La paura dei Germani

La paura dei Germani

 

Nel I secolo a.C., i Romani, non conoscevano molto le popolazioni che abitavano il nord Europa. Esse, apparivano a loro misteriose e selvagge, nonostante esistessero già traffici commerciali che collegavano il mar Mediterraneo al mar Baltico. 

I Cimbri e i Teutoni erano due tribù provenienti dall’attuale Danimarca e dal nord della Germania che discesero nella Gallia Cisalpina attorno I secolo a.C.

Il primo scontro con l’esercito di Roma avvenne a Noreia nel 113 a.C., dove i Romani furono sconfitti dai Teutoni.

Così, negli anni seguenti, Cimbri e Teutoni penetrarono in Gallia e nella Spagna settentrionale.

Nel 105 a.C., ad Arausio, ci fu un inutile tentativo dei Romani di fermare l’avanzata dei Cimbri verso la penisola italica che costò numerose vittime all’esercito romano.

Con la notizia della strage, a Roma, nacque un clima di terrore e paura.

Allora, come reazione, l’esercito romano, comandato da Mario, sconfisse i Germani ad Acquae Sextiae nel 102 a.C. e ai Campi Raudii nel 101 a.C.  

La vittoria di Mario sui Germani, portò importanti conseguenze per lo stato romano: i Celti cominciarono a sentirsi protetti” dall’esercito di Roma ed iniziarono a guardare con maggiore attenzione al mondo romano.

Così si svilupparono più stretti rapporti commerciali tra i due popoli, anche grazie al canale navigabile che Mario aveva fatto costruire tra il Rodano e il Mediterraneo.

La vittoria sui Germani, favorì quindi, cinquant’anni dopo, la conquista della Gallia da parte di Cesare.