Lavoro interinale (o temporaneo)

Riferimenti normativi:

Legge 196/1997, artt. 1-5, come modificata dalla legge 488/1999, art. 64

Decreto Min.Lavoro 31/05/1999;

Decreto Min.Lavoro 29/11/1999

Vigenza dal:

1996

 

 

Ambito territoriale:

Intero territorio nazionale

Descrizione:

È il contratto mediante il quale un’impresa di fornitura di lavoro temporaneo pone uno o più lavoratori, da essa assunti, a disposizione di un’impresa che ne utilizzi la prestazione lavorativa per il soddisfacimento di esigenze di carattere temporaneo.

È quindi un rapporto trilaterale tra lavoratore, agenzia di lavoro temporaneo e impresa utilizzatrice.

Il contratto di lavoro temporaneo può essere concluso nei seguenti casi:

– nei casi previsti dai contratti collettivi nazionali;

– nei casi di temporanea utilizzazione in qualifiche non previste dai normali assetti produttivi aziendali;

– nei casi di sostituzione dei lavoratori assenti.

È invece vietato nei seguenti casi:

– per le mansioni individuate dai contratti collettivi nazionali;

– per sostituire lavoratori in sciopero;

– nelle unità produttive in cui nei dodici mesi precedenti ci siano stati licenziamenti collettivi;

– nel caso di sospensione e/o riduzione dell’orario con integrazione salariale;

– nelle imprese che non dimostrano di avere effettuato la valutazione dei rischi come prevedono le norme di sicurezza sul lavoro;

– per lavori che richiedano sorveglianza medica speciale e per lavori particolarmente pericolosi (individuati dal DM 31/05/1999).

La legge 488/1999 (finanziaria per il 2000) ha eliminato il divieto relativo alle qualifiche di esiguo contenuto professionale, ha esteso la possibilità di ricorrere al lavoro interinale anche ai settori dell’agricoltura e delledilizia (seppure limitatamente ai soli impiegati), ha riformato il Fondo per la Formazione, abbassando il contributo delle imprese dal 5% al 4%.