Ma con gli immigrati la scuola va peggio?

Scuola, effetto immigrati
Bankitalia: la qualità peggiora, i benestanti fuggono verso gli istituti privati
La Stampa – 17 gennaio 2010

di Paolo Poletti
Torino
Troppi immigrati sui banchi, meno qualità nella scuola pubblica. È la tesi sostenuta nello studio di due economisti della Banca d’Italia, Davide Dottori e I-Ling Shen, dal titolo illuminante: «Limmigrazione poco qualificata e l’espansione della scuola privata».
È un trend comune a tutti i Paesi industrializzati. «Un maggior numero di immigrati – affermano i due ricercatori – riduce la qualità media della scuola pubblica, aumentando il numero di studenti i cui genitori contribuiscono poco al finanziamento. Il sistema scolastico – spiega lo studio di Bankitalia – deriva dall’equilibrio tra le scelte delle famiglie e la politica scolastica del governo, descritta dal livello di tassazione e di spesa, e determinata attraverso il voto dei cittadini. Limmigrazione influenza il sistema scolastico sia attraverso gli effetti sulla base fiscale sia aumentando la congestione nella scuola pubblica».
I genitori, infatti, «scelgono sia il numero di figli sia se iscriverli alla scuola pubblica o privata sulla base della qualità dell’istruzione ricevuta e dei costi sostenuti». Sipotizza quindi che «la qualità dell’istruzione dipenda direttamente dalla spesa pro-capite, ovvero dal rapporto tra risorse raccolte attraverso la tassazione e numero di alunni nella scuola pubblica. Un genitore che scelga la scuola privata voterà per una tassazione minore in quanto non gode dei benefici della scuola pubblica». Per questo «se un numero sufficiente di genitori sceglie la scuola privata, le risorse per la scuola pubblica diminuiranno poiché crescerà la quota dellelettorato che non vi vuole allocare risorse».
In questo contesto, sottolineano gli economisti, «un maggior numero di immigrati riduce la qualità media della scuola pubblica, aumentando il numero di studenti iscritti i cui genitori contribuiscono meno al finanziamento. Inoltre, non avendo diritto di voto, non sono in grado di influenzare la maggioranza verso un aumento delle aliquote».
A fronte della minore spesa media «aumentano gli incentivi dei cittadini più ricchi a scegliere la scuola privata. Se la distribuzione del reddito tra i cittadini diviene sufficientemente ineguale, la spesa per alunno nella scuola pubblica si riduce ulteriormente, amplificando il calo iniziale della qualità».