La scuola è vita, non preparazione alla vita

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Al centro della scuola sempre e solo l’alunno

Tutto nella scuola deve servire alla crescita dei ragazzi.

Gli insegnanti devono esserci, l’ambiente deve essere accogliente, ma il cuore della scuola è in loro, nei ragazzi.

Lo scopo dell’imparare deve essere lo stesso scopo del vivere.

La scuola non può essere autoreferenziale: la scuola è vita.

Il rischio è quello di settorializzare la scuola.

Vale invece la pena di capire che la scuola non è solo palestra di vita, preparazione alla vita, ma è vita, da vivere intensamente, non nell’attesa del domani, ma per un presente.

Se non c’è nessuno che dà una direzione al giovane, egli si sente estraneo alla realtà.

Alla radice della crisi educativa c’è una crisi di fiducia nella vita, come ha detto Benedetto XVI.

“La condizione del giovane ha un cuore nascosto al centro di un labirinto”, dice Galimberti nel suo libro “L’ospite inquietante” sul nichilismo.

O i docenti saranno in grado di comunicare questo ai ragazzi, oppure rischiano di essere vuoti ripetitori di nozioni.

O l’iniziativa educativa raggiunge la realtà umana in tutti i suoi fattori, oppure è una perdita di tempo.

Luigi Gaudio

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