Integrazione alunni stranieri

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Esercitazione di uno studio di caso del prof. Gaudio

Svolgimento

Il caso
In una scuola secondaria di primo grado alla periferia di una grande città, l’immigrazione di extra-comunitari, in particolar modo cinesi, ha assunto proporzioni notevoli negli ultimi anni. In particolare, fra gli iscritti alla classe prima dell’ultimo anno scolastico, circa il 32% proviene da famiglie straniere, anche se alcune di esse sono di seconda generazione.
Il Dirigente scolastico fa presente il problema al primo collegio docenti di settembre e chiede di dibatterne.

La normativa di riferimento
Anzitutto, la Dichiarazione dei diritti umani, del 1948, elenca i diritti delle persone, tra cui risulta fonda mentale quello all’istruzione, Infatti all’articolo 26 è scritto: “Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali.” e inoltre “L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.”
Il Dlgs 286 del 1998 è il testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero , ed è stato applicato nella scuola con il Decreto del Presidente della Repubblica 31 Agosto 1999, N. 394, Regolamento recante appunto le norme di attuazione del testo unico
Poi, la Circolare Ministeriale 24 del 2006 ha presentato un insieme di orientamenti condivisi sul piano culturale ed educativo, individua alcuni punti fermi sul piano normativo, e dà alcuni suggerimenti di carattere organizzativo e didattico al fine di favorire l’integrazione e la riuscita scolastica e formativa degli alunni stranieri, riportando le Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri.
Una circolare più recente, la n. 2 dell’ 8 gennaio 2010, ha infine impedito la formazione di classi con una percentuale di alunni stranieri maggiore del 30 %, fatto salvo il potere del Direttore dell’ USR di vagliare ed accettare eventuali deroghe alla norma. Risulta comunque interessante questa circolare perché in essa sono indicate strategie per la realizzazione di un patto territoriale, una rete di scuole, o un accordo di rete, al fine di integrare gli alunni stranieri, nell’ottica di quanto richiamato dal DPR 275 del 1999 e dal D I 44 del 2001 (artt. 31, 32 e 36). A questo proposito è scritto testualmente in questa circolare:
“in sede di accordo è necessario che i dirigenti scolastici:
1. . realizzino un bilancio delle capacità di intervento presenti;
2. · creino le condizioni per la collaborazione tra docenti esperti e per la
socializzazione delle esperienze;
3. · finalizzino in modo puntuale gli interventi di formazione in servizio degli
insegnanti;
4. · prevedano l’impiego in comune di risorse professionali e strumentali;
5. · valorizzino le informazioni che sia il Sistema nazionale di valutazione, sia le
diverse anagrafi mettono a disposizione.
Una particolare attenzione va inoltre riservata alla collaborazione tra scuole di ordine e grado diverso, in modo da creare percorsi di continuità che non aggravino le condizioni di lavoro dei docenti ed evitino il rischio di concentrazione di alunni stranieri
in alcune tipologie di percorsi a preferenza di altri come sta avvenendo attualmente.”

Aggiornamento del POF e altre azioni di intervento
Di fronte ad un problema di questa portata e rilevanza, il Collegio Docenti decide di rivedere integralmente il POF, inserendo l’integrazione e l’accoglienza di questi alunni stranieri tra gli obiettivi dell’istituzione scolastica, da perseguire già nell’immediato inizio delle attività scolastiche, attraverso alcuni interventi “creativi” da realizzare nei primi giorni di scuola, come manifesti, striscioni, e piantine della scuola in due lingue (italiano e cinese) in modo che i nuovi alunni si sentano accolti.
La presenza sul territorio di una associazione di volontariato particolarmente attenta alla tematica dell’integrazione dà l’opportunità, alla scuola, di un supporto in tal senso. Infatti i volontari della Associazione sono presenti il primo giorno di scuola e alcuni mediatori culturali favoriscono l’ingresso degli alunni nelle classi.
Inoltre, la commissione didattica elabora una serie di percorsi didattici adeguati agli studenti che la scuola dovrà ricevere, facendo una proposta di adeguamento del curricolo, senza far venire meno gli obiettivi irrinunciabili delle singole materie, ma con una attenzione particolare alla conoscenza e valorizzazione della cultura di origine degli alunni, per favorire un processo interculturale di scambio e integrazione di saperi e conoscenze.
Una volta integrato nel mese di ottobre il POF con le informazioni del contesto interno ed esterno, effettuata la rilevazione dei bisogni formativi (alunni stranieri in quantità maggiore del previsto, attese delle famiglie, problematiche del territorio…), rilevati gli aspetti che si intendono migliorare, fatta un’accurata indagine sulle risorse che si possiedono, si procede alla delibera di approvazione del POF così modificato. Alla fine del primo quadrimestre, si rilevano, però, particolari problemi nell’apprendimento soprattutto dell’Italiano, e il 50% degli alunni stranieri di prima risultano gravemente insufficienti (voti tra il 3 e il 4). Il collegio delibera, secondo quanto già stabilito in sede di programma annuale, di concentrare l’utilizzo delle risorse umane per andare incontro ai bisogni reali di apprendimento dei ragazzi, e pertanto alcune delle ore di corso di recupero programmato in scienze vengono dirottate al corso di italiano.

I destinatari
Destinatari di queste azioni sono gli alunni stranieri di prima media dell’istituto, con particolari difficoltà di apprendimento in italiano

Obiettivi del progetto
Diminuire almeno del 30 % le insufficienze gravi nel gruppo di alunni che presenta voti di 3 e 4 agli scrutini del primo quadrimestre

Risorse
Per realizzare le varie fasi della progettazione, il Collegio Docenti delibera un progetto ad hoc, che prevede la retribuzione delle ore necessarie tramite il fondo della istituzione scolastica.

La realizzazione del progetto
A febbraio e marzo, gli studenti frequentano un corso di recupero pomeridiano in italiano, tenuto da alcuni docenti che nel frattempo si sono aggiornati grazie ad un corso di formazione realizzato in rete con altre scuole.

Monitoraggio e verifica
Il Dirigente Scolastico verifica l’attuazione del progetto nei mesi di febbraio, marzo, aprile e maggio, e constata duranti gli scrutini di fine anno a giugno che il 40% delle insufficienze gravi in italiano sono diventate meno gravi ( voto 5 al posto di 4) e il 15% di queste gravi insufficienze sono del tutto scomparse, in quanto quegli alunni hanno raggiunto la sufficienza, mentre il restante 45% è rimasto gravemente insufficiente.

Videocorso Avvertenze generali 29 ore di lezione a 44,9 euro (= un euro e mezzo per ogni ora di lezione)

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