Quella che uccide è la mancanza di responsabilità (sulla morte di Stefano Cucchi)

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La prima mancanza è quella dei Carabinieri che in quella notte maledetta abusando del numero e delle armi in loro possesso hanno massacrato Stefano. Questi Carabinieri per 9 anni non hanno avuto il coraggio di assumersi le loro responsabilità, e questo non è ammissibile.

La seconda mancanza è di tutte quelle persone (140 !!!) che hanno visto Stefano nelle condizioni in cui era dopo il pestaggio da parte dei Carabinieri, e si sono preoccupate soprattutto di difendere la loro posizione, cioè di non essere coinvolti in qualcosa che avrebbe potuto riguardarli in prima persona.

La terza mancanza di responsabilità è quella di Stefano, che, per paura di dover rispondere di una quantità industriale di droga nel suo appartamento (i suoi genitori hanno collaborato con gli investigatori, permettendo di ritrovare 925 grammi di hashish e 133 grammi di cocaina, con i quali chissà quanti ragazzi sarebbero stati male), non ha avuto il coraggio di denunciare quello che aveva subito.

Io ne ho fin sopra le scatole sia di quelli che vogliono difendere le forze dell’ordine a tutti i costi, anche quando sono indifendibili, sia di quelli che vogliono approfittare di questa storia per dimostrare i loro teoremi, per i quali lo Stato e le nostre forze dell’ordine fanno stragi da decenni.

La nostra Costituzione prevede il controllo dei poteri e ha in sé tutti gli anticorpi perché certi eccessi non accadano. Se accadono è come sempre una colpa personale, una mancanza di responsabilità di chi in quel momento aveva il compito di denunciare. Quello che uccide è la mancanza di responsabilità.

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