Lettera al ministro Moratti

2001

Gentilissimo Ministro,

non abbia esitazioni! Il metodo da lei scelto, di fare la riforma con chi vive dentro la scuola, è giusto, anzi è la svolta che da tempo aspettava chi entra in classe ogni mattina.

Questo metodo non ha nulla a che fare con la demagogia della piazza, inaugurata dal giacobonismo rivoluzionario e cullata da chi al confronto preferisce la violenza ideologica. Come la storia però documenta la piazza, anche se piena, è sempre minoritaria e grida in play-back. Questi giorni non ne sono che l’ennesima conferma!

Ciò che oggi preoccupa è l’atteggiamento dei mezzi di informazione che, invece di raccontare ciò che accade, ne danno appositamente un’immagine distorta, obbedendo ad un padrone che non vuole il confronto, ma sempre più scontro, e ideologico! Aver fatto apparire come maggioritaria nel mondo della scuola la posizione del rifiuto al confronto è una menzogna che non merita commenti, a meno che si debba davvero credere che tutti gli studenti siano i settantamila, ma diciamo anche duecentomila, dimostranti di gioved’, tra l’altro di dubbia età!

Lei non si preoccupi di questo, la realtà non è quella della piazza, e l’ha ben visto agli Stati Generali. La realtà è un mondo della scuola che vuole una riforma, ma soprattutto vuole farla insieme a lei.

Per questo, terminati gli Stati Generali, in cui sono emerse sia le valutazioni positive sulla proposta Bertagna sia quelle problematiche, operi per dare continuità alla strada intrapresa, cos’ che si possano rielaborare alcuni punti critici, come quello dei piani di studi, o quello dell’ultimo biennio della scuola secondaria di I° grado, o ancora quello che riguarda i licei, per non dire della questione della valutazione e di tutte le altre ancora aperte.

Per l’arroganza e la posizione pregiudiziale di pochi, non venga meno ad un metodo che sta restituendo la scuola a chi la fa.

Mi permetto farlo presente, perché confrontarsi non è una questione di idee, tanto meno di progetti, bensì è l’occasione perché la esperienze reali di scuola diventino il motore della riforma.

La ringrazio per l’apertura di prospettive nuove che sta favorendo.

21/12/2001 Gianni Mereghetti Abbiategrasso