Multietnicità

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Saggio breve o articolo di giornale

Ambito socio-economico

REDAZIONE DI UN SAGGIO BREVE O ARTICOLO DI GIORNALE

CONSEGNE

Sviluppa l’argomento scelto o in forma di “saggio breve” o di “articolo di giornale”, utilizzando i documenti e i dati che lo corredano e facendo riferimento alle tue conoscenze ed esperienze di studio.

Da’ un titolo alla tua trattazione.

Se scegli la forma del “saggio breve”, indica la destinazione editoriale (rivista specialistica, relazione scolastica, rassegna di argomento culturale, altro).

Se scegli la forma dell’ “articolo di giornale”, indica il tipo di giornale sul quale ipotizzi la pubblicazione (quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico, altro).

Per attualizzare l’argomento, puoi riferirti a circostanze immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o eventi di rilievo).

Non superare le quattro o cinque colonne di metà di foglio protocollo.

 

Ambito socio-economico

 “Multietnicità”

a) “Trovare una casa agli immigrati è un passo importante per la loro integrazione. Per questo è necessaria una forte politica di accoglienza da parte delle amministrazioni locali in collaborazione con gli enti privati. Questa è una delle tante riflessioni sull’immigrazione in Lombardia contenuta nel secondo rapporto dell’Osservatorio Regionale per l’Integrazione e la multietnicità. Un esempio per tutti è Brescia dove si è superata la fase della prima accoglienza in centri organizzati o comunque rimane in forma minore e dove invece si è sviluppata la ricerca e l’offerta di una casa in affitto. Questo è stato possibile grazie all’intervento dell’Ente locale e di associazioni in grado di offrire alloggi o di fare da intermediari presso le agenzie immobiliari, offrendosi come garanti per gli affitti agli immigrati. Brescia è appunto un esempio, che per ora non sembra essere stato seguito da altre province, compresa Milano, dove il disagio abitativo degli immigrati è ancora molto forte. […]
Ci sono in Lombardia in media 5-6 stranieri ogni 100 abitanti (1 gennaio del 2002). Nel 2001 erano 4-5 sempre su 100 abitanti. Gli stranieri presenti in Lombardia non sono più di 503 mila al 1 gennaio 2002. La comunità di stranieri più numerosa vive a Milano (circa 172 mila). Sono 293 mila gli stranieri che possiedono una dimora fissa con residenza anagrafica in un comune lombardo e il permesso di soggiorno. Nel 2002 le comunità più numerose provengono dal continente asiatico e dal nord Africa. Gli immigrati senza permesso di soggiorno sono stimati tra i 110 mila e i 181 mila in tutta la Lombardia. In tutte le province gli irregolari sono soprattutto di origine albanese o marocchina, tranne che a Milano dove gli stranieri senza permesso di soggiorno sono soprattutto egiziani.
Per quanto riguarda il lavoro, dal rapporto dell’Osservatorio è emerso un altro dato interessante: la maggior parte degli stranieri trova lavoro attraverso il passaparola degli amici o presentandosi direttamente al datore di lavoro. Assolutamente marginale il ruolo svolto dal Centro per l’impiego, nonostante i nuovi compiti attribuitigli dalla recente riforma, e anche dalle associazioni di volontariato.
Edilizia e assistenza domiciliare agli anziani sono ancora i due ambiti in cui gli immigrati trovano lavoro. Operai generici, colf e assistenti agli anziani sono professioni che si stanno «etnicizzando», come si legge nel rapporto.” di Sonia Sartori (dal Corriere della Sera)

b) “Lo specifico dell’educazione interculturale è costituito dai processi di apprendimento che portano a conoscere altre culture e a instaurare nei loro confronti atteggiamenti di disponibilità, di apertura, di dialogo. Si tratta di un tipo di conoscenza estremamente complesso: conoscere un’altra cultura significa rilevarne gli aspetti che la fanno “diversa” dalla nostra, ma significa anche capire che la rappresentazione che noi ci facciamo della cultura “altra” non coincide necessariamente con quella che essa si fa di se stessa, né con le rappresentazioni che altre culture ancora si possono costruire. L’intreccio di queste rappresentazioni -che si manifestano spesso in forme di stereotipi- costituisce la trama complessa dell’interculturale.” (Da L’educazione interculturale di Agnese Niero e Luciano Pasqualotto)

c) “”Sono contraria a soluzioni che isolino gli alunni islamici, perche’ questo significa negare la possibilita’ di un’integrazione piena. Significa impedire loro la possibilita’ di socializzare con i coetanei italiani e di altri Paesi, di relazionarsi con le persone con le quali vivono. Sono invece favorevole all’inserimento degli alunni islamici nelle scuole pubbliche, perche’ soltanto cosi’ si garantisce il pieno rispetto dell’identita’ culturale propria e altrui”. Lo afferma il ministro dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca, Letizia Moratti, in riferimento alle cronache sul caso della scuola islamica di Milano” da un bollettino di ADN Kronos

d) Il mondo, dice un proverbio, è bello perchè è vario.

Gente diversa, colori diversi, lingue diverse, religioni diverse, opinioni diverse.

Ma ritenere una razza inferiore ad un’altra non è un’ opinione, è un reato.

L’articolo 3 della legge 3 ottobre 1975, n. 654 lo dice chiaramente.

E’ punito: a) con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Ma molte altre sono le leggi che tutelano contro il razzismo. E’ per queste ragioni che chi subisce o assiste ad episodi di razzismo può richiedere in ogni momento l’intervento delle forze dell’ordine (Polizia e Carabinieri) contro coloro i quali commettono questo reato.

E da oggi potrà anche richiedere il soccorso di Stranieri in Italia che offre il suo aiuto a tutte le vittime del razzismo in Italia. (dal sito Stranieriinitalia.it)

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