Le università italiane

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hanno bisogno di cambiamento

anche gli industriali si sono accorti dell’importanza del recupero di un livello di qualità maggiore

Università, Confindustria promuove il ministro Gelmini e boccia gli studenti

Tuttoscuola, 30 ottobre 2009

“La riforma dell’università varata mercoledì dal Consiglio dei ministri ha aspetti di notevole positività”: parola di Claudio Gentili, direttore Education di Confindustria, sulla rivista della Fondazione Bene Comune.

“Il merito, il finanziamento premiale, la selezione dei migliori e l’internazionalizza zione potranno sostituire l’appiattimento retributivo, il finanziamento su base storica e egualitaria, le assunzioni per anzianità e la chiusura internazionale – dice Gentili – ma occorre essere realistici. Quello che stupisce è il silenzio assordante delle Associazioni giovanili e studentesche, salvo le residue frange folkloristiche ancora depositarie dei cascami delle ideologie ottocentesche. Solo se si fa largo tra gli studenti il senso della ingiustizia profonda che tocca loro vivere in un sistema che per premiare i padri penalizza i figli si potranno cambiare le cose”.

Gentili ricorda che in Italia “abbiamo un quarto delle borse di studio della Francia e spendiamo per il diritto allo studio dei giovani la metà della media Ocse. Non che non vi siano sprechi – conclude – ma c’è bisogno di un investimento comparabile con gli standard internazionali per attuare qualsiasi riforma”.

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