O cameretta che già fosti un porto

Sharing is caring!

 

sonetto, n. 234 del canzoniere di Petrarca

analisi del testo di Alissa Peron

testo

O cameretta che già fosti un porto
a le gravi tempeste mie diürne,
fonte se’ or di lagrime nocturne,
che ‘l dí celate per vergogna porto.

O letticciuol che requie eri et conforto
in tanti affanni, di che dogliose urne
ti bagna Amor, con quelle mani eburne,
solo ver ‘me crudeli a sí gran torto!

Né pur il mio secreto e ‘l mio riposo
fuggo, ma più me stesso e ‘l mio pensero,
che, seguendol, talor levommi a volo;

e ‘l vulgo a me nemico et odïoso
(ch ‘l pensò mai?) per mio refugio chero:
tal paura ò di ritrovarmi solo.

analisi

Sonetto 234: è un testo di apparente semplicità, Petrarca inverte il tema che sembrava dominante nei sonetti precedenti. La cameretta guardando al Canzoniere è una biblioteca, intesa come una dimensione della mente, uno spazio della sua conoscenza e dove è presente la letteratura; diventa un emblema del luogo privilegiato rappresentato dal Canzoniere dove può trovare pace tra le sue letture. Si parla sempre della sintomatologia dell’amore, in mezzo alla pace dello studio e al tormento del sentimento. Si inverte il motivo del sonetto 1, Petrarca cerca e non fugge il vulgus profanum perché ciò provoca ristoro alla sua sofferenza. VV 1-4: porto, rima equivoca. Letticciuol: ricordo di Giobbe. Con quante dogliose urne: quante lacrime che sgorgano dai miei occhi che sono urne di pianto; Amore sembra versare dalle urne che ha tra le mani le lacrime del poeta. Amore è Laura, ha le mani eburnee, crudeli solo verso di lui tanto ingiustamente, le mani di chi rifiuta il suo amore. Non pur: non soltanto. Il mio segreto: la cameretta, il luogo entro il quale rimane solo in pace. Il poeta fugge anche il pensiero d’amore che ha portato tante volte a sollevarlo sopra se stesso; il pensiero sembra altro dal poeta, serve a sottolineare la forza di quel pensiero che lo domina e governa. Volgo: la gente ma anche la confusione della città, che prima gli era nemica e odiosa. L’essere tra la gente è un rifugio che egli cerca; ricorrono termini della stessa area semantica (porto conforto rifugio riposo). Nelle terzine si inverte dunque quanto detto nelle quartine, la cameretta era un porto il letticciuolo requie; tuttavia egli ha paura di trovarsi solo (in ultima posizione, solo et pensoso in prima posizione), perché il pensiero d’amore e della risposta negativa gli farebbe nascere tormenti inesprimibili. Il Canzoniere come si vede non è la somma dei componimenti, ha un valore superiore, è fatto di andate e ritorni, incontri e scontri, messa in discussione dei luoghi anche fondamentali del suo pensiero: ritornano termini del sonetto 35 e della sestina 22 con valore invertito.

shares