In prima a cinque anni


La corsa ai banchi di scuola

Il Corriere della Sera 5.2.2009

Un bimbo su 10 in classe in anticipo
Un po’ perché è di moda: «Mio figlio sa già leggere, che senso ha rimanere a casa? ». Un po’ perché i pediatri hanno registrato che sì, i bambini di oggi in effetti sono più precoci rispetto alle generazioni precedenti ed «è inutile ritardare i processi educativi». Ma soprattutto perché, in tempi di mamme acrobate, è spesso un sollievo poter rosicchiare qualche mese, abbandonare il team di tate e nonne e avviare il piccolo alle elementari. A scuola in anticipo. A cinque anni (ma c’è anche chi fa il furbo ed entra quasi a quattro), come consente la circolare delle iscrizioni. «È un’opportunità in più per le famiglie», dice il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. E per il prossimo anno le richieste potrebbero aumentare.

Numeri e anticipi
Una volta li chiamavano «primini », un anno alla privata, l’esame di idoneità e via, in classe con tutti gli altri. Poi, con la sperimentazione del 2003 e via via la messa a regime, fu la volta dei «morattini», voluti appunto da Letizia Moratti. Momento di stallo con Giuseppe Fioroni che abolì gli anticipi alla materna (ma non alla primaria), fino ad arrivare alla circolare firmata lo scorso 16 gennaio dal ministro Gelmini.
Le regole: alla scuola dell’infanzia sono ammessi i bambini che compiono tre anni entro il 31 dicembre 2009 e, in presenza di «particolari condizioni» (disponibilità di posti, soprattutto) , chi li compie entro il 30 aprile 2010 (continua anche il progetto delle sezioni primavera); alla primaria «obbligo» di iscrizione per chi compie sei anni entro il 31 dicembre 2009 e «possibilità» di accesso a chi raggiunge i sei anni entro il 30 aprile 2010. «Si tratta di un provvedimento legato al welfare – spiega il ministro -: volevamo andare incontro alle famiglie, dare una mano alle coppie che lavorano». Una scelta in più. Che i genitori sembrano apprezzare anno dopo anno: se nel 2005 gli studenti anticipatari erano l’8,7 per cento del totale di iscritti in prima, nel 2006 erano il 9,8 (55.858), nel 2007 il 9,2 (51.082) e quest’anno si arriva a 48.615 su 451.826 (di nuovo il 9,8).
Il record è della Campania che, con 11.963 «morattini» su 51.046 iscritti alla prima primaria, conferma una tradizione tutta del Sud. Alberto Bottino, direttore scolastico regionale, sorride: «È vero, da noi c’è sempre stata un’abitudine in questo senso. Ma chi si iscrive a scuola in anticipo arriva sempre dall’esperienza della materna».

I furbetti
«Mio figlio è nato il 3 maggio, è fuori di pochissimo, si può fare un’eccezione?» . Ci provano, le mamme. E sì, le eccezioni ci sono. Che poi si possa farle è un altro discorso. Ma non sono pochi i presidi – anche delle statali – che dribblano le indicazioni ministeriali e accolgono ogni anno circa milleduecento studenti «extra-data». Corsa all’iscrizione fuorilegge. Ed è piuttosto difficile sanzionare chi viola la circolare: «I controlli – fanno sapere dal ministero – sono lasciati alle autonomie scolastiche». Suggerimento ai genitori di bimbi prodigio che vogliono istruire i figli senza contravvenire alle regole: un anno di scuola paterna, a casa, e al termine l’esame di idoneità