Katyn, cos’è?

di www.diesselombardia.it

Difficile trovarlo sugli atlanti geografici o storici. Questo paesino oggi al confine tra Russia e Bielorussia, 70 anni fa era tra URSS e Polonia. In quei boschi, nella primavera del ’40, i sovietici fecero fuori più o meno 20.000 ufficiali riservisti polacchi, il meglio della società polacca. L’anno prima c’era stato il patto di non aggressione tra l’URSS staliniana e la Germania hitleriana, patto che prevedeva espressamente la divisione dell’Europa in due grandi aree di influenza e la spartizione della Polonia che stava in mezzo ai due “grandi”: solo sette giorni dopo, i sovietici invadevano la Polonia dando inizio alla seconda guerra mondiale. Fino agli anni ’90 la versione ufficiale era però quella “sovietica”: il massacro di Katyn è opera dei nazisti nell’estate del ’41. Oggi “Katyn” è un film del polacco Andrzej Wajda, 83 anni, e racconta la storia dell’eccidio e la storia della menzogna ideologica che lo ha distorto. Diesse Lombardia, in collaborazione con Sentieri del Cinema, promuove la visione per gli studenti e i docenti delle scuole lombarde: per info e prenotazioni tel 02 36587288. Abbiamo chiesto a Giovanni Cominelli, della Fondazione per la Sussidiarietà, in cosa questo film rappresenti il ‘900. “Il film descrive la politica di due opposti totalitarismi che hanno tentato di sbranarsi l’Europa; mostra due progetti storico-politici, quello comunista e quello nazifascita, nel momento della loro massima virulenza; documenta la pervasività del potere comunista nella “vita degli altri”; evoca il conflitto eterno, all’ombra del potere, tra le ragioni della verità e quelle della sopravvivenza quotidiana”. La prof.ssa Viscoli, che insegna Lettere al liceo scientifico Da Vinci di Milano, ci dice: “L’ si vede nei fatti come le ideologie concorrono a braccetto a far fuori l’uomo”. E la sua collega di Storia, Luisa Crosa, che ci ha aiutato a capire l’importanza storica di questo film, aggiunge: “Quando sono stata in Polonia negli anni ’70, tutti me lo dicevano che erano stati i sovietici, ma da noi nessuno ne parlava”. Per questo porteranno i loro allievi a vederlo: perché ci sono dei fatti che aiutano a capire più di mille teorie. Scriveteci ad admin@diesselombardia.it