Presidi e insegnanti contro le occupazioni

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Presidi a Roma stop alle occupazioni. ‘Sono illegali’
Tuttoscuola – 19 novembre 2009
L’iniziativa ha del cl’amoroso non per il merito, ma per il ritardo con cui arriva nelle scuole italiane, dopo decenni di tolleranza e assuefazione contro le consuete, rituali, occupazioni studentesche d’autunno. Spesso decise da minoranze.
A Roma, per iniziativa dell’Anp, l’Associazione Presidi della capitale, è arrivato un “basta” che potrebbe fare scuola.
“Le occupazioni sono un inganno pedagogico che lascia credere agli studenti che a una certa età si possa impunemente violare la legge senza conseguenze – afferma Mario Rusconi, capo d’istituto del Newton di Roma, promotore di un manifesto alla cui sottoscrizione sono chiamati 430 istituti romani i cui dirigenti aderiscono all’Anp.
Per i dirigenti scolastici romani le occupazioni costituiscono una forma di protesta illegale sia perché determina l’interruzione di pubblico servizio sia perché è accompagnata da danni alle strutture scolastiche.
“La scuola è un bene della comunità, l’occupazione lede il diritto allo studio”.
Se è necessario, fanno sapere i dirigenti scolastici romani, potrà essere dato anche il cinque in condotta.

 

Cinque in condotta a chi occupa il liceo
Corriere della Sera – 19 novembre 2009
Succede a Ostia e al Netwon, ma presidi e docenti sono all’offensiva, pronti a proteggere gli istituti con catene
ROMA – Cinque in condotta al liceo Anco Marzio di Ostia per chi tentò di occupare nei giorni scorsi per protestare contro i provvedimenti del governo in materia di istruzione. Stessa minaccia arriva dal preside del liceo scientifico Newton, che sta chiedendo le adesioni a un documento anti-occupazioni ai dirigenti scolastici. Cancelli chiusi con catene al Morgagni di Monteverde per impedire agli studenti di entrare a occupare il liceo. I presidi e i professori stanno mettendo in atto un’offensiva anti-occupazione.

 

ANCO MARZIO – Rischiano sanzioni fino al 5 in condotta alcuni studenti del liceo classico Anco Marzio di Ostia per aver tentato di occupare l’istituto giorni fa. L’occupazione, organizzata da una ventina di studenti, era poi fallita perché due professoresse erano entrate a scuola per convincere gli studenti a desistere e per l’intervento dei carabinieri che hanno fatto uscire i ragazzi. Tutto si è svolto, comunque, senza tensioni secondo la vice-preside dell’Anco Marzio, professoressa Margherita Rauccio che conferma l’ipotesi di sanzionare alcuni studenti col 5 in condotta. «È una tra le ipotesi su cui discuteremo nel prossimo consiglio d’istituto – dice la vicepreside – ne abbiamo parlato anche con i ragazzi che con il loro comportamento sono venuti meno ai regolamenti scolastici». Una sanzione che, se approvata «non rappresenta certamente una tragedia per i ragazzi perché siamo al primo quadrimestre e avrebbero tutto il tempo di recuperare», continua Rauccio. «Ci siamo rimasti male di fronte al loro comportamento perché, a parte che erano appena una ventina, noi abbiamo sempre cercato di avere un dialogo con gli studenti, siamo sempre stati dalla loro parte anche sulle loro battaglie ma sempre nel rispetto della legalità. Gli stessi genitori hanno chiesto di mantenere un atteggiamento duro verso questi comportamenti». Opposta la versione degli studenti. «Abbiamo invitato le insegnanti ad uscire dalla scuola visto che era in corso un’occupazione – ribattono – la preside, invece, ha avuto subito un atteggiamento intimidatorio nei nostri confronti. Agli studenti che dovessero essere colpiti dal 5 in condotta va tutta la nostra solidarietà».
Il liceo Tasso: l’occupazione, appena conclusa, è durata una settimana

 

MORGAGNI – Prof barricati nell’istituto e studenti che al grido di «fateci entrare», bussano invano alle porte della scuola. E’ la scena che si è vista al liceo scientifico Morgagni di Roma, dove preside e docenti hanno sventato il tentativo di occupazione delle aule bloccando le entrate ai ragazzi e spiazzando gli stessi studenti, che hanno temporaneamente desistito accettando una «tregua momentanea». Secondo alcuni insegnanti si tratta di un metodo che potrebbe servire da esempio anche in altre scuole. Già lunedì scorso i docenti e la preside erano entrati all’alba nell’istituto sbarrando i cancelli per evitare i propositi di occupazione, appresi attraverso gli appuntamenti che gli studenti si erano dati su Facebook. Martedì i liceali del Morgagni hanno aderito al corteo nella Capitale, ma il giorno dopo si è ripresentata la stessa situazione: entrate «sotto chiave», lucchetti alle porte fin dall’alba e studenti fuori. Un metodo che per ora sembra aver dato ragione ai prof, almeno sulla sua efficacia. In tarda mattinata i ragazzi hanno alzato bandiera bianca, proponendo un’alternativa: «Abbiamo concordato con la preside – hanno detto – di garantire le lezioni per coloro che vorranno farle, gli altri si riun’iranno assemblea, quindi per ora non occuperemo». L’istituto è poi stato chiuso e sia studenti sia insegnanti hanno battuto in ritirata. Mercoledì l’ingresso era stato vietato solo ai ragazzi, mentre i genitori sono entrati nel liceo per mediare tra prof e ragazzi o per riportare i figli a casa. Ma c’è anche chi ha protestato contro «la strategia adottata dalla preside»: «Questa è privazione del diritto allo studio», ha detto un genitore. «Salvaguardiamo la scuola da eventuali atti di vandalismo di qualcuno che da fuori potrebbe strumentalizzare gli studenti», hanno replicato alcuni professori. Il Morgagni non è l’unico liceo romano in agitazione. I licei classici Cavour e Manara sono stati occupati, al tasso l’occupazione è durata una settimana e davanti alcuni istituti della Capitale sono comparsi striscioni di solidarietà ai due studenti arrestati ieri a Milano nel corso di un corteo studentesco. Tra questi, la scritta «Da Roma a Milano, non fermerete la nostra rabbia». Lunedì prossimo nella Capitale sarà organizzata una manifestazione per ricordare Vito, lo studente diciassettenne morto per il crollo di un controsoffitto in un liceo torinese.

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