La carezza del Nazareno

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La carezza del Nazareno

20 settembre 2018

Anfiteatro Casa delle musica (via G. Matteotti 9).

Presentazione del libro “Vita della mia vita: Don Savino Gaudio innamorato di cristo”.

Intervengono l’autore Luigi Gaudio, Patrizio Abbiati e Salavatore Indino.

 

Testi utilizzati durante l’incontro:

1) Mistero (Enrico Ruggeri)

Con gli occhi bene aperti chiediamo un po’ d’amore

alla persona che vorremmo fare rimanere.

E ci facciamo male se la pressione sale

poche parole ci precipita il morale giù.

Cos’è che ci trascina fuori dalla macchina?

Cos’è che ci fa stare sotto ad un portone?

Cosa ci prende, cosa si fa quando si ama davvero?

 

Mistero!

 

Il gioco si fa duro e non si può dormire

e non sappiamo più decidere se ripartire.

E batte forte il cuore, anche per lo stupore

di non capire l’orizzonte che colore ha.

Cos’è che ci cattura e tutto ci moltiplica?

Cos’è che nella notte fa telefonare?

Quando si chiede, quanto si da?

Quando si ama davvero?

 

Mistero!

 

Abbiamo già rubato, abbiamo già pagato

ma non sappiamo dire quello che sarebbe stato.

Ma pace non abbiamo, nemmeno lo vogliamo;

nemmeno il tempo di capire che ci siamo gia.

Cos’è che ancora ci fa vivere le favole?

Chi sono quelli della foto da tenere?

Quando si chiede, quanto si da?

Quando si ama davvero?

 

Mistero!

 

Sarai sincera? Dimmelo, dimmelo.

Sarai sincero?

Il breve mestiere di vivere è il solo mistero che c’è.

Dipende solo da te; prendere la mano è facile.

La verità che la vita ti dà

è una fredda carezza nel silenzio che c’è.

 

Cos’è che ci trascina fuori dalla macchina?

Cos’è che ci fa stare sotto ad un portone?

Cosa ci prende, cosa si fa quando si ama davvero?

 

Mistero!

 

Quando si chiede, quando si dà?

Quando si ama davvero?

Mistero!     Mistero

 

2) Enzo Jannacci

“Ci vorrebbe una carezza del Nazareno […]

In questi ultimi anni la figura del Cristo è diventata per me fondamentale: è il pensiero della sua fine in croce a rendermi impossibile anche solo l’idea di aiutare qualcuno a morire.

Se il Nazareno tornasse ci prenderebbe a sberle tutti quanti. Ce lo meritiamo, eccome, però avremmo così tanto bisogno di una sua carezza.”

da una intervista ad Enzo Jannacci apparsa sul Corriere della Sera il 6 febbraio 2009

 

3) George Gray

 

Molte volte ho studiato

la lapide che mi hanno scolpito:

una barca con vele ammainate, in un porto.

In realtà non è questa la mia destinazione

ma la mia vita.

Perché l’amore mi si offrì

e io mi ritrassi dal suo inganno;

il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;

l’ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.

Malgrado tutto

avevo fame di un significato nella vita.

E adesso so che bisogna alzare le vele

e prendere i venti del destino,

dovunque spingano la barca.

Dare un senso alla vita può condurre a follia,

ma una vita senza senso è la tortura

dell’inquietudine e del vano desiderio.

È una barca che anela al mare eppure lo teme.

 

Antologia di Spoon River (Mondadori, 2001),

trad. italiana di Antonio Porta

 

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