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Quando l’Epica diventa Groove: L’Orlando Furioso in chiave Soul-Jazz
Cosa succede se prendiamo le ottave perfette di Messer Ludovico Ariosto e le immergiamo nell’atmosfera fumosa di un jazz club di Harlem? Il risultato è un’esperienza sensoriale che scavalca i secoli: l’Orlando Furioso come non lo avete mai sentito.
Un incontro inaspettato: Rinascimento e Blue Notes
L’idea di musicare le prime dieci ottave del Canto I in stile Soul-Jazz e Afro-Blues nasce da una constatazione semplice quanto rivoluzionaria: l’ottava rima ariostesca ha un ritmo innato che pulsa. Le prime sei righe costruiscono una tensione narrativa che si scioglie, quasi come un “solo” di sassofono, nel distico finale, la rima baciata che chiude il cerchio con la precisione di un colpo di rullante.
Orlando: un eroe da Blues
Il protagonista non è più solo il cavaliere d’altri tempi, ma diventa un eroe tragico moderno. Il verso:
“…che per amor venne in furore e matto, d’uom che sí saggio era stimato prima”
È puro Blues. È il racconto universale dell’uomo che perde la propria “coolness”, la propria saggezza, travolto da una passione che lo rende vulnerabile. In questa versione, la follia di Orlando non è solo un fatto letterario, ma un lamento soul profondo, sostenuto da un contrabbasso che batte come un cuore accelerato.
L’atmosfera della traccia
Immaginate l’attacco:
-
Le donne, i cavallier… declamati con la calma serafica di un crooner.
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L’arme, gli amori… sottolineati da accordi di piano Rhodes che restano sospesi nell’aria.
-
La fuga di Angelica… che nel finale del brano diventa un ritmo incalzante, un jazz sincopato che mima la corsa nei boschi e il battito del desiderio.
Perché questa mescolanza?
Sperimentare con il testo originale di Ariosto mantenendo la lingua del ‘500 su ritmi “neri” significa restituire all’opera la sua vitalità carnale. L’Orlando Furioso non è un reperto da museo; è un’opera fatta di corpi, sudore, cavalli al galoppo e passioni brucianti. Il Jazz e il Soul, con la loro radice africana e la loro libertà improvvisativa, sono i linguaggi perfetti per liberare l’energia compressa in quelle strofe immortali.
Il verdetto: Che siate amanti della filologia o appassionati di musica black, questa versione vi dimostrerà che la grande poesia non ha confini di genere. Ariosto oggi non siede più a una scrivania polverosa, ma sale sul palco, prende il microfono e ci racconta di come sia facile perdersi nel bosco della vita.
E voi, siete pronti a lasciarvi trascinare dal ritmo dell’ottava rima? Fateci sapere nei commenti cosa ne pensate di questo viaggio tra Ferrara e New Orleans!
Ecco il testo delle prime dieci ottave dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto (Canto Primo, ottave 1-10) musicate in questa versione jazz, pubblicata su youtube, che abbiamo appena commentato
ORLANDO FURIOSO
Di Messer Ludovico Ariosto
Allo illustrissimo e reverendissimo Cardinale Donno Ippolito da Este, suo signore
CANTO PRIMO
Ottava 1
Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori,
le cortesie, l’audaci imprese io canto,
che furo al tempo che passaro i Mori
d’Africa il mare, e in Francia nocquer tanto,
seguendo l’ire e i giovenil furori
d’Agramante lor re, che si diè vanto
di vendicar la morte di Troiano
sopra re Carlo imperator romano.
Ottava 2
Dirò d’Orlando in un medesmo tratto
cosa non detta in prosa mai né in rima:
che per amor venne in furore e matto,
d’uom che sí saggio era stimato prima;
se da colei che tal quasi m’ha fatto,
che ‘l poco ingegno ad or ad or mi lima,
me ne sarà però tanto concesso,
che mi basti a finir quanto ho promesso.
Ottava 3
Piacciavi, generosa Erculea prole,
ornamento e splendor del secol nostro,
Ippolito, aggradir questo che vuole
e darvi sol può l’umil servo vostro.
Quel ch’io vi debbo, posso di parole
pagare in parte e d’opera d’inchiostro;
né che poco io vi dia da imputar sono,
che quanto io posso dar, tutto vi dono.
Ottava 4
Voi sentirete fra i piú degni eroi,
che nominar con laude m’apparecchio,
ricordar quel Ruggier, che fu di voi
e de’ vostri avi illustri il ceppo vecchio.
L’alto valore e’ chiari gesti suoi
vi farò udir, se voi mi date orecchio,
e vostri alti pensier cedino un poco,
sí che tra lor miei versi abbiano loco.
Ottava 5
Orlando, che gran tempo inamorato
fu de la bella Angelica, e per lei
in India, in Media, in Tartaria lasciato
avea infiniti et immortal trofei,
in Ponente con essa era tornato,
dove sotto i gran monti Pirenei
con la gente di Francia e de Lamagna
re Carlo era attendato alla campagna,
Ottava 6
per far al re Marsilio e al re Agramante
battersi ancor del folle ardir la guancia,
d’aver condotto, l’un, d’Africa quante
genti erano atte a portar spada e lancia;
l’altro, d’aver spinta la Spagna inante
a destruzion del bel regno di Francia.
E cosí Orlando arrivò quivi a punto:
ma tosto si pentí d’esservi giunto;
Ottava 7
che vi fu tolta la sua donna poi:
ecco il giudicio uman come spesso erra!
Quella che dagli esperii ai liti eoi
avea difesa con sí lunga guerra,
or tolta gli è fra tanti amici suoi,
senza spada adoprar, ne la sua terra.
Il savio imperator, ch’ estinguer volse
un grave incendio, fu che gli la tolse.
Ottava 8
Nata pochi dí inanzi era una gara
tra il conte Orlando e il suo cugin Rinaldo,
che ambi avean per la bellezza rara
d’amoroso disio l’animo caldo.
Carlo, che non avea tal lite cara,
che gli rendea l’aiuto lor men saldo,
questa donzella, che la causa n’era,
tolse, e diè in mano al duca di Bavera;
Ottava 9
in premio promettendola a quel d’essi
ch’in quel conflitto, in quella gran giornata,
degli infideli piú copia uccidessi,
e di sua man prestassi opra piú grata.
Contrari ai voti poi furo i successi;
ch’in fuga andò la gente battezzata,
e con molti altri fu ‘l duca prigione,
e restò abbandonato il padiglione.
Ottava 10
Dove, poi che rimase la donzella
ch’esser dovea del vincitor mercede,
inanzi al caso era salita in sella,
e quando bisognò le spalle diede,
presaga che quel giorno esser rubella
dovea Fortuna alla cristiana fede:
entrò in un bosco, e ne la stretta via
rincontrò un cavallier ch’a piè venía.
Struttura del testo
| Elemento | Descrizione |
|---|---|
| Opera | Orlando Furioso |
| Autore | Ludovico Ariosto |
| Dedicatario | Cardinale Ippolito da Este |
| Canto | Primo (I) |
| Ottave | 1–10 |
| Metro | Ottava rima (8 versi endecasillabi, rima ABABABCC) |
| Temi principali | Orlando, Angelica, Carlo Magno, guerra contro i Mori, amore e follia |




