La storia vietata ai minori di dieci anni

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2001

Non mi sorprende che la commissione incaricata di elaborare i nuovi programmi abbia suggerito di limitare i contenuti dell’apprendimento storico, sostituiti da schematizzazioni e tabelle che mettono insieme eventi storici cronologicamente distanti fra loro. Alcuni professori ci hanno già abituato agli approssimativi anacronismi, e da noi non si usa già più contestualizzare un evento quanto piuttosto giudicare tutto come se fosse avvenuto ai nostri giorni, con i criteri che usiamo al giorno d’oggi. Inoltre i nuovi programmi non privilegiano più il nostro passato, ma mettono sullo stesso piano la Storia d’Italia e quella dell’India, come se fosse ugualmente importante conoscere nostra madre e una nostra lontana cugina. Ma la cosa che più scandalizza è che ai bambini delle prime classi del primo ciclo sarebbe addirittura negato lo studio delle civiltà del passato. Mi verrebbe voglia di non mandare mia figlia a scuola e di impartirle l’istruzione a casa, se questo fosse possibile. Per fortuna mio figlio ha fatto ancora in tempo a studiare quelle cose un po’ sorpassate, come la civiltà dei Greci e dei Romani!

Luigi Gaudio 

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