Machiavelli induttivo o deduttivo?

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Saggio breve: Il conflitto delle interpretazioni. Machiavelli induttivo o deduttivo?

Obiettivi:

  • individuare analogie/differenze fra le tre interpretazioni del metodo del Machiavelli proposte
  • estrapolare dal Principe, rielaborandoli, esempi pertinenti e coerenti che supportino le tre interpretazioni proposte
  • proporre, argomentando la scelta, il proprio punto di vista

Valutazione:

  • comprensione dei tre punti di vista proposti p. 3
  • pertinenza e coerenza degli esempi desunti dal Principe p. 3
  • esplicitazione del proprio punto di vista p. 2
  • correttezza, titolo, destinatario p. 2

Strumenti: il Principe; vocabolari

Tempo: 4 ore; spazio: 4 colonne di foglio protocollo diviso a metà

Traccia:

Individuate le diverse interpretazioni proposte del metodo di Machiavelli, facendo riferimento  ai passi studiati del Principe e, dove lo riteniate opportuno, alla vita dell’autore. Inoltre esemplificate e dichiarate la vostra scelta interpretativa argomentandola con coerenza.

Federico Chabod delinea in Machiavelli la capacità di far scaturire dall’osservazione del reale le “cagioni universali”.

Le stesse osservazioni di carattere generale hanno sempre, nel Machiavelli, un fondo concreto, preciso, umano: dietro ad esse, cioè, avverti sempre una esperienza precisa, ricca di uomini e di eventi, che costituisce la base sicura della “regola” e dà ad essa una pienezza di cose concrete che le toglie qualsiasi nota di astrattismo intellettualistico …da questa esperienza concreta, precisa, minuta, egli sale con un colpo d’ala alla “regola”: vale a dire, dall’osservazione particolare egli sale alle norme generali che regolano, oggi come ieri, l’agire politico. Qui siamo di fronte a quella che ho definita la “immaginazione” del Machiavelli, cioè il trasformare l’evento determinato, concreto, in un semplice spunto iniziali per salir su, in alto, con la fantasia creatrice, e scorgere in quell’evento un momento particolare, una espressione singola di qualcosa che non è particolare, bensì eterno – l’agire politico…[Nessun diplomatico italiano di quel periodo] sale, come il Machiavelli, dal particolare all’universale, nessuno riesce a trarre, come lui, dalla propria “esperienza” concreta le norme dell’agire politico, valide – esse – per tutti gli uomini di tutti i tempi. Nel Machiavelli si fondono …il particolare concreto e la capacità di trarre, dal particolare, la “lezione” generale: donde, da un lato, la pienezza di cose concrete che s’avverte sempre nel suo discorrere, tutto intessuto di esempi; ma, dall’altro, la forza, l’incisività, la nettezza delle affermazioni generali, che salgono sempre oltre l’esempio addotto.

(F. Chabod, Scritti su Machiavelli, Einaudi,Torino 1964, p. 283.)

Per altri studiosi la regola generale ricercata nel Principe non sarebbe ricavata dall’osservazione del reale ma preesisterebbe ad esso: svelando l’universale nei particolari Machiavelli si avvicinerebbe alle correnti filosofiche egemoni in Firenze, in particolare al platonismo di Marsilio Ficino.

[Il rapporto tra particolare e universale] ha da essere ritenuto inverso rispetto a quello ipotizzato dallo Chabod: non con un “colpo d’ala” dalla esperienza concreta, precisa e minuta si sale alla regola; ma da questa si discende a quella, incerandola e concretandola, mondo delle idee … che ogni volta si fa mondo delle cose, vivificandosi, ma non modificandosi.

[…]

Non dunque dal particolare all’universale, ma dall’universale al particolare. Che è il tratto tipico di ogni platonismo e di ogni neoplatonismo: compreso, naturalmente quello ficiniano …Nel gracile sistema ficiniano il mondo nient’altro è che l’espressione e la manifestazione corporea, nel tempo e nello spazio, di Dio: sicchè … non c’è margine per il male e per  il peccato, che finisce per identificarsi col non-essere; allo stesso modo, nella concezione politica e filosofica del Machiavelli, gli avvenimenti politici, i fatti terreni non sono che l’attuarsi di immutabili leggi: … l’imprevisto, l’anomalo viene da lui escluso, relegato in una zona d’ombra imperscrutabile, identificato anche da lui col non-essere.

(M. Martelli, Introduzione a N. Machiavelli, Tutte le opere, Sansoni, Firenze 1992, p. XXIX.)

Ludovico Geymonat  propone una terza interpretazione che collega la propensione di Machiavelli alla ricerca della regola generale all’aristotelismo naturalistico e averroistico, diffuso a Padova da Piero Pomponazzi (1462-1525) e conosciuto anche a Firenze – alla base di tutti gli organismo viventi, compreso l’organismo sociale, vengono poste leggi comuni che regolano i cicli vitali. Machiavelli tuttavia andrebbe ben oltre l’impostazione naturalistica degli aristotelici averroisti: il metodo del Principe non sarebbe mai ostacolato da schemi a priori, ma sarebbe unicamente basato sull’osservazione della natura umana nella sua realtà integrale, in cui energia e debolezza si mescolano.

Se è vero che Machiavelli porta alle estreme conseguenze la valorizzazione umanistica dell’intelligenza, vero è però che egli non la vuole unicamente diretta a cogliere i principi universali dell’essere, bensì ad osservare e comprendere i fatti concreti. In altri termini: di essa si serve per indagare la natura umana, non solo nella sua generalità, ma proprio nella sua realtà integrale, mista di energia e debolezza.

…Il metodo, infatti, che egli segue per la costruzione della scienza politica non è ostacolato da schemi a priori di alcun genere, ma unicamente basato sull’osservazione dei fatti nella loro concreta realtà …L’essenziale è, per lui, non già riuscire a inserire i fatti in forme logiche predeterminate, ma penetrare il fondo di essi, ricavandone le leggi che regolano la vita della collettività….

Il razionalismo di Machiavelli ha, inoltre, questa caratteristica: di non essere puramente contemplativo, ma rivolto all’azione per instaurare praticamente il nostro dominio sulla realtà conosciuta…

Le sue stesse opere vanno considerate, più che come una riflessione sui problemi politici, come un diretto e personale contributo del loro autore alla soluzione concreta di essi.

(L. Geymonat, Storia del pensiero filosofico e scientifico, Garzanti, Milano 1975, voll. II, pp. 100-102.)

Percorso consigliato:

  • individuare gli aspetti significativi della vita di Machiavelli per supportare un’interpretazione piuttosto di un’altra
  • inserire nell’interpretazione di Chabod esempi desunti prevalentemente dai capp. VI e VII del Principe
  • reperire nei brani noti del Principe, ad integrazione della ipotesi di Martelli, le “formule” ricorrenti che trovano puntuale conferma nella realtà dei fatti storici
  • chiarire l’interpretazione di Geymonat sul concetto di “integralità” della natura umana individuando nei passi studiati del Principe esempi di energia e debolezza
  • usare il modello analogie/differenze per analizzare le tre posizioni proposte
  • esprimere il proprio punto di vista coerentemente con le argomentazioni addotte.

Maria Luisa Torti

(fonte http://www.mlt.it/collegamenti/quarta/italian4/saggio4/Machiavelli.htm)

Audio Lezioni su Niccolò Machiavelli del prof. Gaudio

Ascolta “Niccolò Machiavelli” su Spreaker.

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