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della Tesina Multidisciplinare di Silvia Angelotti

Essere o apparire

Liceo Socio-Psico-Pedagogico “G. Caetani”

Classe  V sezione E – Anno scolastico  2006/2007

Ho deciso di parlare di questo argomento perché sono stata colpita dal pensiero di Pirandello, e ho cercato di rapportarlo ai giorni nostri, rendendomi conto di come fosse sempre più moderno, in quanto egli basa il suo pensiero tra il contrasto tra Vita e Forma, maschera e volto, apparire ed essere, contrasto che oggi viene accentuato dalla tecnologia che, sostituisce alla nostra realtà un’altra virtuale che troppo spesso prende il posto di quella reale.
E’ la stessa televisione che proponendoti dei modelli di personaggi che vorresti raggiungere, oggetti che vorresti avere e situazioni in cui ti vorresti trovare suscita in noi la brama di desiderio ed aspirazione d’essere.
Non potendo realizzare questa aspirazione, l’uomo s’accontenta d’apparire agli altri come si vorrebbe essere.
Ma è lo stesso bisogno che spinge l’uomo alla socialità che costringe lo stesso a darsi regole sociali e morali, da rispettare come un copione dove tutti recitano un ruolo che si acquisisce per volontà o per costrizione.
Tutti ci ritroviamo condizionati a recitare, per non stonare in un contesto armonioso già scritto dal conformismo.
La cosa più brutta è sentirsi soffocati dai nostri ruoli ma allo stesso tempo non avere il coraggio di contraddirli, fino ad identificarci con essi, alienandoci da ciò che siamo.
Ci vuole forza di carattere a farsi vedere per quello che si è: spesso spaventati dalle circostanze, insicuri, titubanti, ma anche spontanei, a volte ingenui.
Tutto ciò sembra essere una rassegnazione dell’uomo ad apparire invece che ad essere, forse perché il nostro essere è troppo complicato anche per noi. Per quanto sia impossibile non apparire, l’uomo dovrebbe anche prendere coscienza del proprio essere, ed è appunto per questo che l’uomo si trova dinanzi ad un bivio: da una parte farsi inglobare dalla società delle apparenze, dall’altra continuare da soli nella ricerca della propria esistenza escludendosi dalla socialità.
Questi due stili di vita sono nettamente separati, anzi in continua opposizione, e, non ne è possibile una sintesi, perché non c’è un punto di convergenza.
Sono semplicemente: tesi e antitesi, due diverse possibilità di realizzazione del l’uomo sulla terra, in eterna contraddizione e in eterna lotta.

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