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28 Dicembre 2019“La Sentinella” è un racconto di fantascienza brevissimo, scritto da Fredric Brown nel 1954.
Nonostante la sua brevità, il racconto è un capolavoro del genere per il suo effetto sorpresa e per il modo in cui ribalta le aspettative del lettore.
Trama
Il protagonista è un soldato che si trova da solo su un pianeta ostile, durante una guerra contro una razza aliena. La narrazione segue i suoi pensieri mentre osserva con paura e odio un nemico in avvicinamento. Il soldato è esausto, affamato e pieno di risentimento verso quegli esseri mostruosi che minacciano la sua razza. Alla fine, il protagonista riflette con disgusto su quanto siano diversi e orribili quei nemici alieni.
Il colpo di scena arriva nell’ultima frase: il protagonista non è un essere umano, ma un alieno, e il “mostro” che vede è un uomo.
Temi e Significato
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Il pregiudizio e la percezione del diverso
Brown gioca con le aspettative del lettore, che si immedesima nel protagonista credendo che sia un essere umano. Solo alla fine si scopre che è un alieno, dimostrando come il concetto di “mostruoso” sia relativo e basato sulla prospettiva. -
La guerra e l’odio reciproco
Il racconto mette in evidenza l’assurdità della guerra e della xenofobia. Ogni parte vede l’altra come il nemico, senza alcuna possibilità di comprensione o dialogo. -
La prospettiva e il punto di vista
Il racconto mostra come la narrazione può manipolare la nostra percezione. Solo perché vediamo la storia attraverso gli occhi del protagonista, diamo per scontato che sia umano.
Stile e Struttura
- Brevità ed efficacia: In poche righe, Brown riesce a costruire tensione e a condurre il lettore fino al colpo di scena finale.
- Uso della soggettività: Il racconto è scritto dal punto di vista del protagonista, portando il lettore a identificarsi con lui fino alla rivelazione finale.
- Finale a sorpresa: Questo elemento è tipico dello stile di Brown, maestro dei racconti brevi con twist inaspettati.
Conclusione
“La Sentinella” è un racconto che dimostra come la prospettiva influenzi la nostra percezione della realtà. Con un colpo di scena efficace, Fredric Brown costringe il lettore a riconsiderare il proprio concetto di “nemico” e a riflettere su come i conflitti siano spesso basati sulla paura dell’altro. Ancora oggi, questo piccolo capolavoro rimane un esempio perfetto di come la fantascienza possa veicolare messaggi profondi con straordinaria semplicità.
Testo di “La Sentinella” , racconto di fantascienza, Fredric Brown, 1954.
anni‐luce da casa. Un sole straniero dava una gelida luce azzurra e la gravità doppia di
quella cui era abituato, faceva d’ogni movimento un’agonia di fatica. Ma dopo decine di
migliaia d’anni, quest’angolo di guerra non era cambiato. Era comodo per quelli
dell’aviazione, con le loro astronavi tirate a lucido e le loro superarmi; ma quando si
arriva al dunque, tocca ancora al soldato di terra, alla fanteria, prendere la posizione e
tenerla, col sangue, palmo a palmo. Come questo fottuto pianeta di una stella mai
sentita nominare finché non ce lo avevano mandato. E adesso era suolo sacro perché
c’era arrivato anche il nemico. Il nemico, l’unica altra razza intelligente della galassia…
crudeli schifosi, ripugnanti mostri.
colonizzazione di qualche migliaio di pianeti; ed era stata subito guerra; quelli avevano
cominciato a sparare senza nemmeno tentare un accordo, una soluzione pacifica. E
adesso, pianeta per pianeta, bisognava combattere, coi denti e con le unghie.
spazzato da un vento violento che gli faceva male agli occhi. Ma i nemici tentavano di
infiltrarsi e ogni avamposto era vitale. Stava all’erta, il fucile pronto.
chiedersi se ce l’avrebbe mai fatta a riportare a casa la pelle.
emise quel verso strano, agghiacciante, che tutti loro facevano, poi non si mosse più.
s’erano abituati, non ci facevano più caso; ma lui no. Erano creature troppo schifose,
con solo due braccia e due gambe, quella pelle d’un bianco nauseante e senza
squame…




