Islàm & sport

Pubblicità

Sharing is caring!

Pubblicità

di Laura e Gabriele Primativo

Nella gimkana dei precetti islamici la confusione è legittima:

lo sport è HALAL oppure HARAM? Permesso o vietato?

Comportamenti permessi (HALAL)

1 Fare sport, a condizione di tenere un comportamento religioso

2 Praticare in particolare le discipline suggerite da Maometto nelle Hadith: tiro con l’arco, corsa, nuoto, lotta

3 Rafforzare la muscolatura  e temprare la volontà attraverso l’esercizio

 

Comportamenti proibiti (HARAM)

 

1       Mostrare il corpo ad eccezione di volto, piedi, mani

2        Adornarsi con fogge o colori seducenti. Gareggiare in presenza di uomini

3        Essere fotografate o riprese dalla tivù

4        Mostrare la parte di corpo compresa tra l’ombelico e le ginocchia

5        Praticare discipline promiscue, tipo la danza o comunque discipline che coinvolgono entrambi i sessi

6        Tifare per uno sport in maniera scalmanata

7        Nella boxe, colpire l’avversario al volto o ferirlo

8        Giocare d’azzardo

 

Alcune considerazioni

·        Molti studiosi ripetono che il Corano raccomanda l’attività fisica a entrambi i sessi. Si racconta che lo stesso Maometto incoraggiava la moglie Aisha ad esercitarsi nei cento metri, tanto che finì al secondo e ultimo posto in una spiritosa gara tra coniugi.

·         Le HADITH,(i detti del profeta), suggeriscono le discipline migliori da praticare e da evitare: equitazione, tiro con l’arco, nuoto, wrestling sono sani esercizi di controllo della volontà a differenza del proibitissimo gioco d’azzardo.

·        Nel volume «Islam and games», il religioso Ahmed Ebrahim Bemat rivela che secondo alcuni lo sport sarebbe addirittura auspicato «nella preparazione del jihad», cioè della lotta. Eppure l’attività sportiva come la conosciamo in Europa e negli Usa, show business e fisici mozzafiato, fa infuriare gli integralisti quanto quella modernità occidentale che l’islam ortodosso combatte senza esclusione di colpi.

·        Nel libro – saggio «Islam e sport», alla lista dei giochi proibiti si aggiungono i giochi frutto dell’occidente come ad es. i video giochi (play station). il tennis e il cricket poiché considerati antislamici e immorali, gran perdita di tempo. Basta però fare un giro tra gli immigrati che vivono nelle nostre città per capire che il cortocircuito tra Maometto e la ginnastica, compresa quella delle dita sul Joystick (la manopola dei videogiochi), è solo apparente. 

·        Alle donne atlete che fanno sport l’Islam prescrive moralità e decenza, devono coprire l’AWRAH, l’intero corpo a eccezione di mani, piedi e volto, gareggiare in assenza di uomini ed evitare le riprese televisive:

o       Lida Fariman, la prima iraniana a partecipare alle Olimpiadi dopo la rivoluzione Khomeinista, si allenò al poligono di tiro col capo coperto dall’hijab.

o       Alle penultime Olimpiadi di Atene, la nuotatrice egiziana Heba el Gawad esorcizzava il costume da bagno leggendo i versetti del Corano prima di tuffarsi in vasca..

o       L’oro ai Giochi di Barcellona del ’92 costò l’esilio dell’algerina Hassiba Boulmerka. Rea di aver corso i 1500 metri in canottiera e shorts, la donna fu condannata a morte e messa al bando dagli estremisti del suo paese.

·        Gli uomini devono avere un «Abbigliamento castigato soprattutto tra l’ombelico e le ginocchia, bando al fanatismo, rifiuto delle discipline promiscue tipo la danza».

La celebre arte marziale giapponese è lecita purché vestiti di tutto punto.

Di contro quando Zinedine Zidane indossa la maglia del Real Madrid e affronta la Juventus, i suoi tifosi non sono più musulmani o cristiani. Sono un unico popolo che soffre fino al 90° minuto dimenticando le gambe impudicamente scoperte dai giocatori islamici. Potrebbe essere una forma d’integrazione,invece gli integralisti la considerano «quella malattia occidentale» chiamata “tifo”, che viene condannata come «passione che obnubila la mente».Costoro non ce l’hanno col calcio, ma con la società globale che lo sport rappresenta.

Inoltre a giudicare dal numero di calciatori e pugili in regolare nude look, gli atleti musulmani hanno quindi vita più facile delle loro sorelle, per le quali l’imposizione religiosa può andare ben oltre l’abbigliamento.

 

Sport e islam sono dunque in contraddizione?

Il numero crescente di giovani musulmani che si iscrivono all’oratorio per giocare a pallone e le medaglie olimpiche delle atlete arabe, protette dall’hijab o esposte all’ira dei fondamentalisti, suggeriscono di no. Sarebbe difficile, d’altro canto, Corano alla mano, conciliare l’attività fisica, halal, con la demonizzazione del corpo, assolutamente haram.

 

Alcuni Sportivi famosi

 

Muhammad Ali

Si chiamava Cassius Clay ed è considerato uno dei più grandi pugili di sempre

 

Kareem Abdul-Jabbar

Leggendario pivot dei Los Angeles Lakers

 

Mike Tyson

E’ stato il più giovane pugile campione mondiale dei massimi

 

Hakeem Olajuwon

Campione di basket

Pubblicità
shares
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: