Senilità

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di Italo Svevo

di Antonio Abbate

 

SENILITAʼ: (Il Carnevale di Emil’io) concepito nel 1892, pubblicato 1898.

Che cosa intende Svevo per Senilità? Evidentemente non solo qualcosa di anagrafico, perché Emil’io Brentani (il personaggio principale) ha solo 35 anni (citare sociologia), ma indica inerzia, torpore, inettitudine, quindi gli atteggiamenti che permettono ad Emil’io di vivere la vita in percentuale (praticamente alla fine del romanzo Emil’io vivrà la sua vita come se fosse vecchio, cioè non si aspetta più nulla dal futuro). Inizialmente lui si autoconvince che è ancora in giovane età, cioè nell’età dei progetti,ma in realtà come già detto alla fine del romanzo lui sarà come vecchio. Il narratore rimane in 3ª persona, assume il punto di vista di E. Brentani, ed è in grado di entrare nella psiche complessa del personaggio. Psiche complessa perché Emil’io pensa delle cose che sono l’esatto contrario di quello che a lui accade, oppure perché, attraverso una serie di ragionamenti contorti, cerca di autoconvincersi di determinate azioni. Ad es.: verso la fine del romanzo, la sorella Amalia sta per morire, e lui invece di restare al capezzale della sorella decide di avere l’ultimo incontro con Angiolina (di per sé quindi si tratterebbe di un gesto meschino ed egoista, ma lui si autoconvince che sia giusto e morale andare da Angiolina, anziché rimanere al capezzale della sorella) (citare sofisma).Il primo incontro con Angiolina è significativo, perché Emil’io vuole farle capire che il loro rapporto non deve essere troppo serio, perché lui ha altro a cui pensare (cioè il lavoro e la famiglia, anche se non era vero del tutto, nel senso che aveva solo una sorella, che badava lei a lui, e non il contrario). In quel primo incontro le parole di Emil’io furono: “T’amo molto e per il tuo bene desidero ci si metta d’accordo d’andarci molto cauti”(più francamente avrebbe dovuto dire in questo modo: Angiolina, tu mi piaci molto ma nella mia vita non potrai mai valere di più di un giocattolo)”. Quindi compare anche qui il contrasto psicanalitico fra quello che Emil’io dice e quello che pensa, e non ha il coraggio di confessare neanche a se stesso. La sorella Amalia rinfaccia prima di morire ad Emil’io il fatto di aver rinunciato alla giovinezza per poter accudire il fratello; lo stesso Emil’io. Amalia è un personaggio molto grigio, esile, che non aveva molto di femminile e di attraente (insignificante quindi), Lei sogna di avere una storia con lo scultore Stefano Balli, ma è ovvio che lo scultore non può interessarsi ad una donna così insignificante come Amalia Brentani, quindi quest’ultima si procura una droga del tempo, cioè obl’io con l’etere profumato, ed a causa di un’esposizione al freddo si ammalerà della polmonite che poi la condurrà alla morte. Emil’io come Alfonso Nitti è un appassionato di letteratura, quindi ama leggere e scrivere ecc., e si propone di educare Angiolina Zarri, ma senza poi riuscirci, perché Angiolina rimarrà una sgualdrina, come gli altri avevano sempre detto ad Emil’io, anche se lui si autoconvinceva del contrario. Solo alla fine del romanzò la lascerà. Infatti, di Angiolina e Amalia rimarrà solo un ricordo nella psiche di Emil’io. Emil’io ricominciò il suo lavoro insignificante di assicuratore (nel romanzo comunque si parla pochissimo del suo lavoro, mentre invece viene descritto molto il lavoro di impiegato di banca di Alofonso Nitti). Insomma, alla fine, dopo la morte della sorella e dopo aver lasciato Angiolina, il romanzo non ha più ragione di esistere, e quindi forse nemmeno Emil’io non ha più nessuna ragione di esistere, ed è definitivamente vecchio”. Ecco quindi per quale ragione il romanzo si intitola proprio Senilità.

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