Le tecniche pascoliane: metrica, sintassi e ritmo

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dalla tesina Il Simbolismo di Marina Esposito

L’opera di Pascoli influenza profondamente la poesia italiana moderna: rompe infatti con la tradizione, rifiutando i generi e le forme del passato, per dare vita a un linguaggio del tutto nuovo.

Da un punto di vista metrico, Pascoli ci appare insieme tradizionalista e rivoluzionario. Conserva molti metri del passato; inoltre mantiene l’uso della rima, che invece i romantici avevano messo in discussione preferendole l’endecasillabo libero; e non giunse fino al verso libero,che sarà proposto poco più tardi dai poeti nel 900.

Per la sintassi preferisce periodi semplici composti di una sola frase, o periodi con frasi accostate mediante virgole o congiunzioni,che si accavallano come a tradurre la crisi che è subentrata nella visione del mondo. il ritmo poetico tende spesso ad avvicinarsi alle cantilene ei bambini. Ciò rimanda ad un’idea della poesia come fuga dai dolori dell’esistere e come di desiderio di ritorno all’infanzia; a una poesia fanciulla che impiega pochi verbi e frasi brevi, nell’assoluto prevalere della coordinazione. Il risultato è un discorso poetico dove i periodi si collegano tra loro non logicamente,ma analogicamente,cioè per forza di simboli. (L’analogia è data dall’accostamento per qualche inaspettata somiglianza,tra due immagini normalmente del tutto indipendenti tra loro:esempio nella poesia Temporale, dove una casa illuminata da un lampo viene accostata all’immagine di un “ala di gabbiano”). Gli oggetti valgono non per ciò che sono, ma per ciò che di essi, la coscienza soggettiva coglie. (Un’altra tecnica utilizzata dal pascoli è la sinestesia: essa accosta parole provenienti da aree distanti di significato. Tecnica analogica e impiego della sinestesia ci dicono che il Pascoli ha sfruttato per la prima volta in Italia il linguaggio onirico, gli elementi cioè offerti dalla lingua irrazionale del sogno. È il Pascoli visionario,che mette sullo  stesso piano reale e irreale,sognando ad occhi aperti,dove il suo compito è quello di inventare una lingua e un mondo nuovi, superando cosi come scrivono alcuni critici la “barriera del naturalismo”.

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Il Simbolismo di Marina Esposito

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