Questione meridionale

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tema svolto

Traccia:

Parla degli ultimi sviluppi della questione meridionale

Svolgimento:

Questo è un problema nato con la unificazione di Italia, che ha conosciuto fasi alterne. Il sud del paese è sempre rimasto arretrato nei confronti del nord, e varie sono state le soluzioni ad una situazione economica spesso critica, dalle inchieste di Giorgio Sonnino del 1876, alle emigrazioni verso l’America o il Nord-Italia (un modo per aggirare i problemi, più che per risolverli), fino all’assistenzialismo. I problemi attuali del sud sono: la disoccupazione post-industriale, il degrado urbano, le mafie che gestiscono affari di dimensione mondiale e l’economia illegale sommersa. Analizziamo queste quattro cause di sottosviluppo. Anzitutto, il Sud non è più il Sud contadino di qualche decennio fa. Infatti, come il resto del mondo industrializzato, il Sud d’Italia ha raggiunto la fase post-industriale, ma con la differenza di non aver mai avuto una fase industriale matura. I governi, dall’unità d’Italia in poi, hanno cercato di incoraggiare gli investimenti produttivi nel Sud. Quando però sono arrivati gli interventi economici dello Stato per il Mezzogiorno, essi hanno raggiunto l’obiettivo di accrescere il clientelismo, senza creare le condizioni di un’economia vitale e libera.. A tutto questo si è aggiunto il deterioramento delle città meridionali. La qualità della vita, infatti, nelle città del sud è inferiore a quella delle città del nord. I servizi sono insufficienti e malgestiti. Basti pensare agli ospedali, con i casi frequenti di malasanità, o al degrado ambientale, con la speculazione selvaggia e la carenza di discariche. Forse in tutto questo le responsabilità si intrecciano e diventano complesse. Perché, per esempio, il Festival della canzone italiana si svolge a Sanremo, terra dei fiori ma non di musica, e non a Napoli, terra di musica a livello mondiale? Perché Firenze, Siena, Verona, Padova, Venezia, ecc. sono “città d’arte”, mentre non lo sono Napoli e Palermo? Solo recentemente si è assistito ad una valorizzazione dello straordinario patrimonio artistico di queste città. La malavita si è inserita in questa situazione, sfavorendo, con le estorsioni e gli appalti truccati, la crescita economica. Nel sud è anche più frequente il fenomeno del lavoro nero, spesso dettato dalla legge di sopravvivenza. La cosiddetta arte di arrangiarsi, anche questa, affonda le sue radici nel passato. Ma il nord del paese cosa ha fatto per il sud? È stato a guardare, spesso compiaciuto, questo degrado, perché poi i soldi provenienti da traffici loschi sono andati a finanziare le attività economiche o le banche del nord. Per questo si sono recentemente riaccese le tendenze separatiste, che hanno caratterizzato il sud sin dai tempi di Cavour, e forse non del tutto a torto! Anche qui, come altrove del resto, la soluzione non sta nel riproporre un vecchio statalismo, che ha anzi dimostrato a queste latitudini il suo lato peggiore, ma partire dal basso, dall’autonomia degli enti locali, delle associazioni, dei giovani imprenditori, incentivati, questo sì, e protetti dallo Stato, ma non sostituiti da esso.

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