
Resurrezione
27 Gennaio 2019
Salga da questo altare
27 Gennaio 2019✝️ Meditazione introduttiva sul canto “Salga a te, Signore”, liberamente ispirato a Schubert, spesso utilizzato in contesti liturgici solenni come l’offertorio o l’inizio di una celebrazione.
“Salga a te, Signore” — Meditazione su un canto liturgico di lode
“Salga a te, Signore, l’inno della Chiesa”
L’incipit di questo canto è già un atto di elevazione. L’assemblea cristiana — la Chiesa riunita — non si chiude su sé stessa, ma si apre verso l’alto, verso Dio. È una comunità che canta non per sé, ma per lodare. L’espressione “salga a te” richiama il movimento dell’incenso, dell’offerta pura, del desiderio di unirsi a Dio in spirito e verità. È il linguaggio della liturgia, che unisce la terra al cielo.
L’inno della fede che ci unisce
Il canto prosegue con un’affermazione forte: la fede non è solo un’esperienza individuale, ma è “l’inno della fede che ci unisce a te”. Nella celebrazione eucaristica, l’assemblea è segno di unità: un solo corpo, un solo Spirito, una sola speranza. Non a caso il secondo versetto ribadisce questa unità: “Una è la fede, una la speranza, uno è l’amore”.
Il canto ci conduce così al cuore dell’esperienza cristiana: la comunione, che nasce dall’ascolto della Parola, si fa canto, si fa preghiera, e culmina nell’Eucaristia.
“Sia gloria e lode alla Trinità”
Il ritornello si apre in un’esplosione di adorazione: “Sia gloria e lode alla Trinità”. La Trinità non è un concetto astratto, ma il cuore pulsante della nostra fede: un Dio che è relazione, comunione perfetta di amore tra Padre, Figlio e Spirito Santo. Cantare la Trinità significa partecipare a questa danza d’amore eterno, entrare nel mistero di un Dio che è dono.
Il triplice “Santo, santo, santo” ci rimanda alla liturgia celeste dell’Apocalisse, a ciò che si celebra continuamente nei cieli: la santità infinita di Dio, che ora, nella liturgia, si fa presente in mezzo a noi.
Cristo, fonte viva
Nel terzo versetto, il canto assume un tono ancora più personale e sacramentale: Cristo è “fonte d’acqua viva per la nostra sete”, è “fonte di ogni grazia per l’eternità”. Qui l’immagine è profondamente biblica: ci riporta al pozzo di Sicàr, dove Gesù dice alla samaritana: “Chi beve dell’acqua che io gli darò non avrà più sete in eterno” (Gv 4,14).
Un canto che è professione di fede
“Cristo, uomo e Dio, vive in mezzo a noi”: questo non è solo un verso poetico, ma una vera professione di fede. È il cuore dell’incarnazione, è il centro dell’annuncio cristiano. Cristo, vero uomo e vero Dio, è il compimento della nostra sete di senso, di verità, di vita.
Conclusione
“Salga a te, Signore” non è solo un bel canto liturgico, ma una preghiera piena di dottrina, una proclamazione della fede vissuta come comunione, adorazione, e offerta.
Cantarlo è entrare nella dinamica della liturgia: elevare il cuore, lasciarsi unire agli altri, riconoscere Cristo vivo in mezzo a noi, e da qui, lodare il Dio tre volte santo.
🎶 📖 Testo e accordi

Salga a te Signore
Salga a te, Signore (Schubert)
(fa# fa# mi fa# sol fa#)
RIT.
RE LA RE SOL RE SOL LA RE LA
Salga a te Signo – re l’inno della Chiesa
RE LA RE SOL RE SOL LA RE
l’inno della fe – de che ci unisce a te.
RE RE7 SI+ MIm LA RE LA7
Sia gloria e lo – de alla Trinità
(abbassa) RE 7 SOL SOLm RE SOL LA RE
santo santo san – to per l’eternità.
RE LA RE SOL RE SOL LA RE LA
Una è la fe – de una la speranza
RE LA RE SOL RE SOL LA RE
uno è l’amore che ci unisce a te.
RE RE7 SI+ MIm LA RE LA7
L’universo canta lode a te Gesù
(abbassa) RE 7 SOL SOLm RE SOL LA RE
gloria al nostro Dio gloria a Cristo Re.
RE LA RE SOL RE SOL LA RE LA
Fonte d’acqua viva per la nostra sete
RE LA RE SOL RE SOL LA RE
fonte di ogni grazia per l’eternità.
RE RE7 SI+ MIm LA RE LA7
Cristo uomo e Dio vive in mezzo a noi
(abbassa) RE 7 SOL SOLm RE SOL LA RE
egli nostra vi – a vita e verità.




