
Riassunto delle gesta di Diomede nel quinto libro dell’Iliade
28 Dicembre 2019
Le gesta di Diomede e il ferimento di Afrodite. Iliade, V, vv. 311-346
28 Dicembre 2019Questo passo è tratto dall’Iliade (libro V) e racconta il momento in cui Atena aiuta Diomede a ferire Marte, il dio della guerra.
1. Testo e Parafrasi
| E a lui cosí rispose la Diva dagli occhi azzurrini: «O figlio di Tidèo, Dïomede diletto al mio cuore, 825 non paventare, no, di Marte, né d’altro qual sia degli Immortali: tale sono io, che, a te presso, t’assisto. Su’, spingi prima i tuoi cavalli su Marte, e da presso fa’ di colpirlo, riguardo non abbi di quel furïoso, di quel pazzo, di quel gran malanno, di quel voltafaccia, 830 che, pur dïanzi, a me promise e a Giunone, che guerra egli farebbe ai Troiani, darebbe soccorso agli Argivi: e coi Troiani, invece, pugna ora, ed ha tutto scordato!».E, cosí detto, cacciò dal carro giú Stenelo a tèrra, che con la mano indietro lo trasse; ed ei subito scese; 835 e sopra il carro salí, vicina al figliuol di Tidèo, ansia di pugne, la Dea. Cigolava alto l’asse di faggio, al peso: ché un eroe portava, e una Diva tremenda. Essa i corsieri avventò solidunguli prima su Marte. L’armi al piú prode campione d’Etolia stava egli predando, 840 a Perifante, immane d’Ocesio bellissimo figlio. Marte cruento lo stava spogliando. Ed Atena si cinse l’elmo d’Averno, che lei rendesse invisibile a Marte. Or, come questi vide venire il divino Tidíde, quivi disteso a terra lasciò Perifante gigante, 845 dov’ei l’aveva ucciso, gli aveva levata la vita, e al figlio di Tidèo, domator di cavalli, si volse. E quando l’un su l’altro movendo, già eran vicini, Marte per primo, sopra le redini e il giogo proteso, scagliò l’asta di bronzo, bramoso di tòrgli la vita.850 Ma lo ghermí con la mano la Diva dagli occhi azzurrini, e sotto il carro lo spinse, ché vano sortisse il suo volo. Secondo, poi, lanciò Dïomede, fiero urlo di guerra, l’asta di bronzo; e la spinse la Diva, figliuola di Giove, verso l’estremo ventre, dov’era aggirata una fascia. 855 Qui lo colpí la Dea, lo ferí, lacerò la sua cute, e l’asta ancora svelse. Un urlo die’ il bronzeo Marte, qual novemila, o vuoi diecimila guerrieri a battaglia levano insieme, quando s’appicca la zuffa di guerra. E sbigottirono, e invase terrore Troiani ed Achivi; 865 Rapidamente giunse dei Numi alla sede, all’Olimpo, 870 Sempre noialtri Numi soffriamo le pene piú crude, 880 Esso, Cípride prima nel carpo ferí della mano: 885 Ma bieco lo guardò, gli rispose il signore dei nembi: L’indole hai tu di tua madre Giunone, sfrenata, implacata, |
ParafrasiAtena rispose così a Diomede: Così dicendo, Atena fece scendere dal carro Stenelo, Marte, intanto, stava spogliando delle armi un guerriero acheo, Marte, avvolto in una nube oscura, Ma Zeus lo guardò con disprezzo e rispose: Zeus ordinò a Peone di curare Marte, |
2. Analisi
📌 Struttura e contenuto
L’episodio è fondamentale perché mostra come, con il favore degli dèi, anche un mortale, come Diomede, con l’aiuto di Atena, possa sconfiggere una divinità.
📌 Figure retoriche
- Epiteti formulari → Ricorrono spesso per caratterizzare i personaggi:
- Atena è “la Diva dagli occhi azzurrini”.
- Diomede è “domatore di cavalli”.
- Marte è “bronzéo”, “furïoso”, “mai sazio di guerra”.
- Similitudini →
- L’urlo di Marte è paragonato al grido di migliaia di guerrieri.
- La sua fuga è paragonata a una nube oscura.
- Iperbole → Il dolore di Marte è esagerato: un dio immortale piange e si lamenta davanti a Zeus.
📌 Stile
- Ritmo veloce nelle scene di battaglia.
- Contrasto tra la forza eroica di Diomede e la vigliaccheria di Marte.
- Uso di dialoghi drammatici per evidenziare la tensione.
3. Commento
Questo episodio mostra un ribaltamento sorprendente: Marte, il dio della guerra, che dovrebbe essere invincibile, viene ferito e fugge piangendo. Il suo comportamento è quasi ridicolo e Zeus lo umilia definendolo odioso e debole.
📌 Atena vs Marte
Atena rappresenta la guerra strategica e intelligente, mentre Marte è la guerra brutale e selvaggia. Qui vediamo che la strategia e la razionalità prevalgono sulla violenza cieca.
📌 Il ruolo degli dèi
Gli dèi nell’Iliade sono antropomorfizzati: hanno passioni, gelosie e persino soffrono. Marte, nonostante sia immortale, prova dolore ed è costretto a ritirarsi. Zeus, pur essendo il padre di Marte, lo tratta con freddezza, dimostrando di preferire Atena ed Era.
📌 Il valore dell’eroismo
Diomede, pur essendo un mortale, riesce a ferire un dio grazie all’aiuto di Atena. Questo sottolinea l’importanza della protezione divina per il successo in guerra. Senza l’intervento della dea, Diomede non avrebbe avuto possibilità contro Marte.
📌 Il contrasto tra Achei e Troiani
Il grido di Marte terrorizza entrambi gli eserciti, dimostrando che la guerra colpisce tutti, indipendentemente dallo schieramento.
📌 Conclusione
Questo brano dell’Iliade mostra il capovolgimento dei ruoli: il guerriero mortale trionfa sul dio della guerra, grazie all’astuzia e al favore divino. Atena incarna la guerra intelligente e vincente, mentre Marte è la guerra cieca e autodistruttiva. Il tono epico e ironico enfatizza il ridicolo fallimento di Marte, rendendo questo episodio memorabile.




