Ricordiamo Alma Vivoda, prima caduta della Resistenza italiana

Sharing is caring!

Sono stato adesso al monumento ad Alma Vivoda, prima caduta della Resistenza italiana. (28.06.’43… la targa è sbagliata)  Il 28 giugno 1943 si recò in Via Pindemonte, a Trieste, (nei pressi del Teatro Rossetti) per il fatale appuntamento fissato inconsapevolmente da Ondina Peteani. Qui è stata trucidata dal Carabiniere Antonio Di Lauro per intascare la taglia di 10.000 lire istituita dalla polizia fascista. Nell’agguato fu ferita anche Pierina Chinchio, muggesana come Alma.
Nei cupi anni del dopoguerra triestino, nel 1958, paradossalmente la Repubblica nata dalla Resistenza oltraggiava il martirio della Vivoda – PRIMA MARTIRE DELLA RESISTENZA ITALIANA – conferendo al suo carnefice la medaglia di bronzo al valore.

Nel 70° anniversario della morte di Alma, Gianni Peteani, figlio di Ondina, ha organizzato nel giugno 2013, assieme all’allora Vicesindaco di Muggia, Laura Marzi, il “Convegno Nazionale Alma Vivoda”, cui hanno partecipato studiosi di Storia contemporanea tra i quali anche l’islamista Fouad Allam.
Peteani ha coniato una medaglia d’argento alla Memoria di Alma Vivoda con l’auspicio dell’attivazione del processo di revisione dell’incostituzionale decorazione dell’assassino di Alma Vivoda.

Clicca qui per leggere Alma Vivoda, la prima partigiana combattente caduta in Italia su “Donne in rosso”

shares