L’ imperatore di Portugallia di Selma Lagerlöf

L’ imperatore di Portugallia di Selma Lagerlöf

Biografia di Selma Lagerlöf

Selma Lagerlöf nacque a Sunne, nella regione del Värmland, in Svezia, quasi ai confini con la Norvegia, nel novembre 1858. Nel 1885 inizia a lavorare come insegnante in un liceo femminile. Cresciuta nella campagna del Värmland, si ispirò a leggende e canzoni popolari per il suo primo libro conosciuto, La saga di Gösta Berling (1891). Il successo di questo romanzo le permise di lasciare l’insegnamento per dedicarsi interamente alla letteratura a partire dal 1895. Dopo un soggiorno in Sicilia vi ambientò I miracoli dell’Anticristo (1897); da un viaggio in Palestina trasse materia per Jerusalem (1901-02), e per il suo seguito La Città Santa (1902), storia di un gruppo di contadini svedesi che si trasferiscono in Terra Santa.

Jerusalem

Alla fine dell’800, l’intera popolazione del villaggio svedese di Nås si trasferisce a Gerusalemme per unirsi a una colonia fondata da una delle innumerevoli sette americane, ispirate a un ideale cristiano di uguaglianza, fratellanza e concordia, in millenaristica attesa del ritorno di Cristo. Affascinata dalla «follia romantica dell’impresa», la Lagerlöf va a trovarli. Nasce uno dei suoi capolavori, il romanzo epico Jerusalem, capace di trasfigurare il vissuto in racconto mitico, in cui trova spazio il contrasto fra realtà e utopia.
Temi prevalenti nel libro sono: il romanticismo, la famiglia, il destino, il dovere, la religione e l’abuso di potere.

Le meravigliose avventure di Nils

Anche il libro per bambini Le meravigliose avventure di Nils (1906/07) ebbe successo Il Viaggio meraviglioso di Nils Holgersson attraverso la Svezia (1906-07), ed è ancora usato come libro di geografia per le scuole elementari.

Nils è un ragazzino impertinente che, dopo aver catturato un potentissimo gnomo, un coboldo, viene rimpicciolito da quest’ultimo alle dimensioni di un topo. Adesso però Nils comprende il linguaggio degli animali e vive avventure straordinarie: trascinato via da un’oca domestica che segue un branco di oche selvatiche, vola su tutta la Svezia sulla sua groppa. Grazie a questa avventura viene istruito sulla geografia e sui problemi sociali del paese, ma impara anche il valore dell’amicizia, della compassione e della solidarietà, virtù che gli consentono di ritornare alle sue dimensioni normali.

Il testo era stato commissionato con l’intento di modificare radicalmente la didattica: compito della Lagerlöf sarebbe stato offrire una descrizione della natura e della geografia svedese, caratterizzando, attraverso leggende o racconti tipici, ogni provincia. Il risultato è del tutto sorprendente in quanto, pur tenendo fede all’impegno didattico, la scrittrice riesce a vivificare con la fantasia una quantità straordinaria di nozioni che, con notevole modernità, arrivano a comprendere anche norme sociali e alcuni dei principali problemi del tempo.

La prima donna prenio nobel

Di formazione antinaturalista, portata a raffigurare i drammi morali in forme epiche e fantastiche, la Lagerlöf cercò nel paesaggio e nelle tradizioni scandinave una corrispondenza tra la dimensione del sogno e quella della realtà. La fiaba pedagogica fu il mezzo che le consentì di realizzare un equilibrio tra verità psicologica e senso del meraviglioso.

Nel 1909 Selma Lagerlöf fu la prima donna a ricevere il Premio Nobel per la letteratura, Nobel per la Letteratura “per l’elevato idealismo, la vivida immaginazione e la percezione

spirituale che caratterizzano le sue opere.”

e cinque anni dopo divenne la prima donna membro dell’Accademia svedese. L’imperatore di Portugallia (1914) è la sua ultima grande opera poiché negli ultimi anni scrisse poco. Selma Lagerlöf morì nella stessa città dove era nata nel marzo 1940.

Incipit

Il romanzo L’imperatore del Portogallo è ambientato tra il 1860 e il 1870 nella Svezia meridionale, il mitico Varmland.

L’intero romanzo che ruota attorno a L’imperatore del Portogallo ricorda una triste favola o racconto popolare. Il linguaggio e lo stile dell’autore sono semplici, ma molto potenti e commoventi.

Dal povero bracciante Jan Anderson e dalla moglie Katrina, che lavorano nella fattoria di Falla, , in condizioni di vita di grande semplicità, nasce una bambina.

Per quanto vecchio diventasse, Jan Andersson di Skrolycka

non poté mai stancarsi di raccontare di quel giorno in cui la sua bimbetta era venuta al mondo.

Jan si approcciò alla nascita della figlia quasi scocciato e arrabbiato per quello che sarebbe stato solo un fastidio, che gli avrebbe solo tolto il sonno e la sicurezza economica, le uniche cose cui teneva, ma poi prendendola in braccio, tutto cambia.

All’inizio Jan è solo, seduto su un ceppo nella legnaia. La moglie Katrinna, una ragazza che lavorava da cameriera per il suo stesso capo, Erik di Falla per il quale trebbiava laboriosamente la terra, sta per partorire in casa, e lui non è poi così contento di quanto gli sta per capitare. Guarda con rimpianto alla vita precedente, quando non era ancora sposato. Poi, quasi più per essere più indipendente dal pur bravo padrone, si era sposato, ma anche la vita assieme alla moglie, non era poi così male, perché lo aiutava nel lavoro, nei campi, ma col bambino in arrivo: che ne sarebbe stato di loro? Poi, succede qualcosa. Non è un maschio, è una bambina quella che nasce; e quando lui la prende in braccio, tutto cambia.

L’amore per la bambina fa aprire finalmente gli occhi di Jan alla bellezza, e lui scopre grazie a quella bambina che cosa è per davvero l’amore, che non è solo una relazione tra due persone, perché limitarsi ai fatti, alla superficie, vuol dire non capire che cosa l’amore può produrre.

Il nome della bambina

Un bellissimo tramonto ispira il padre con il nome perfetto per la sua bambina: Klara Fina Gulleborg. I coniugi si pongono un problema: come chiamare la neonata? Kattrinna suggerisce al marito di portare con sé la piccina sull’uscio di casa, di attendere la prima donna di passaggio e di chiedere a lei il nome con il quale battezzarla. Quel giorno, nessun essere umano si inoltra fin là. Padre e figlia passano le ore sotto un cielo grigio, finché «il sole si aprì uno squarcio tra le nubi e fece cadere i suoi raggi sulla bambina». Jan interpreta il segno come la volontà del sole di farle da padrino. Klara Fina Gulleborg è il nome scelto. Chiara, bella, dorata. Da quel momento, nella vita di Jan irrompe la gioia. Jan ama sua figlia e la loro relazione è molto stretta. Il bracciante Jan di Skrolycka, rivelato all’amore dalla nascita della figlia Klara Gulla, bella e “luminosa” come vuole il suo nome, fa di questo amore il perno della propria esistenza, e la presenza della ragazza sembra davvero illuminare il grigiore quotidiano.

Infanzia e adolescenza

Jan brucia d’amore per la piccola Klara Gulla. Lei è raffinata, intelligente, acuta, vispa. In lei, tutti vedono una promessa di riscatto per l’intera famiglia.

L’infanzia e l’adolescenza di Klara si sviluppa come una storia di rapporti fra padre e figlia fin troppo idillica. Interessante l’episodio della pesca cioè di quando Klara Gulla si vergogna di aver rimproverato il vecchio delle reti che le rubava dei pesci, ma lui lo faceva solamente perché stava morendo di fame, e lei si dimostra molto sensibile e turbata, completamente mutata rispetto a quando l’aveva scoperto in flagrante. Poi abbiamo le due marachelle compiute da Klara Gulla quando era ragazzina, cioè nascondere gli occhiali all’orologiaio vagabondo Agrippa Praksberg, e poi rubare delle mele in un campo.

Questi fatti sono da alcuni interpretati come profezia di quanto questa ragazza avrebbe dato tormento ai suoi genitori, piccoli nei anticipatori in una storia apparentemente senza traumi.

Un commerciante di tessuti regala a Klara, ormai diventata una stupenda ragazza, una stoffa rossa per un vestito che, esibito un giorno sul sagrato della chiesa, ne mostra la bellezza accecante ai mesti compaesani, anche oltre le remore moralistiche di un prevosto un po’ pedante.

La svolt