva, non ha saputo subito
prendere una posizione… dovrà RICORDARE….e perché?
Perché era di
fronte al potere e rappresentava la sua azienda e non se stessa… Prima di
giudicare, pensiamo a quante volte siamo costretti a muoverci dimenticando di
essere noi stessi… spesso, il lavoro ci richiede questo… per l’appunto, e
scusate l’insistenza, solo una formazione culturale fondata sul pensiero critico
ci permette di essere “PRESENTI A NOI STESSI” in diverse situazioni –
mai in tutte: la vita umana è all’insegna dell’imprevisto, cadiamo tutti tante
volte, anche se in contesti spesso diversi. E non si finisce mai d’imparare.
Questa signora
è forse stata una di quelle studentesse modello che sanno dire “sì” e sanno
comportarsi. Ma chi non si è mai ribellato, non sa ribellarsi facilmente… Non
guardate l’adolescente “difficile” solo come un “problema”:
è lì che si impara a dire di “no”… il nostro compito è spiegare
PERCHE’ si deve dire anche di “sì” e risultare 
e risultare convincenti….

Cristina Rocchetto