Realismo lirico Pavese

Surreale il realismo lirico milanese nel secondo dopoguerra sarà  la corrente letteraria del neorealismo in sostanza l’esperienza soprattutto della guerra e della resistenza induce molti ad esprimere a raccontare immediatamente Quasimodo e di convincerti in certi casi non amo Agnese va a morire ad esprimere quindi la lotta per far pesare sulle loro teste e potevo direttamente rappresentare la realtà  è cos’ palese Vittorini infilarono un’antologia americana che condivideva questa sfida sociale verso il cambiamento è poi ovviamente troppo allarmerà  già  nell’ambito della resistenza i dissenso fascismo una reazione nei confronti del regime

Il nome di Cesare Pavese

Il nome di Cesare Pavese è un racconto tratto dalla raccolta di ferie ad agosto scrittore Cesare Pavese è nato nel 1908 settori suicidato nel 1950 ha descritto questi racconti esperienze autobiografiche soprattutto presenta la sua giovinezza sulle colline delle larghe e un racconto significativo vedremo soprattutto il titolo è significativo del messaggio fondamentale messaggio fondamentale è il seguente talvolta ci sono delle e dei pensieri magici chiamiamoli cos’ ancestrali delle cose che l’uomo si porta dietro dalla riemp’ quasi immemorabili e per esempio una di queste cose la seguente con il nome uno possa afferrare la cosa un oggetto che possa rimpossessarsi conoscere il nome di un progetto di un animale di una cosa tetra può arrivare a poco mordace ci si poté circondare la il potere di afferrare e di conquistare di possedere questa cosa soggetto questa persona quest’animale ecco era questo il messaggio fondamentale mi dicevo di questo racconto e emerge da un episodio o cos’ della fanciullezza probabilmente dello stesso Cesare Pavese che viene un po’ tutto raccontato o in questo in questo testo delle implicazioni adesso vedremo psicologiche piuttosto interessanti radici ci fossero i miei compagni di quelle giornate non ricordo i due vivevano in una casa del paese di fronte nome dei ragazzi ischemici scamiciati due fosse tra fratelli e collane d’altro Cesare Pavese anche dalla bambina cos’ come perduto si sente sempre un po’ isolato emarginato per non ma i tipo ecco diciamo cos’ nella vita e se voi eleggerete se vi capiterà  di leggere dei romanzi di Cesare Pavese in particolar modo la casa in collina vedete molto spesso questa tematica c’è come spesso nella Louis esprima un’impossibilità  ad agire mentre altri tre persone agiscono presenta nella resistenza in una fase della liberazione dal regime fascista altri fanno i partigiani e vi mettono attivamente a partecipare e invece lui è sempre molto passivo nei confronti della realtà  e tutto questo emerge anche questo racconto è di chef piccolo piccolo che riconosceva due ragazzi sui due fratelli erano un po’ scamiciati un po’ più liberi di e anche nel loro modo di vestirsi autonomi rispetto a lui uno si chiamava palle da Pasquale è prassi attribuisca il suo nome e all’altro ma erano tanti i ragazzi che conoscevo di qua di là  questo padre lungo lungo con una bocca da cavallo quando sopravviene da un fracco scappavo la casa e mancava per 23 giorni ho ricevuto questo lo sto tipo ragazzo o esuberante non c’era che lui aveva conosciuto che si chiamava padre si ricompariva il padre era già  l’agguato con una cinghia e tornava spellarlo e lui scatta un’altra volta e sua madre lo chiamava a gran voce maledicendolo da quella finestra scrostata che guardava sui prati sui boschi del fiume verso lo sbocco della valle certe mattine mi svegliavo lungo lamentoso cadenzato di quella donna da quella finestra tale e quale esso per una mamma che continua a chiamare e questo ragazzo questo rischiato sacerdote di protesta fuori di casa produttori giorni per molti vecchi chiamavano cos’ i figli ma il nome che faceva ammutolire tutti che in certe ore echeggiano esasperate come fucilate dei cacciatori era quello di pane a volte anche noialtri si gridava quel nome per baldanza per beffa credo che persino pare si divertisse urlarlo cos’ il giorno che salimmo insieme sulle coste aride della collina di fronte greco nella collina e il re stesso luogo ambiente sfondo dell’era dei racconti e romanzi ed i di Cesare Pavese la collina a piemontese della modo particolare prima nelle ore bruciate c’era bruciata dal sole l’ora della canicola le ore di maggior caldo avevamo battuto il fiume canneti non so bene se fossimo soli io appare è certo che il mio socio aveva i denti scoperti e la testa rossa e mi ricordo perché gli raccontavo che il leone che vive nei luoghi aridi aveva i denti come i suoli e il pelo fulvo che possiamo addirittura trovare solo un’analogia col rosso Matteo F. pellirosse non detto che nell’immaginario collettivo popolare superstizioso l’agiata e da un certo tipo di connotazione non vi ricordate come iniziava con racconto del nostro impero è cattivo a perché capelli rossi che non può accontentare il ragazzo o pulire un po’ anche al di fuori di me di fuori degli schemi ritratti e lui che il protagonista che parla in prima persona che abbiamo detto essere una specie di ateneo di Cesare Pavese un ragazzo lui lo paragona un leone quel giorno eravamo agitati perché l’avevamo impiegato a fare una ricerca metodica della serpe ex ragazzini cos’ passava il tempo a volta la campagna tetra e quali erano i giochi abbiamo cercare le vite estere delle è una storiella ma perché adesso ci apprestiamo a leggere cenavamo infradiciarti fino al ventre e arrostite alla nuca il sole qualche grana era schizzata via da sotto le pietre rimosse nemici le mie caviglie erano tutte un livido al quale poi colava dai denti su governi di un’erba che aveva voluto masticare poi nel silenzio delle piante dell’acqua che ha sentito fioco ma nitido sul vento un rullo di richiamo ricordo che tesi l’orecchio perché casomai chiamassero me ma loro non si non si ripeté lasciamo poco dopo la bassa del fiume in ordine a parte l’attesa del fiume e salimmo la costa dicendoci che andavamo per tre mignoli non cercare le petunie ma ben sapendo io almeno ho il cuore mi batteva che lo scopo che stavolta era una vipera andavano a cercare carceri mentre salivamo il sentiero tra i ginepri che prese a parlare imbastardito dei leoni mi ero rimesso le scarpe quasi scongiurare con un gesto da bravo ragazzo i pericoli impliciti nella resa dei conti serale fischiettava piantala non è cos’ che si chiama la vita di Antonio socio fermandosi vitale e ragazzo esperto è quello che è chissà  a una come affrontare le varie situazioni e spalle il leader e il più disinvolto nel muoversi in quell’ambiente della collina ad essa come si fa a a chiamare a chiamar ecco perché s’intitola il nome sacro sa come si fa chiamare la vipera a farmi fuori c’eravamo muniti di due delle forcella e con queste dovevano incedere a destra e a schiamazzar bastoncini con con questa forma delle 20 orari e ramazzasi anche nella eravamo andati in parecchi sono certo che quel sentiero essendo salimmo noi due soli palle ben diverso da me camminava scalzo sui sassi sui listini senza badarci volevo dirlo quando d’improvviso si fermò davanti a loro letto e cominciò sibilare piano piano sporto in avanti dondolando il capo s’il tentativo di richiamare la vipera ma è ancora avete notato che padre è stato quindi era ovviamente è lui dice protagonista alla Cesare Pavese sicuramente ha difficoltà  a camminare e avrebbe difficoltà  a camminare scalzo invece pare non ha nessun problema perché un tipo rude e un tifoso ma che non ha problemi anche andare in giro i roveti usciva dal nostro cedimento roccioso e di là  si vede nel cielo era meglio se cercavamo la serpe dissi nel silenzio unico non rispose e continuò sussurrare con un filo d’acqua un rubinetto la vipera non usciva CD scosse un tremore improvviso sul vento qualcosa come un uno scossone di nuovo dal paese avevano chiamato era solita voce lamentosa rabbiosa a far è una mamma che chiama che chiama il chiasso figlio non pensare subito ai miei di casa avesse affermato che se innanzi ritto su una gamba sola mi pare che facessimo le sue smorfie diaboliche ma ecco che siete appena rifatto e di nuovo la voce in un anno interessato d’area strillò e fu allora che i stati oggetto con rabbia in incastro e di sentire e. Detestava gli ha portato di riconoscerlo fuori la vipera col bastoncino pronto ad esso la mamma che oziava pare pare che pare estromessa e della detenzione dei bastardi e se la rideva sentendole mentre cerchiamo poi mi conosce e questa frase ecco le raccontano c’era dimostrazione di quella teoria che abbiamo esposto prima c’è la teoria del pensiero magico che conosce le donne vuol dire possedere l’oggetto e quindi se la vipera sente il nome bocca a possedere e me invece io volevo chiamare io la vipera quindi prenderla afferrarla io vi ci stanno rovinando l’incantesimo mia madre che mi sta chiamando cos’ lontano sta rovinando i tempi avevo preparato tutto per acchiappare questa vita adesso invece lei mi viene rovinato la festa gli dissi con un filo di voce la vecchia maledetta continuava a chiamare la vedevo la finestra sboccare ogni tanto con un lattante in braccio e cacciare con lo strillo come se cantasse tale mi prese un bel momento per i prossimi lo fu una corsa sola fino alla pianta ci gridavamo la vipera per eccitarci dalla nostra paura la mia almeno era qualcosa di più complesso un senso di avere offeso le potenze e che so io dell’aria e dei sassi e qui anche AN in questa riflessione del protagonista esce il perché che scappano avrà  probabilmente io. Questo disse adesso la vipera sentito il mio nome adesso è lei che potrebbe prendermi e quindi io sono tale deciso che è il momento di andarsene via di essi ha rotto con la incantesimo stavamo quasi per prendere alla vipera purtroppo mia madre si è messa a gridare essi ci conviene scappare perché pare quello che decide cosa fare perché l’altro c’è il protagonista narratore lo segue elidere tale il suo mercato della di questa spedizione alla radice il protagonista riflettendoci mi sembrava di aver infranto quasi e le potenze dell’aria e dei sassi di queste cose cos’ un po’ ancestrali un po’ miti che era l’ ritornano diciamo nella spesso nei racconti di di Cesare Pavese è qualcosa di indefinito, nazionale o stesso a determina nel nostro o nostro agire e cioè con due paladini dei miti in loro ride spesso lo fa riferimento a queste forze strane della natura che ci condizionano ben nella sera e si trovò seduti su traversine di punti bianchi e loro scappano e sono sui traversini di un ponte pare taceva e sputava nell’acqua prendeva il fresco balcone di scappare era quella l’ora che tutte le donne del paese cominciavano a chiamare questo è quello ma per il momento c’è una pace meravigliosa e si sentiva soltanto qualche grillo non è ancora chiamato pensate vi si perché non rispondi quanti chiamano attestate da pale era scappato non per ritornare a casa era scappato perché non riusciva a acchiappare la vipera ma non aveva sempre servito la casa dove tutti ma che c’è torta rimaneva fuori di casa fino a tre giorni alla radice il protagonista perché non torni a casa con poi i zelanti cantori tipici a palazzo le spalle e fece una smorfia quello che capiscono le donne davvero se la vita senza un nome quello viene cercare pale non rispose a forza di scappare di casa era di 20 era diventato taciturno come come un uomo di valore tuo nome dovrebbero saperlo tutte le sette di queste colline anche il tuo dissetare con il suo ghigno ma io rispondo subito non è questo disse pale critiche alla vipera entrò che si fa bravo ragazzo parità  vuole ammazzare quelli che cercano ecco allora e in questo dialogo emerge ancora a discorso che facevamo prima effettivamente pare ci è crede che se la vipera sente il nome 36 persone c’è il rischio che la priorità  a quelle ammazzare la vipera vuole ammazzare quel che non cerchi quelli che lo cercano se non si accorge di niente riprende la diciamo sorprenderla poi sorprenderla ma se invece la vipera si accorge che sta arrivando qualcun essa il nome ascolta il nome di chi sta arrivando la porta là  delle radice e dice protagonista allora tutte vipere e dell’altra di queste colline dovrebbero conoscere perché tua madre poteva chiamarti a chiamare pale e ma io non dice anche il tuo codice pare un sogno perché anche la madre del protagonista chiama a suo figlio fossi Cesare ma io rispondo subito dice egoista cedere perché ma subito dalla a dalla madre una volta che i genitori lo chiama non è questo che gli arriva le ipotesi fa bravo ragazzo e se la vipera sa assente in nome di papà  ammazza quel feroce ma in quel momento ricominciò loro di prima rete sarà  rifatta la finestra di continuamente chiamare pale scivolarono le ruote di un carro e su di tu soggiunse che nel pozzo allora io mi incamminai verso casa, aveva spiegato il protagonista più ligio al dovere e esso ma Allah è più obbediente ai genitori e quindi lo ritorna verso casa mentre invece tale rimase sul ponte forse continuare l’avventura questa vipera fine sarà  presa oppure no non sappiamo perché racconto o termina cos’ un po’ a senza una soluzione verrà  tra continua però comunque da pale a rimanere sul ponte quindi la sua in me dire la sua vita autonoma e lontano dalle regole e dall’Aran udienza genitori mentre invece protagonista ritorno a casa. Qui ci sono alcuni elementi di pericolo rischiano la vita è simboleggiato dalla data vipera e il la all’importanza di queste regole ancestrali e certe volte ritornano come questa del nome