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15 Luglio 2026
🎙️ LA CITTÀ È DI TUTTI? Jazz Rappato • Urban Milano • Street Soul Groove
La città è di tutti? è un brano che nasce dal cuore di Milano, una Milano che corre, che cambia, che spaventa, una Milano che non riconosci più. È jazz rappato: batteria morbida, contrabbasso che pulsa, piano che disegna ombre, voce che parla, denuncia, ricorda, e chiede: “Ma dove sono? Non mi ritrovo.”
Il brano è un viaggio tra memoria e presente: gli amici, il bar, il calcetto, il parcheggio — luoghi che erano casa, ora sostituiti da bande, maranza, baby‑aguzzini. È una città che vibra, ma vibra male. Una città che ha perso il ritmo, che ha dimenticato i doveri, che parla solo di diritti, che non sa più cosa significa convivere, rispettare, costruire insieme.
Ma il brano non è solo denuncia: è anche un richiamo, un invito, un grido. “Voglio restare, dobbiam rimanere, questa vita dobbiam ripulire.” È jazz, è rap, è soul — una musica che non scappa: resiste.
📜 LA CITTÀ È DI TUTTI? — Versi liberi in italiano
LA CITTÀ È DI TUTTI?
Siamo a Milano, Milano centro — ma dove sono? Non mi ritrovo.
Dove gli amici, il bar, il calcetto, il parcheggio?
Qui solo bande, armate di lame,
ragazzini che giocano alla guerra senza sapere cosa sia la vita.
Siamo a Milano, Milano centro — ma dove sono? Non mi ritrovo.
Dove gli amici? Qui tredicenni che aprono pance come fosse un gioco.
Milano, Milano centro — ma dove sono? Non mi ritrovo.
Solo maranza, bande di bulli, baby‑aguzzini che si credono re della notte.
Tu dove sei? Sei già scappato — e chi può darti torto?
Siamo a Milano, Milano centro — ma dove sono? Non mi ritrovo.
Voglio restare, dobbiam rimanere, questa vita dobbiam ripulire.
Voglio cantare, ballare, sognare — è casa nostra. O questa è una colpa?
Ci sono regole, leggi, dettami che devi seguire, a cui devi obbedire, senza vergognare.
Tanti diritti, donati a pioggia — ma dei doveri perché non si parla?
Abbiamo la grande Costituzione, amala tutta, leggila bene, stalla a sentire — non parla da sola.
Grida forte: sei libero, ma per quanto ancora se non difendi la tua libertà?
Sì, noi crediamo che vivere liberi non sia condizione, ma lavoro
— lavoro grande, lavoro quotidiano, lavoro di tutti.
Siamo a Milano, Milano centro — ma dove sono? Non mi ritrovo.
I maranza, le bande, le gangs — dove i più scemi si sentono forti.
Dai, molla tutto, torna al Muretto — non è partita, giochiamo a calcetto.
Vieni al Muretto — qui siamo al sicuro, qui stiamo bene, qui il mondo è perfetto.
Gianni Peteani
figlio di Ondina Peteani
Presidente del Comitato permanente Ondina Peteani



