MOMO

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alla conquista del tempo

Esistono indubbiamente molti film a cartoni animati utili per la scuola elementare. A titolo di puro esempio si potrebbero citare:

Fantasia, per l’approccio al linguaggio musica (musica classica)

La gabbianella e il gatto, sul tema del coraggio di crescere

Il re leone, sull’educazione e il rapporto con il genitore, anche quando muore

La bella e la bestia, sulla maturazione dell’individuo e il superamento delle apparenze

Pocahontas e Johan Padan, sul rispetto della natura e dell’identità di un popolo (quest’ultimo film potrebbe addirittura far apparire simpatico quel fazioso di Dario Fo, il che sarebbe già un bel traguardo)

Nessuno però, mi appare così ricco di spunti come Momo, non a caso tratto da un romanzo di Maichael Ende, l’autore de La storia infinita.

Provo ad elencare alcune tematiche:

innocenza: Momo è una bambina che ha il potere di rendere tutti sinceri con lo sguardo, simbolo di una innocenza che spesso gli adulti perdono dietro alle loro ambizioni

povertà e ricchezza: siamo troppo abituati a considerare una persona solo dal suo conto in banca, e in questo film, invece, spesso è più ricco chi ha il cuore aperto all’imprevisto, come lo spazzino, che non gli uomini socialmente più fortunati

amicizia: Momo incontra un gruppetto di bambini, capeggiati da Gigi, e saprà insegnare loro quali sono le cose più importanti nella vita

perdita del tempo: l’uomo di oggi corre, si affanna per primeggiare nel posto di lavoro, per accumulare soldi, ma non si accorge che così facendo perde solo tempo. Quante volte ci è capitato di dire, magari a qualcuno a cui vogliamo (o dovremmo voler) bene “Non ho tempo…” ? C’è da sbiancare a scoprire che spesso anteponiamo i nostri ritmi o i nostri siti [sic] agli attimi di solidarietà e di ascolto.

critica del consumismo e dell’omologazione: rimane impressa la cantilena della bambola, così stranamente simile alla Barbie, che vorrebbe occupare il cuore di Momo, con tanto di annessi vestiti, accessori, ma alla quale Momo preferisce la sua semplice bambola di pezza

musica: dobbiamo ammetter che Gianna Nannini stavolta ha fatto delle bellissime canzoni (come le capita non di rado). Peccato che poi le canta lei, alla sua maniera un po’ da “stracciona”

In sostanza si tratta di un film più per un pubblico adulto che non per bambini, i quali potranno anzi fare fatica a interpretare tutti i concetti proposti (soprattutto quello di tempo), se non adeguatamente guidati da un adulto

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