Lettera aperta alla CGIL SCUOLA

2002

E legittimo che la CGIL scuola raccolga firme contro la legge delega, anche se non è una grande dimostrazione di democrazia che lo faccia sventolando motivi senza fondamento.

Non è vero che nella scuola non vi sia stata discussione sulla riforma, è vero piuttosto che la CGIL non ha voluto discutere.

Non è vero che la legge delega impedisca la partecipazione del mondo della scuola e del paese al cambiamento della scuola, anzi è solo accelerando i processi di riforma che famiglie, studenti e insegnanti potranno diventare protagonisti reali del cambiamento e non rimanere in ostaggio di discussioni puramente formali

Non è vero che la legge delega tolga il diritto all’istruzione e alla formazione, anzi è fondata proprio su questi diritti e li garantisce

Non è vero che la legge delega sottometta la scuola alle leggi del mercato, facendo diventare il sapere una merce, è vero invece che si sottrae la scuola alle leggi del mercato in quanto ciò da cui viene a dipendere sono principi quali la libertà, la crescita della persona, la formazione del senso critico, l’innalzamento della cultura.

Non è vero che rendere obbligatorio l’ultimo anno della scuola d’infanzia garantisca a tutti i bambini una scuola di qualità, anzi si interferirebbe gravemente sulla libertà di scelta della famiglia, che invece la legge delega garantisce

Non è vero che sia stato tolto l’obbligo scolastico, è solo stato ridefinito come diritto all’istruzione e alla formazione, per almeno 12 anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica entro il diciottesimo anno di età”

Non è vero che la possibilità di scelta tra sistema dei licei e quello dell’istruzione e della formazione professionale sia  troppo precoce, anzi è posta nel momento giusto, il problema è un altro, quello di mettere tutti gli studenti nelle condizioni di esercitare liberamente la loro scelta

Non è vero che si valorizzino i lavoratori della scuola considerandoli una risorsa, lo si fa se li si considera soggetti liberi e creativi, come la legge delega intende fare.

Non è vero che la legge delega sia contro organi collegiali riformati e democratici, per il semplice motivo che non ne tratta, perché non sono oggetto di questo intervento legislativo.

Dispiace che al posto di confrontarsi criticamente con i contenuti effettivi della legge delega un sindacato come la CGIL preferisca una campagna di discredito basata su elementi inesistenti.

Altri sono i problemi che questa legge delega implica e affrontarli sarà  decisivo per il futuro della scuola: si tratta dei curricoli e della nuova professionalità docente, da cui dipenderà la riforma della scuola.

E auspicabile che la CGIL, passato questo momento di sbornia rivendicativa, voglia confrontarsi sulle questioni importanti della riforma  della scuola.

Grazie per l’attenzione

7 aprile 2002

Gianni Mereghetti

Abbiategrasso( Mi)