L’aquilone

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C’era un aquilone molto bello, pieno di tanti colori che però non brillavano perché se ne stava sempre rinchiuso, sdraiato su un divano, al calduccio in una soffitta.
Era tranquillo, ma non proprio contento perché non aveva mai provato ad esserlo.
Un giorno dal finestrino della soffitta, da dove vedeva solo uno spicchio di cielo, si accorse che c’era qualcosa lì nel cielo che passava volteggiando, attraversando proprio quello spicchio di cielo che la finestrella della soffitta faceva intravvedere.
Tante cose erano passate nel tempo da quella finestra: farfalle, fringuelli, merli e a volte anche grossi piccioni. Ma questa “cosa” era diversa, anzi gli sembrava che gli fosse proprio familiare.
Più fissava la finestra e più si fece nitida la figura: era un aquilone come lui i suoi colori emanavano raggi di luce splendenti riflessi dal sole; ma soprattutto si volteggiava nel cielo facendo delle giravolte come un perfetto ballerino.
Anch’io allora posso volare e danzare nel cielo azzurro e sentirmi libero felice!
Come è possibile?
Il nostro aquilone si avvicinò alla finestra per vedere meglio e scoprì che quello spettacolo era possibile grazie ad un filo che lo teneva legato ad una mano che abilmente lo faceva volteggiare.
Ma ad un  tratto l’aquilone bellissimo che volteggiava nel cielo cominciò a strattonare il filo dicendo ad alta voce: “ora sono capace di volare da solo, non ho bisogno che qualcuno mi trattenga, voglio essere veramente libero”, e con un colpo secco spezzò il filo!
Il povero aquilone incominciò a volteggiare su se stesso in un vortice che lo portò a schiantarsi contro una roccia!
Il nostro aquilone aveva capito che anche lui era fatto per la bellezza, per il cielo, per la libertà e che per realizzare tutto questo aveva bisogno di trovare una mano sicura a cui essere legato, a cui appartenere!
E da quel giorno non cercò altro; finché trovò un Amico Grande Grande che lo legò a sé e lo fece diventare l’Aquilone più bello del mondo!

Don Savino Gaudio per il catechismo – 4 marzo 2015
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