Occhi miei lassi, mentre ch’io vi giro

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ballata, n. 14 del canzoniere di Petrarca

analisi del testo di Alissa Peron

testo

Occhi miei lassi, mentre ch’io vi giro
nel bel viso di quella che v’à morti,
pregovi siate accorti,
ché già vi sfida Amore, ond’io sospiro.

Morte pò chiuder sola a’ miei penseri
l’amoroso camin che gli conduce
al dolce porto de la lor salute;
ma puossi a voi celar la vostra luce
per meno obgetto, perché meno interi
siete formati, et di minor virtute.
Però, dolenti, anzi che sian venute
l’ore del pianto, che son già vicine,
prendete or a la fine
breve conforto a sí lungo martiro.

analisi

La ballata 14 (la seconda, la prima è la 11): è una ballata monostrofica di modello dantesco e ciniano; Cino da Pistoia è un manierista dello stilnovo, ne recupera alcuni tratti da Dante Cavalcanti e Guinizzelli, i modi più caratteristici, e li unisce in nuovi componimenti; ha ripreso gli assetti esterni e di maniera e li ha fatti propri, e la sua intensa scrittura è stata alla base della diffusione dello stilnovo. Cino è lo snodo di passaggio tra tradizione stilnovistica e nuova lirica trecentesca. Lo schema è XYyx ABCBACCDdX. Qui viene trattato il tema della lontananza che può essere anche definitiva, tema che torna nei sonetti subito successivi e che è dominante nelle ballate del canzoniere. È forse una ballata di età giovanile, che rimanda all’amaro lagrimar di Dante nella vita nova che non a caso è un testo di morte. Occhi miei lassi richiama l’incipit di Cino occhi miei fuggite ogni persona, c’è la stessa apostrofe agli occhi; il bel viso è tipico dello stil novo. Il poeta vuol mettere in guardia dal pericolo della lontananza che incombe sugli occhi; sfida = toglie fiducia, uso etimologico. Pò è presente attuale della certezza, non si guarda in prospettiva; il poeta pur pensando al futuro sembra certo che solo la morte potrà sbarrare la strada ai suoi pensieri d’amore. Ma è fortemente avversativo; celare è specifico nel Canzoniere per indicare lo sguardo della donna negato, che instaura la distanza. Si può negare lo sguardo anche con impedimento (oggetto) della morte, perché gli occhi sono meno integri del pensiero, non possono seguire la donna come fa il pensiero. Dolenti, vocativo; l’ore del pianto = tempus plangendi dell’Ecclesiaste. Breve conforto lungo martiro: coppia sostantivo-aggettivo antitetica.

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