La stampa ignora le assemblee sindacali della scuola – di Pietro Trematore

Il
giorno 13  di Novembre  le scuole dell’Italia intera si sono fermate
dalle 10,30 alle 13,30 per lo svolgimento di assemblee sindacali  svolte contemporaneamente in tutti gli
Istituti Scolastici . Come sicuramente molti di voi avranno notato nessun organo
di stampa e di televisione ha minimamente accennato all’ evento neanche il
giorno successivo e tanto meno i giorni seguenti.

La
scuola non esiste ! Eppure siamo tanti ! Gli oltre un milione di lavoratori
della scuola (potremmo essere un grande partito ) che dovrebbero  condizionare la vita politica e sociale di
una nazione  non fanno paura a nessuno ,
anzi diventano il capro espiatorio dei mali del paese .
Questo è
il risultato di decenni di  denigrazioni
e affossamenti sia degli insegnati e sia della qualità   che ha tolto dignità e immagine ai docenti ,
soprattutto , e alla scuola in quanto struttura 
utile a dare lustro , crescita e civiltà ad  una società 
.  Non per ultimo la più recente e
demenziale questione dell’aumento delle  18 ore d’insegnamento a 24 ore settimanali che  sono state fatte percepire all’opinione
pubblica come “solo” 18 ore di “lavoro” e nient’altro  . Ci tolgono i rinnovi contrattuali , ci
tolgono gli scatti d’anzianità ma si pretende di farci lavorare di più !!!
Dovrebbe essere il contrario secondo la logica ! Anche se il Governo ha  ritirato (per il momento solo nelle
dichiarazioni !!!) la proposta di sconvolgere l’orario di lavoro  degli insegnanti delle superiori  ha comunque fatto ulteriormente passare e
consolidare il messaggio che i “docenti lavorano poco” e per chi non insegna è
difficile comprendere l’infondatezza di tale informazione e quindi
l’ulteriore  danno d’immagine prodotto è
notevole.
Diciotto
ore , di solo insegnamento , sono comunque pesanti da trascorrere in due o tre
o più classi diverse tra di loro  per 4 o
5 ore al giorno , classi superaffollate in cui svolgere  due o tre o più programmi diversi
Da
molto tempo    anche l’opinione pubblica  ha assunto atteggiamenti di scarsa
considerazione per i docenti e per il valore della scuola in quanto ente
capace  di dare valore aggiunto alle
generazioni se non fosse altro per il valore legale del titolo di studio  che comunque tutti pretendono  .
Nell’errata convinzione che 18
ore d’insegnamento si  possono
confrontare con le 36 ore di un impiegato 
o di un operaio  secondo una
logica arcaica , ancora fortemente radicata in questa nazione  con  profonde
radici agricole ed operaie da cui non riesce a distaccarsi .
Eppure l’Italia è piena di ben
altre categorie privilegiate che lavorando poco e niente  e male 
guadagnano troppo ( e spesso 
rubano e truffano e corrompono e  si lasciano corrompere )  ,non sapendo bene per quali meriti o capacità ,
ma si preferisce utilizzare la scuola come sterile terreno di confronto per una
guerra tra poveri piuttosto che utilizzarla come specchio di una nazione  per riflettere e diffondere la propria
immagine per un confronto più alto e costruttivo . In un Paese dove prevale una
struttura organizzativa di tipo gerarchico piramidale più idonea ad una società
medievale e che poco si addice alla Democrazia 
che in Italia non riesce a superare il significato lessicale mantenendo
le solite logiche di Potere che non hanno colore politico, riservando privilegi
e vantaggi intoccabili a chi “comanda” a scapito dei Cittadini “sudditi”.
Anche  noi docenti dobbiamo essere capaci di farci
carico delle nostre colpe  fatte di anni
di torpore  di passività , refrattarietà e
indifferenza alle scelte fatte dai vari Governi 
sulla scuola  e sul personale.
E’ giunto
il momento ridare o conquistare maggiore dignità non possiamo più esimerci dal
partecipare attivamente alle proteste o aspettando che siano altri a farlo al
posto nostro , dobbiamo manifestare il nostro dissenso per queste politiche
scellerate fatte da chi pretende di governare una nazione governando prima di
tutto i propri interessi e privilegi .
Vessati
e trattati  male ormai da tutti  , alunni , dirigenti e Governi di turno,
nonostante il “trionfo” di un ‘apparente gestione democratica della scuola, dobbiamo
avere la forza di riscattarci  e risalire
da questo baratro senza fondo  mettendo
da parte gli eccessi  di perbenismo e   buona educazione di cui siamo pregni , altrimenti
è finita per la scuola pubblica italiana e per noi docenti e lavoratori della
scuola .

 19/11/2012

                                                         
Pietro Trematore