La prosa scientifica di Machiavelli

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Analisi. La prosa scientifica di Machiavelli

Obiettivi:

  • collegare le conoscenze e trasferirle in ambito diverso da quello studiato;
  • inserire un testo ignoto nell’ambito delle conoscenze di un autore;
  • contestualizzare il testo e l’autore analizzato nel periodo storico-letterario cogliere la modernità del pensiero espresso nel testo

Consegna: 4 ore

Punteggio:

  • correttezza espressiva p.2
  • comprensione del significato del testo p.3
  • capacità di coniugare l’analisi stilistica con il contenuto p. 3
  • pertinenza dei collegamenti tra il testo, l’autore e il contesto storico-letterario p.4
  • collegamenti con l’attualità p.3

Traccia:

“La sintassi machiavellica è già consapevole della sua libertà e individualità, e, a differenza della sintassi medievale, gerarchica e cattolica, va spedita per la sua via , … concatenando le enunciazioni per serie interna: sparisce il ragionamento a piramide degli scolastici, e si inaugura il ragionamento a catena, che sarà poi quello di Galileo e di tutta la prosa scientifica moderna. Iddio è disceso dai cieli, e anche l’arte ha scorciato le sue vie” (L.Russo). Inoltre, per facilitare l’analisi, si consiglia, nell’analizzare i brani estrapolati dal Principe, di utilizzare questa terminologia interpretativa rielaborandola e argomentandola:

  • lessico: apertura verso termini tecnici (cancellereschi, militari e amministrativi), latinismi e idiotismi, metafore; realismo e concretezza
  • sintassi: serie di subordinazioni a catena (causali, finali, condizionali)
  • procedimento dilemmatico: antitesi nette
  • metodo induttivo: i dati vengono raccolti dalla realtà empirica
  • argomentazione: consequenziale, senza soluzioni intermedie e di compromesso, perentorietà delle questioni, evidenziazione di tutte le possibili alternative
  • uso di massime e sentenze

L’incipit:

“Tutti gli stati, tutti e’ domini che hanno avuto e hanno imperio sopra gli uomini, sono stati e sono o repubbliche o principati. E’ principati sono: o ereditari, de’ quali el sangue del loro signore ne sia suto lungo tempo principe, o e’ sono nuovi. E’ nuovi, o e’ sono nuovi tutti … o e’ sono come membri aggiunti allo stato ereditario del principe che li acquista”. (I)

La legge e la forza:

“Dovete adunque sapere come sono dua generazioni di combattere: l’uno con le leggi, l’altro con la forza. Quel primo è proprio dello uomo, quel secondo è delle bestie: ma poichè il primo molte volte non basta, conviene ricorrere al secondo. Pertanto a uno principe è necessario sapere bene usare la bestia e l’uomo. Questa parte è suta insegnata a’ principi copertamente dalli antiqui scrittori: li quali scrivono come Achille e molti altri di quelli principi antichi furono dati a nutrire a Chirone centauro, che sotto la sua disciplina li custodissi. Il che non vuol dire altro, avere per precettore uno mezzo bestia e mezzo uomo, se non che bisogna a uno principe sapere usare l’una e l’altra natura: e l’una sanza l’altra non è durabile.

Sendo adunque uno principe necessitato sapere bene usare la bestia, debbe di quelle pigliare la golpe e il lione, perché il lione non si defende da’ lacci, la golpe non si defende da’ lupi. Bisogna adunque essere golpe a conoscere e lacci, e lione a sbigottire e lupi” (XVIII)

La Fortuna è donna …

“Nondimanco perché il nostro libero arbitrio non sia spento, iudico potere essere vero che la fortuna sia arbitra della metà delle azioni nostre, ma che etiam lei ne lasci governare l’altra metà, o presso, a noi. E assomiglio quella a uno di questi fiumi rovinosi che, quando s’adirano, allagano e’ piani, ruinano gli arberi e gli edifizii, lievano da questa parte terreno, pongono da quell’altra; ciascuno fugge loro dinanzi, ognuno cede allo impeto loro senza potervi in alcuna parte obstare. E benché sieno così fatti, non resta però che li uomini, quando sono tempi quieti, non vi potessino fare provvedimento e con ripari e argini, in modo che crescendo poi, o egli andrebbano per uno canale, o l’impeto loro non sarebbe né si licenzioso né sì dannoso … Concludo adunque che variando la fortuna e stando li uomini ne’ loro modi ostinati, sono felici mentre concordano insieme, e come discordano infelici. Io iudico bene questo, che sia meglio essere impetuoso che respettivo, perché la fortuna è donna; ed è necessario, volendola tenere sotto, batterla e urtarla. E si vede che la si lascia più vincere da questi, che da quelli che freddamente procedono. E però sempre, come donna, è amica de’ giovani, perché sono meno respettivi, più feroci e con più audacia la comandano”. (XXV)

L’umana natura:

“Gli uomini si debbano o vezzeggiare o spegnere.

” “La natura de’ popoli è varia ; et è facile a persuadere loro una cosa, ma è difficile fermarli in quella persuasione”.

“Un uomo che voglia fare in tutte le parti professione di buono, conviene ruini infra tanti che non sono buoni”.

“Gli uomini sdimenticano più presto la morte del padre che la perdita del patrimonio”.

“Gli uomini in universali iudicano più alli occhi che alle mani; poichè tocca a vedere a ognuno, a sentire a pochi.”

“Degli uomini si può dire questo generalmente: che sieno ingrati, volubili, simulatori e dissimulatori; fuggitori dei pericoli, cupidi di guadagno; e mentre fai loro bene, sono tutti tua, òfferonti el sangue, la roba, la vita, e’ figliuoli quando il bisogno è discosto; ma, quando ti si appressa, e’ si rivoltano”. (Principe, passim)

Percorso consigliato:

  • Leggere i brani selezionati per afferrarne il senso
  • Individuare le peculiarità stilistiche
  • Coniugare il significato con la cifra stilistica
  • Elaborare l’analisti del testo facendo riferimento a citazioni esatte
  • Collegare l’analisi con le informazioni biografiche del Machiavelli
  • Contestualizzare le argomentazioni addotte
  • Individuare possibili nessi con la realtà attuale

Maria Luisa Torti

(fonte http://www.mlt.it/collegamenti/quarta/italian4/anal4/macch.htm)

Audio Lezioni su Niccolò Machiavelli del prof. Gaudio

Ascolta “Niccolò Machiavelli” su Spreaker.

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