Regole finanziamento scuole paritarie

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Decreto del Presidente della Repubblica – D.P.R. 9 gennaio 2008, n. 23

Regolamento recante norme in materia di convenzioni con le scuole primarie paritarie ai sensi dell’articolo 1-bis, comma 6, del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito con modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27.

 

(Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 39 del 15 febbraio 2008)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 1-bis, commi 6 e 7, del decreto-legge 5 dicembre

2005, n. 250, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 febbraio

2006, n. 27;

Visto il testo unico delle leggi in materia di istruzione,

approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e

successive modificazioni;

Vista la legge 10 marzo 2000, n. 62, e successive modificazioni,

recante norme per la parita’ scolastica e disposizioni sul diritto

allo studio e all’istruzione;

Visto l’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 18 maggio 2006, n.

181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n.

233, concernente l’istituzione del Ministero della pubblica

istruzione;

Visto l’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,

adottata nella riunione del 12 ottobre 2007;

Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla sezione

consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 5 novembre 2007;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella

riunione dell’11 dicembre 2007;

Sulla proposta del Ministro della pubblica istruzione;

E m a n a

il seguente regolamento:

 

Art. 1.

Definizione

1. Il presente regolamento disciplina le condizioni e le modalita’

per la stipula delle convenzioni con le scuole primarie paritarie che

ne fanno richiesta, i criteri per la determinazione dell’importo del

contributo a carico dello Stato, i requisiti prescritti per i gestori

e per i docenti.

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto

dall’amministrazione competente per materia, ai sensi

dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle

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disposizioni sulla promulgazione delle leggi,

sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica

e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,

approvato con D.P. R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo

fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge

modificate o alle quali e’ operante il rinvio. Restano

invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi

qui trascritti.

Note alle premesse:

– Si riporta il testo dell’art. 1-bis, commi 6 e 7, del

decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito, con

modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27

(Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge

5 dicembre 2005, n. 250, recante misure urgenti in materia

di universita’, beni culturali ed in favore di soggetti

affetti da gravi patologie, nonche’ in tema di

rinegoziazione di mutui):

«6. Dalla data di entrata in vigore della legge di

conversione del presente decreto non possono essere

rilasciati nuove autorizzazioni, riconoscimenti legali o

pareggiamenti, secondo le disposizioni di cui alla parte

II, titolo VIII, del testo unico di cui al decreto

legislativo 16 aprile 1994, n. 297. Nelle scuole che non

hanno chiesto ovvero ottenuto il riconoscimento della

parita’ di cui alla citata legge n. 62 del 2000, i corsi di

studio gia’ attivati, alla data di entrata in vigore della

legge di conversione del presente decreto, sulla base di

provvedimenti di parificazione, riconoscimento legale e

pareggiamento adottati ai sensi degli articoli 344, 355,

356 e 357 del citato testo unico di cui al decreto

legislativo n. 297 del 1994, continuano a funzionare fino

al loro completamento. Le convenzioni in corso con le

scuole parificate non paritarie di cui all’art. 344 del

medesimo testo unico si intendono risolte di diritto al

termine dell’anno scolastico in cui si completano i corsi

funzionanti in base alle convenzioni; conseguentemente, i

contributi statali previsti dalle predette convenzioni sono

progressivamente ridotti in ragione delle classi

funzionanti in ciascun anno scolastico e degli alunni

frequentanti, fino al completamento dei corsi. Le

disposizioni di cui agli articoli 339, 340, 341 e 342,

quelle di cui all’art. 345 e quelle di cui agli

articoli 352, comma 6, 353, 358, comma 5, 362 e 363 del

citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 297 del

1994 continuano ad applicarsi nei confronti,

rispettivamente, delle scuole dell’infanzia, delle scuole

primarie e delle scuole secondarie riconosciute paritarie

ai sensi della citata legge n. 62 del 2000. Le condizioni e

le modalita’ per la stipula delle nuove convenzioni con le

scuole primarie paritarie che ne facciano richiesta, i

criteri per la determinazione dell’importo del contributo

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ed i requisiti prescritti per i gestori e per i docenti

sono stabiliti con le norme regolamentari previste

dall’art. 345 del citato testo unico di cui al decreto

legislativo n. 297 del 1994. Le nuove convenzioni

assicurano in via prioritaria alle scuole primarie gia’

parificate, nel rispetto dei criteri definiti con le

medesime norme regolamentari, un contributo non inferiore a

quello corrisposto sulla base della convenzione di parifica

in corso alla data di entrata in vigore della legge di

conversione del presente decreto. Le convenzioni di

parifica attualmente in corso con le scuole primarie

paritarie si risolvono di diritto al termine dell’anno

scolastico in corso alla data di entrata in vigore delle

norme regolamentari previste dall’art. 345 del citato testo

unico di cui al decreto legislativo n. 297 del 1994.

7. A decorrere dalla data di entrata in vigore della

legge di conversione del presente decreto sono abrogate le

disposizioni contenute nella parte II, titolo VIII, capi I,

II e III, del testo unico di cui al decreto legislativo n.

297 del 1994, fatto salvo quanto previsto dal comma 6,

secondo e terzo periodo, del presente articolo e fatta

eccezione per le disposizioni degli articoli 336, 339, 340,

341, 342, 345, 352, comma 6, degli articoli 353, 358,

comma 5, e degli articoli 362 e 363, che si applicano con

riferimento alle scuole paritarie, nonche’ per le

disposizioni dell’art. 366, riguardanti le scuole e le

istituzioni culturali straniere in Italia. E’ fatto

altresi’ salvo il comma 6 dell’art. 360, le cui

disposizioni continuano ad applicarsi nei confronti del

personale dirigente e docente gia’ di ruolo nelle scuole

pareggiate che sia assunto con rapporto a tempo

indeterminato nelle scuole statali in applicazione delle

disposizioni vigenti. L’art. 334 del citato testo unico si

applica limitatamente agli effetti di cui all’art. 1,

comma 4-bis, secondo periodo, della legge 10 marzo 2000, n.

62. L’art. 353 si applica anche alle scuole non paritarie.

Sono abrogati altresi’, dalla data di entrata in vigore

della legge di conversione del presente decreto, gli

articoli 156, 157, 158, 159 e 161 del regolamento di cui al

regio decreto 26 aprile 1928, n. 1297. L’art. 160 del

predetto regio decreto continua ad applicarsi nei confronti

delle scuole primarie paritarie. All’art. 1, comma 7, della

legge 10 marzo 2000, n. 62, il secondo periodo e’

soppresso.».

– Il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297,

recante «Approvazione del testo unico delle disposizioni

legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle

scuole di ogni ordine e grado» e’ stato pubblicato nella

Gazzetta Ufficiale 19 maggio 1994, n. 115, supplemento

ordinario.

– La legge 10 marzo 2000, n. 62, recante «Norme per la

parita’ scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e

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all’istruzione» e’ stata pubblicata nella Gazzetta

Ufficiale 21 marzo 2000, n. 67.

– Il testo dell’art. 1, comma 7, del decreto-legge

18 maggio 2006, n. 181, convertito con modificazioni, dalla

legge 17 luglio 2006, n. 233 (Conversione in legge, con

modificazioni, del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181,

recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle

attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e

dei Ministeri. Delega al Governo per il coordinamento delle

disposizioni in materia di funzioni e organizzazione della

Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri) e’

il seguente:

«7. E’ istituito il Ministero della pubblica

istruzione. A detto Ministero sono trasferite, con le

inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale,

le funzioni attribuite al Ministero dell’istruzione,

dell’universita’ e della ricerca dall’art. 50, comma 1,

lettera a), del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,

ad eccezione di quelle riguardanti le istituzioni di cui

alla legge 21 dicembre 1999, n. 508.».

– Il testo dell’art. 17, comma 1, della legge 23 agosto

1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e

ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri) e’

il seguente:

«Art. 17 (Regolamenti). – 1. Con decreto del Presidente

della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei

Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve

pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono

essere emanati regolamenti per disciplinare:

a) l’esecuzione delle leggi e dei decreti

legislativi, nonche’ dei regolamenti comunitari;

b) l’attuazione e l’integrazione delle leggi e dei

decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi

quelli relativi a materie riservate alla competenza

regionale;

c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di

leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si

tratti di materie comunque riservate alla legge;

d) l’organizzazione ed il funzionamento delle

amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate

dalla legge;

e)».

Art. 2.

Convenzione

1. Le convenzioni di cui all’articolo 1 sono stipulate tra i

dirigenti preposti agli uffici scolastici regionali ed i gestori

delle scuole primarie paritarie, persone fisiche o rappresentanti

legali di enti o associazioni con o senza personalita’ giuridica, che

ne abbiano fatta richiesta, secondo quanto previsto dal presente

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regolamento. Il gestore della scuola primaria paritaria deve essere

fornito di cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione

europea.

2. Con la stipula della convenzione il gestore si obbliga ad

osservare le condizioni ed i requisiti prescritti, di cui alle

dichiarazioni previste dall’articolo 3, commi 2 e 3, ed a mantenere

un numero minimo di 10 alunni per classe convenzionata.

3. Con la stipula della convenzione l’amministrazione scolastica,

riservandosi il diritto di verificare l’adempimento degli obblighi

assunti dalla scuola primaria paritaria, si obbliga a corrispondere

all’ente gestore un contributo annuo; la misura del contributo annuo

e’ fissata, in via generale per tutte le scuole primarie paritarie

convenzionate, con decreto del Ministro della pubblica istruzione,

nel limite dello stanziamento di bilancio sull’apposito capitolo di

spesa.

Art. 3.

Istanza di convenzionamento

1. I gestori delle scuole primarie paritarie che intendono

stipulare la convenzione prevista dall’articolo 2 ne fanno richiesta

all’Ufficio scolastico regionale competente per territorio, entro e

non oltre il 31 marzo di ogni anno. La convenzione decorre

dall’inizio dell’anno scolastico successivo.

2. Il gestore della scuola primaria paritaria, nel formulare

l’istanza di convenzione, deve dichiarare:

a) che l’ente di cui ha la rappresentanza, se persona giuridica,

ha sede legale ovvero, se sprovvisto di personalita’ giuridica, ha il

domicilio, oppure, nel caso di persona fisica, ha la residenza in

Italia o in uno Stato membro dell’Unione europea;

b) che permangono i requisiti di cui all’articolo 1, comma 4,

della legge 10 marzo 2000, n. 62;

c) che il coordinamento delle attivita’ educative e didattiche e’

affidato a soggetto in possesso di titoli culturali e professionali

non inferiori a quelli previsti per il personale docente operante

nella scuola;

d) che i contratti individuali di lavoro dei docenti rispettano i

contratti collettivi di lavoro di settore, fatta eccezione per il

personale religioso che presta servizio nell’ambito della propria

congregazione e per il clero diocesano che presta servizio

nell’ambito di strutture gestite dalla Diocesi e fermo restando

quanto previsto dall’articolo l, comma 5, della legge 10 marzo 2000,

n. 62.

3. Il gestore deve altresi’ dichiarare che, entro trenta giorni

dall’apertura dell’anno scolastico, provvedera’ a:

a) fornire un prospetto con l’indicazione del numero degli alunni

iscritti a ciascuna classe;

b) indicare il numero di alunni iscritti certificati ai sensi

della legge 5 febbraio 1992, n. 104;

c) indicare, per gli alunni certificati di cui sopra, il numero

di ore di sostegno dichiarate necessarie dal piano educativo

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individualizzato previsto dall’articolo 12, comma 5, della legge

5 febbraio 1992, n. 104;

d) indicare la documentazione idonea in ordine alla presenza di

alunni con particolari difficolta’ di apprendimento, destinatari di

specifici progetti di recupero e integrazione, indicando altresi’ il

numero di ore di insegnamento integrativo necessarie.

Note all’art. 3:

– Si riporta il testo dell’art. 1, commi 4 e 5, della

legge 10 marzo 2000, n. 62 recante «Norme per la parita’

scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e

all’istruzione» e’ stata pubblicata nella Gazzetta

Ufficiale 21 marzo 2000, n. 67:

«4. La parita’ e’ riconosciuta alle scuole non statali

che ne fanno richiesta e che, in possesso dei seguenti

requisiti, si impegnano espressamente a dare attuazione a

quanto previsto dai commi 2 e 3:

a) un progetto educativo in armonia con i principi

della Costituzione; un piano dell’offerta formativa

conforme agli ordinamenti e alle disposizioni vigenti;

attestazione della titolarita’ della gestione e la

pubblicita’ dei bilanci;

b) la disponibilita’ di locali, arredi e attrezzature

didattiche propri del tipo di scuola e conformi alle norme

vigenti;

c) l’istituzione e il funzionamento degli organi

collegiali improntati alla partecipazione democratica;

d) l’iscrizione alla scuola per tutti gli studenti i

cui genitori ne facciano richiesta, purche’ in possesso di

un titolo di studio valido per l’iscrizione alla classe che

essi intendono frequentare;

e) l’applicazione delle norme vigenti in materia di

inserimento di studenti con handicap o in condizioni di

svantaggio;

f) l’organica costituzione di corsi completi: non

puo’ essere riconosciuta la parita’ a singole classi,

tranne che in fase di istituzione di nuovi corsi completi,

ad iniziare dalla prima classe;

g) personale docente fornito del titolo di

abilitazione;

h) contratti individuali di lavoro per personale

dirigente e insegnante che rispettino i contratti

collettivi nazionali di settore.

5. Le istituzioni di cui ai commi 2 e 3 sono soggette

alla valutazione dei processi e degli esiti da parte del

sistema nazionale di valutazione secondo gli standard

stabiliti dagli ordinamenti vigenti. Tali istituzioni, in

misura non superiore a un quarto delle prestazioni

complessive, possono avvalersi di prestazioni volontarie di

personale docente purche’ fornito di relativi titoli

scientifici e professionali ovvero ricorrere anche a

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contratti di prestazione d’opera di personale fornito dei

necessari requisiti.».

– Si riporta il testo dell’art. 12, comma 5, della

legge 5 febbraio 1992, n. 104, recante «Legge-quadro per

l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle

persone handicappate» e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale

17 febbraio 1992, n. 39, supplemento ordinario:

«5. All’individuazione dell’alunno come persona

handicappata ed all’acquisizione della documentazione

risultante dalla diagnosi funzionale, fa seguito un profilo

dinamico-funzionale ai fini della formulazione di un piano

educativo individualizzato, alla cui definizione provvedono

congiuntamente, con la collaborazione dei genitori della

persona handicappata, gli operatori delle unita’ sanitarie

locali e, per ciascun grado di scuola, personale insegnante

specializzato della scuola, con la partecipazione

dell’insegnante operatore psico-pedagogico individuato

secondo criteri stabiliti dal Ministro della pubblica

istruzione. Il profilo indica le caratteristiche fisiche,

psichiche e sociali ed affettive dell’alunno e pone in

rilievo sia le difficolta’ di apprendimento conseguenti

alla situazione di handicap e le possibilita’ di recupero,

sia le capacita’ possedute che devono essere sostenute,

sollecitate e progressivamente rafforzate e sviluppate nel

rispetto delle scelte culturali della persona

handicappata.».

Art. 4.

Contributo a carico dello Stato

1. Il contributo annuo di cui all’articolo 2, comma 3, viene

assegnato alle scuole primarie paritarie che hanno stipulato la

convenzione, avuto riguardo a:

a) numero di classi con una composizione minima di dieci alunni

ciascuna;

b) numero di ore di sostegno per gli alunni disabili previste dal

piano educativo individualizzato;

c) numero di ore di insegnamento integrativo necessarie per

alunni in difficolta’ di apprendimento su progetto aggiuntivo.

2. I criteri per l’assegnazione dei contributi alle scuole primarie

paritarie sono fissati con il decreto del Ministro della pubblica

istruzione di cui all’articolo 1, comma 636, della legge 27 dicembre

2006, n. 296.

3. L’Ufficio scolastico regionale si impegna a corrispondere al

gestore il contributo annuo fissato nella misura fissata dal decreto

del Ministro della pubblica istruzione di cui all’articolo 2,

comma 3.

4. L’Ufficio, in caso di risorse residue dalle assegnazioni di cui

ai precedenti commi, valuta la possibilita’ di corrispondere

contributi integrativi per progetti resi necessari da particolari

necessita’ di inserimento di alunni con disabilita’ o con difficolta’

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di apprendimento.

5. I contributi annuali sono corrisposti di norma a rate

semestrali.

6. Le nuove convenzioni assicurano in via prioritaria alle scuole

primarie gia’ parificate un contributo non inferiore a quello

corrisposto sulla base della convenzione di parifica in corso alla

data di entrata in vigore del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250,

convertito, con modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27.

Note all’art. 4:

– Il testo dell’art. 1, comma 636, della legge

27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione

del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge

finanziaria 2007) e’ il seguente:

«636. Il Ministro della pubblica istruzione definisce

annualmente, con apposito decreto, i criteri e i parametri

per l’assegnazione dei contributi alle scuole paritarie e,

in via prioritaria, a quelle che svolgono il servizio

scolastico senza fini di lucro e che comunque non siano

legate con societa’ aventi fini di lucro o da queste

controllate. In tale ambito i contributi sono assegnati

secondo il seguente ordine di priorita’: scuole

dell’infanzia, scuole primarie e scuole secondarie di primo

e secondo grado.».

– Il decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito

dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27, reca «Misure urgenti in

materia di scuola, universita’, beni culturali ed in favore

di soggetti affetti da gravi patologie, nonche’ in tema di

rinegoziazione di mutui, di professioni e di sanita».

Art. 5.

Adempimenti dell’amministrazione scolastica statale

1. Il dirigente preposto all’Ufficio scolastico regionale o, per

sua delega, un dirigente dell’Ufficio stesso, previo accertamento

delle condizioni e dei requisiti dichiarati ai sensi dell’articolo 3,

commi 2 e 3, stipula la convenzione secondo un modello predisposto

dal Ministero della pubblica istruzione.

2. Le spese per la registrazione dell’atto di convenzione sono a

carico del gestore.

Art. 6.

Durata della convenzione

1. La convenzione, con la decorrenza di cui all’articolo 3, ha una

durata massima di nove anni; il gestore della scuola paritaria puo’

recedere anticipatamente dalla convenzione, per giustificati e

documentati motivi, previa apposita comunicazione da far pervenire al

competente Ufficio scolastico regionale almeno tre mesi prima della

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chiusura dell’anno scolastico.

2. La convenzione si risolve di diritto nel caso in cui venga a

cessare il requisito del riconoscimento della parita’ scolastica nei

confronti della scuola convenzionata. La risoluzione di diritto della

convenzione ha effetto dalla data di adozione del provvedimento di

revoca della parita’ scolastica.

3. Nei casi di gravi irregolarita’ di funzionamento della scuola

convenzionata, il dirigente preposto all’ufficio scolastico regionale

dispone la sospensione dell’erogazione del contributo statale con

effetto dalla data di comunicazione al gestore della richiesta di

regolarizzazione, costituente avvio del procedimento di revoca della

convenzione, ai sensi dell’articolo 8, della legge 7 agosto 1990, n.

241.

Note all’art. 6:

– Il testo dell’art. 8 della legge 7 agosto 1990, n.

241, recante Nuove norme in materia di procedimento

amministrativo e di diritto di accesso ai documenti

amministrativi» e’ il seguente:

«Art. 8 (Modalita’ e contenuti della comunicazione di

avvio del procedimento). – 1. L’amministrazione provvede a

dare notizia dell’avvio del procedimento mediante

comunicazione personale.

2. Nella comunicazione debbono essere indicati:

a) l’amministrazione competente;

b) l’oggetto del procedimento promosso;

c) l’ufficio e la persona responsabile del

procedimento;

c-bis) la data entro la quale, secondo i termini

previsti dall’art. 2, commi 2 o 3, deve concludersi il

procedimento e i rimedi esperibili in caso di inerzia

dell’amministrazione;

c-ter) nei procedimenti ad iniziativa di parte, la

data di presentazione della relativa istanza;

d) l’ufficio in cui si puo’ prendere visione degli

atti.

3. Qualora per il numero dei destinatari la

comunicazione personale non sia possibile o risulti

particolarmente gravosa, l’amministrazione provvede a

rendere noti gli elementi di cui al comma 2 mediante forme

di pubblicita’ idonee di volta in volta stabilite

dall’amministrazione medesima.

4. L’omissione di taluna delle comunicazioni prescritte

puo’ essere fatta valere solo dal soggetto nel cui

interesse la comunicazione e’ prevista.».

Art. 7.

Modifiche della convenzione

1. Per l’aumento o la diminuzione del numero delle classi

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effettivamente funzionanti, del numero delle ore di sostegno o di

insegnamento integrativo, rispetto alle situazioni fissate all’atto

della stipula della convenzione, il gestore, con le modalita’ di cui

all’articolo 3, richiede l’atto modificativo della convenzione

all’Ufficio scolastico regionale, che provvede nei limiti dello

stanziamento di bilancio e nella misura fissata con decreto del

Ministro della pubblica istruzione. Si provvede analogamente,

mediante stipula di un atto modificativo della convenzione, in caso

di variazione del contributo erogabile dall’Ufficio scolastico

regionale.

Art. 8.

Norme finali

1. Per l’applicazione delle norme contenute nel presente

regolamento sono dettate apposite linee guida di attuazione.

2. Sono fatte salve le competenze esercitate, nella materia oggetto

del presente regolamento, dalle regioni a statuto speciale e dalle

province autonome di Trento e di Bolzano, in conformita’ ai

rispettivi statuti e relative norme di attuazione.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito

nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica

italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo

osservare.

Dato a Roma, addi’ 9 gennaio 2008

NAPOLITANO

Prodi, Presidente del Consiglio dei

Ministri

Fioroni, Ministro della pubblica

istruzione

Visto, il Guardasigilli: Mastella

Registrato alla Corte dei conti il 6 febbraio 2008

Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla

persona e dei beni culturali, registro n. 1, foglio n. 119

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