Presidi denunciano confusione su inizi riforma

Riforma bloccata. E i presidi insorgono
L’Arena. – 17 dicembre 2009
di Alessandra Galetto

SUPERIORI NEL CAOS. Il Consiglio di Stato ha fermato tutto, e la conseguenza più immediata potrebbe essere lo slittamento delle iscrizioni addirittura a marzo
Parte un coro di proteste: «Cos’ non si possono dare prospettive esaurienti ai genitori che in questi giorni si stanno informando, né si riuscirà a fare gli organici in tempo»
La decisione del Consiglio di Stato, che ha bloccato la riforma della scuola superiore chiedendo al Ministero una serie di chiarimenti su alcuni passaggi del documento, crea nuova preoccupazione nei dirigenti scolastici di licei e istituti superiori scaligeri. E anche se il ministro Gelmini assicura che a gennaio saranno emanati i nuovi regolamenti, si aggiunge altra tensione al mondo della scuola che già vive una stagione difficile. Tra i punti che suscitano maggiore perplessità nei presidi, oltre al problema dei tagli che la riforma impone e che limitano di fatto l’autonomia delle scuole e della loro proposta formativa, ci sono anche questioni organizzative: in primo luogo l’ipotesi di un ulteriore ritardo nella data delle iscrizioni, che già l’anno scorso era slittata da gennaio a febbraio e ora potrebbe addirittura arrivare a marzo.
«La situazione che si profila è drammatica», afferma Roberto Uboldi, preside dell’istituto Einaudi. «Abbiamo lottato per anni per portare le iscrizioni a gennaio, e questo ci aveva consentito di avviare l’anno scolastico a settembre con tutto il personale docente pronto: una conquista importante che rischia oggi di venire vanificata. Già quest’anno, con lo spostamento delle iscrizioni a febbraio, gli organici sono stati completati più avanti, a ottobre, cosa dobbiamo aspettarci se le iscrizioni si chiuderanno a metà marzo? E poi tutti gli istituti stanno proponendo le cosiddette giornate “a porte aperte” per presentare l’offerta formativa. Ma possiamo spiegare solo il passato perché il futuro nessuno sa come sarà. In questo clima, è chiaro che gli insegnanti sono preoccupati. E questa sarebbe la scuola di qualità?»
Marcello Schiavo, preside del Fracastoro, conferma: «Ai genitori possiamo presentare l’esistente, perché sui cambiamenti che la riforma impone non possiamo lavorare finché non abbiamo certezze. Ma ci preoccupa l’ipotesi di iscrizioni a marzo, con il conseguente ritardo nella formazione degli organici e l’incertezza per chi ha incarichi annuali».
«Un anno di discussioni e non è servito a nulla. Non sappiamo cosa dire ai genitori, c’è un sovrapporsi di competenze che genera paralisi», fa eco Roberto Pesce, preside del Pindemonte. E con lui concorda il preside del Galilei Luciano Carazzolo: «La peggiore riforma è quella che non si fa mai. Ogni episodio che crea incertezza e disorientamento non favorisce la programmazione e impedisce di presentare l’offerta formativa ai genitori orientandoli con chiarezza. Il nostro liceo ha una sua identità che resterà al di là della riforma ed è su questo che possiamo dare garanzia alle famiglie, ma il quadro è confuso».
«Vogliono fare in modo che la scuola non funzioni e ce la mettono tutta», conclude Dino Poli, preside del Ferraris. «L’idea di rimandare le iscrizioni a marzo è una follia, creerebbe problemi enormi per la nomina degli organici. Non si può giocare al risparmio accorpando ore e togliendo qua e là mezzore. È grottesco».
Alessandra Galetto