Lettera al “Corriere della sera”

2001

I quotidiani come il vostro stanno in questi giorni affermando che i docenti sono pronti a scendere in piazza contro la finanziaria. In realtà le cose non stanno così, almeno occorrerebbe non generalizzare. Io sono un insegnante, delegato sindacale nella mia scuola, eppure non voglio essere la stampella dell’opposizione e non mi sento più rappresentato dai sindacati. Ho già purtroppo verificato che i sindacati e i governi di centro-sinistra hanno ancora di più avvilito e umiliato la nostra professionalità, favorendo il livellamento e l’erosione degli stipendi. Ora c’è una finanziaria in cui le risorse per la scuola sono superiori rispetto a quelle precedenti. Anche l’aumento delle ore di lavoro può servire al riconoscimento, finalmente, del nostro lavoro sommerso e suppletivo che molti fra noi fanno da tempo, senza che nessuno ce lo riconosca. L’unico provvedimento discutibile è quello del conferimento delle supplenze solo dopo 30 giorni di malattia di un insegnante, perché questo non gioverebbe alla programmazione didattica, ma questo non toglie la sostanza. Io, e con  me tanti colleghi, abbiamo voglia di cambiare, diventare professionisti riconosciuti e non più impiegati statali. Vogliamo un Ordine Professionale degli Insegnanti. Fateci lavorare di più, ma pagateci in modo dignitoso! Mi sembra che questa finanziaria sia positiva, perché incomincia ad introdurre provvedimenti in questo senso.

Luigi Gaudio