La politica di Pisistrato

 

breve riassunto di storia greca di Alissa Peron

Era il capostipite dei democratici (demokratikòtatos) e tutelava gli interessi dei diacri, abitanti delle zone montuose, contadini poveri ed artigiani; si impose a danno di Licurgo, tutore dei pediei oligarchici, e di Megacle tutore dei parali di tendenze moderate interessati ai commerci. Nel 562-1 si fece concedere dal popolo una guardia del corpo, isolandosi dal resto della cittadinanza, ed occupò l’acropoli per sei anni, primo atto dell’instaurazione di una tirannide e prima fase del suo potere (cronologia incerta). Fu esiliato per dieci anni dal 556-5, e rientrò riprendendo il potere, e lo gestì da allora senza modificare la costituzione vigente, incentivando le opere pubbliche (tempio di Atena sull’acropoli) e le attività artigianali (diffusione della ceramica attica a figure nere), permise ai piccoli contadini di rendersi meno dipendenti dagli aristocratici introducendo una tassa sui prodotti agricoli; promosse i culti di Atena e Dioniso, stabilì punti d’appoggio per il commercio sul mar Nero (Lemno e Imbro furono colonizzate nel 513 da Milziade), migliorò le relazioni con altre importanti città greche e gli altri tiranni, insediò Milziade zio del vincitore di Maratona nel Chersoneso tracico. Pisissrato morì nel 528-7, e gli successero i figli Ippia e Ipparco.