La magia non è in vendita di Doris Lessing

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Incipit del racconto

I Farquar erano sposati da molti anni quando nacque il piccolo Teddy; e furono commossi dal compiacimento dimostrato dai loro domestici, che accorsero a congratularsi portando in dono polli e uova e fiori e contemplarono estasiati la piccola testa coperta di lanugine dorata e gli occhi azzurri del bimbo. Si felicitarono con Mrs Farquar come se avesse compiuto un miracolo e Mrs Farquar, che ne era convinta quanto loro, ringraziò gli indigeni che la circondavano pieni di ammirazione con un sorriso colmo di benevola riconoscenza.
Un giorno, quando a Teddy vennero tagliati per la prima volta i capelli, Gideon il cuoco raccolse da terra le morbide ciocche dorate e le tenne in mano quasi con reverenza. Poi sorrise al bimbo ed esclamò: “Piccolo Testagialla!”, e da allora quello fu per gli indigeni il nome del bambino. Gideon e Teddy erano diventati subito grandi amici. Quando aveva finito il suo lavoro Gideon si caricava Teddy sulle spalle, lo portava all’ombra di un grande albero e là giocava con lui, costruendogli con erba, foglie e rametti dei piccoli bizzarri giocattoli o modellando degli animali con la terra umida. Quando Teddy cominciò a muovere i primi passi Gideon si accosciava davanti a lui e con dei mormorii di incoraggiamento lo invitava a raggiungerlo, e quando il bimbo stava per cadere lo afferrava e lo lanciava in aria finché entrambi restavano senza fiato per il gran ridere. Mrs Farquar voleva molto bene al vecchio cuoco per via dell’affetto che dimostrava al bambino.

(da: “La magia non è in vendita” di Doris Lessing, La biblioteca di Repubblica-L’espresso)

Ascolta “Letteratura del novecento” su Spreaker.

Audio Lezioni sulla Letteratura del novecento del prof. Gaudio

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