Soluzione di caso: eccedenze di iscrizioni in una scuola

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di Lorenza Pellegrini

Questa è la mia soluzione di caso (“consegna” dell’ispettore Rondanini al corso di Reggio Emilia, dicembre 2011). L’ispettore mi aveva poi detto che aveva apprezzato la mia soluzione “originale”. Ecco il tutto, e questo è il giudizio che aveva scritto:
“Trovo il caso ben articolato e convincente per quanto riguarda le soluzioni prospettate. Chiara anche la forma espositiva. Per me, è sicuramente un elaborato positivo”. Ciao Lorenza”

Traccia

Nel Liceo delle scienze umane Pico della Mirandola” di un centro urbano di circa 30.000 abitanti, negli ultimi tre anni il dirigente scolastico è costretto a non accogliere circa 80 richieste di iscrizione, sia per mancanza di locali sia per la non concessione di ulteriori classi da parte dellUfficio Scolastico Provinciale. Nello stesso centro funzionano due istituti comprensivi, un Liceo classico-scientifico e un istituto distruzione professionale.
Il dirigente dellUfficio scolastico provinciale e gli assessori allIstruzione del Comune e della provincia, in una conferenza di servizio dei dirigenti scolastici, chiedono ai capi d’istituto della scuola secondaria di 1^ grado e a quelli della secondaria di 2^ grado di individuare una possibile soluzione per evitare malumori e recriminazioni da parte dei genitori esclusi.
Indichi il candidato una o più ipotesi tese a risolvere la situazione prospettata. 

Svolgimento

Introduzione

Questo caso presenta una situazione abbastanza complessa da risolvere, per la pluralità dei soggetti in campo e le numerose implicazioni che qualsiasi  soluzione prospettata potrebbe comportare. La “partita” che si svolge, infatti, tocca vari aspetti, che spaziano dal diritto allo studio, all’orientamento, alle problematiche a livello di aspettative dei genitori, ai rapporti tra istituzioni scolastiche, anche in relazione agli EE.LL, ai vincoli di natura finanziaria e pone, più in generale, interrogativi in merito all’armonica e concertata gestione dell’offerta formativa del territorio. Il fatto che il problema rilevato si manifesti già da tre anni concorre a complicare il quadro. Potremmo infatti trovarci di fronte a una situazione che rischia di incancrenirsi, è possibile che qualche animo si sia già esacerbato, e la constatazione che in tutto questo lasso di tempo non si sia ancora pervenuti ad una soluzione potrebbe ingenerare un atteggiamento di sfiducia nei confronti della scuola. Nello stesso tempo, però, si ravvisa, da parte dei dirigenti dell’USP, e degli assessori di Comune e Provincia, la volontà di attuare un percorso comune con le istituzioni scolastiche per cercare di risolvere l’annoso problema.
Nella trattazione che segue, si cercherà, tenendo ben presente fattori fondanti quali le risorse umane e finanziarie, la sinergia con gli attori operanti sul territorio, il coinvolgimento dei portatori di interesse, di ipotizzare percorsi comuni al fine di avviare, a breve e medio termine, un possibile cambio di rotta ed un eventuale reindirizzamento delle scelte, nell’ottica del raggiungimento del successo formativo e dell’apprendimento in tutto l’arco della vita da parte di tutti gli alunni. Si è tuttavia consapevoli che non sarà un percorso facile, in cui tutti dovranno collaborare in un’ottica di comune collaborazione, evitando particolarismi e particolari prese di posizione. 

1. Normativa di riferimento

L. 59/1997; D.P.R. 275/99 (autonomia) 
D.M. 489/2001; D. Lgs. 76/2005; l. 296/2006; D.M. 139/2007 (obbligo scolastico)
Direttiva 487/97, Linee guida per l’orientamento (orientamento)
Circolare annuale sulle iscrizioni degli alunni

2. Problematiche da gestire

Il Liceo delle Scienze Umane “Pico della Mirandola” si è visto costretto, negli ultimi tre anni, a non accogliere un numero elevato di richieste di iscrizioni, che avrebbe fatto aumentare l’organico delle classi (una all’anno per un totale di tre nel triennio). 
Il mancato accoglimento delle richieste è da imputare alla carenza di locali e alla mancata concessione di ulteriori classi da parte dell’USP. Ciò ha comportato un notevole numero di rimostranze da parte dei genitori che si è concretizzato in proteste e lettere inviate agli EE. LL. e all’USP che, venuti a conoscenza della situazione, hanno indetto una Conferenza di Servizio in cui sono stati invitati tutti i dirigenti scolastici delle istituzioni scolastiche del comune (due istituti comprensivi, il Liceo delle Scienze Umane, il Liceo Classico-Scientifico e l’Istituto di Istruzione Professionale).

3. Conferenza di Servizio

Durante la Conferenza di Servizio appositamente convocata alla fine del mese di agosto, le parti espongono vari punti di vista, senza animosità o tentativi di prevaricazione, allo scopo di trovare la soluzione migliore per tutti. Da una parte il Dirigente dell’USP sottolinea che, stante l’attuale situazione congiunturale, non è stato sinora possibile autorizzare nessun aumento di classi al Liceo delle Scienze Umane, e nemmeno si ritiene possa essere auspicabile in futuro, anche ammesso che si riuscissero a trovare locali idonei con il concorso della Provincia. Nello stesso tempo, viene evidenziato il fatto che si dovrebbero trovare, di comune accordo, strategie per evitare tale sbilanciamento delle domande. Visto che è necessario distribuire le richieste nelle rimanenti scuole, il Dirigente sottolinea però il concetto che deve essere salvaguardato il diritto allo studio e il successo formativo di tutti gli alunni, e invita i Dirigenti Scolastici a formulare una serie di fattive proposte.
Intervengono in seguito gli Assessori di Comune e Provincia, che, nell’ambito delle rispettive competenze, dichiarano che vi è la possibilità di erogare un finanziamento, sia pure di modesta entità, stante il momento di crisi,  per dare una spinta propulsiva ad eventuali accordi di rete, corsi di formazione/aggiornamento, attività di orientamento, incontri con genitori e si sottolinea la disponibilità a supportare, con un rapporto di stretta collaborazione, ogni altra iniziativa atta a qualificare maggiormente l’offerta formativa del territorio. Sulla base di quanto emerso, i Dirigenti Scolastici si dichiarano favorevoli ad effettuare un discorso comune e si accordano per porre la questione all’attenzione del Collegio Docenti. Verranno altresì programmate, prima dell’inizio delle lezioni, alcune riunioni a livello di staff in cui sarà inserita, tra i punti all’ordine del giorno, la possibilità di stipulare accordi di rete, la definizione di programmi di orientamento, la revisione del POF, in vista della formulazione di proposte da sottoporre alla delibera degli OO.CC.

4. Possibili percorsi

Settembre: 

Riunione del collegio docenti (Istituto Comprensivo n. 1 e n. 2)
I dirigenti scolastici pongono all’attenzione dei docenti il problema di cui in premessa, e la necessità di riflettere e ripensare alle strategie di orientamento, ma subito si scatenano accese discussioni e, in entrambe le riunioni, i dirigenti sono costretti a fronteggiare le proteste di insegnanti che si trincerano dietro a discorsi che puntano il dito sulle famiglie, accusate spesso di non seguire il consiglio orientativo, e sul fatto che, di conseguenza, non sia proprio possibile risolvere la questione. Qualcuno sostiene che sia un problema che dovrebbero risolvere tra loro i dirigenti degli istituti superiori. Vi è da rilevare tuttavia, che altri docenti si dimostrano più collaborativi, e pronti ad ascoltare eventuali proposte. I dirigenti, dopo aver ribadito che il consiglio orientativo non è un obbligo, cercano, con tono fermo,  di riportare l’atmosfera su toni più pacati, e richiamano l’attenzione sul fatto che la scuola dovrebbe porsi nell’ottica di essere un servizio per il territorio, è necessario quindi ascoltarne i bisogni, correggere eventuali errori di impostazione, migliorare le pratiche e collaborare, insieme, ai fini del successo formativo da parte di tutti gli alunni. Irrigidirsi su posizioni di preconcetto non porterebbe da nessuna parte, si tratterebbe di una sterile presa di posizione, del tutto inutile. I dirigenti scolastici propongono quindi al collegio una riflessione su come impostare eventuali rapporti di collaborazione, e, in attesa di definire le Funzioni Strumentali (si tratta infatti della prima riunione del collegio), fissano, nell’ambito della programmazione delle riunioni di settembre, un incontro dei coordinatori delle classi terze in cui si auspica possano emergere proposte. I toni si stemperano e il Collegio passa a discutere altri punti all’ODG, in particolare si ravvisa la necessità di costituire una rete si scuole che coinvolga tutti gli istituti presenti sul territorio. Viene nominata una commissione che dovrà occuparsi dei primi aspetti operativi.
 
Riunione dei coordinatori: i coordinatori delle classi terze fanno emergere alcune proposte, che verranno declinate nei successivi punti.
 
Riunione dei Collegi Docenti degli Istituti Superiori. 

LICEO DELLE SCIENZE UMANE

Anche i Dirigenti scolastici degli istituti superiori presentano le problematiche relative alla questione emersa. Alcuni docenti del Liceo delle Scienze umane avanzano la proposta che la classe in più (eventualità che, visto il trend, potrebbe presentarsi anche a livello di domande di iscrizioni dell’anno scolastico successivo) potrebbe essere ospitata in alcuni locali vuoti dell’Istituto Comprensivo n.1 o dello stesso Liceo Classico Scientifico, ma la DS informa il collegio delle risultanze emerse dall’incontro con il Dirigente dell’USP che ha escluso una possibilità di aumento di organico. Qualcuno obietta che, in caso di mancato accoglimento delle richieste da parte della scuola, potrebbe verificarsi il possibile aumento di una classe al Liceo Classico Scientifico, ma la DS ribadisce il concetto appena espresso, e fa presente che le indicazioni che sono giunte mirano a far distribuire equamente gli alunni in sovrannumero tra i diversi ordini di scuole, per evitare aumenti di organici. A questo punto si leva qualche voce di protesta e qualcuno ventila l’ipotesi che, in questo modo, alcuni genitori potrebbero decidere di iscrivere i propri figli al Liceo delle Scienze Umane Jean Piaget, che dista solo venti km ed è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. La DS replica che il rischio di qualche emorragia ci potrebbe essere, e che starà alle scuole, consorziate e unite sinergicamente all’Ente locale, far sì che tutto ciò non avvenga. I docenti sembrano particolarmente scettici, perché, dal loro punto di vista, evidenziano che sarebbe di prestigio riuscire ad ottenere una classe in più: tutto ciò testimonierebbe la qualità della scuola e consoliderebbe l’organico dell’istituto, consentendo ad alcuni spezzonisti di avere la cattedra completa.
La DS, in maniera ferma, precisa che non è possibile nella scuola dell’autonomia, ancorarsi a dinamiche ancora legate al passato: la società è profondamente mutata, ha nuovi bisogni e istanze, e la scuola si deve modellare alle nuove richieste, puntando a una conoscenza specifica delle caratteristiche del contesto e dei bisogni formativi degli alunni. Fa inoltre presente che, dati statistici alla mano, sono emerse, negli anni passati, alcune criticità, e alcuni studenti, a rischio dispersione, sono già stati riorientati, anche di recente, verso l’istituto professionale. Il problema non si sarebbe posto, se, a monte, l’azione di orientamento fosse stata più efficace. Occorrerebbe pertanto ricalibrare la situazione, e, sempre con dati valutativi alla mano, vedere anche se altri studenti abbiano manifestato attitudini più specifiche verso tipi di studi più orientati verso il Liceo Scientifico o Classico. Una scuola a misura di alunno deve essere l’obiettivo costante e, quindi, sarebbe necessario lavorare sotto quest’ottica comune, sempre nella consapevolezza che ciascun alunno ha diritto di iscriversi alla scuola che più gli si addice, nei limiti purtroppo imposti da situazioni contingenti, quali la mancata autorizzazione della classe. La DS, comprendendo alcune motivazioni dei docenti, assicura che, in ogni caso, se si dovesse pervenire, a gennaio, a un’analoga situazione di richieste in eccedenza, nonostante le azioni di riorientamento effettuate, provvederà a inviare all’USP – come del resto già avvenuto negli scorsi anni – analoga richiesta di classe in più. Il carisma della giovane DS, della quale tutti riconoscono le capacità di comunicazione, di ascolto, di innovazione e le notevoli competenze professionali, che hanno fatto sì che, nei cinque anni della sua presenza di ruolo, dopo un anno “esplorativo”a livello di DS incaricato, l’Istituto aumentasse notevolmente il numero degli iscritti, riesce a orientare i docenti verso una maggiore apertura nei confronti dell’esterno, e il punto all’ODG viene chiuso con la nomina di una commissione di lavoro che si riunirà a breve e presenterà le proposte.

ISTITUTO PROFESSIONALE

Il DS dell’Istituto professionale presenta al Collegio Docenti le risultanze emerse nella Conferenza. I docenti sono consapevoli che un’azione di orientamento maggiormente collaborativa con gli istituti comprensivi e un accordo di rete con gli altri istituti del territorio potrebbero sicuramente giovare all’istituto. La scuola è dotata di ottimi laboratori e docenti preparati, da anni abituati, però, a gestire classi e situazioni altamente problematiche, in una situazione da “scuola di frontiera”. L’istituto risente dell’attuale andamento “nazionale”, che vede molte famiglie poco orientate a iscrivere i loro figli in quel tipo di scuola, ormai considerato, dall’immaginario collettivo, come  bacino di utenza aggregante alunni extracomunitari, alunni con problemi disciplinari e comportamentali o con risultati scolastici insufficienti nel precedente segmento scolastico, salvo poi dover accogliere alcuni alunni dei licei del comune, riorientati a causa del poco soddisfacente percorso scolastico. 
Gli insegnanti si dimostrano, da subito, molto partecipativi, e propongono dipartimenti disciplinari e gruppi di ricerca, in linea, del resto, con altre esperienze effettuate in passato, sotto la guida dell’esperto Dirigente scolastico, un tempo insegnante dello stesso istituto e profondo conoscitore della  storia passata e delle attuali dinamiche.

LICEO CLASSICO/SCIENTIFICO

La DS, prossima al pensionamento,  presenta le problematicità emerse durante la Conferenza di Servizio, e auspica che, in quello che sarà il suo ultimo anno di servizio, possano essere poste le basi per una miglior calibrazione delle domande di iscrizione, per un’implementazione dell’offerta formativa, e per una maggior collaborazione con le altre istituzioni del territorio. Punta l’attenzione sulle criticità emerse dalla lettura dei dati del Liceo Classico: la scuola ha visto, negli ultimi anni, una flessione considerevole del numero delle iscrizioni, e l’analisi delle prove di valutazione degli alunni ha rilevato un notevole abbassamento delle performance, di cui occorrerebbe scoprire le cause onde poter applicare gli opportuni correttivi in vista di un miglioramento della situazione. Stabile, invece, la situazione del Liceo Scientifico.  Considerato che la politica di ridistribuzione degli alunni dovrebbe coinvolgere in misura considerevole l’istituto, si ritiene possa essere utile una collaborazione con le altre istituzioni del territorio.

5. Analisi della situazione relativa ai cinque istituti.

Varie sono le posizioni emerse. Si è notata una certa rigidità da parte degli insegnanti dell’istituto comprensivo, che parrebbe essere parzialmente in linea con alcune delle criticità recentemente emerse nel Rapporto sulla Scuola italiana 2011 della Fondazione Agnelli, recentemente presentato a Roma ed edito da Laterza, incentrato quest’anno ad analizzare il segmento della “scuola media”, una sorta di resistenza da parte dei docenti del Liceo delle Scienze Umane, restii a recedere dalle proprie posizioni di élite, ma ben guidati dalla Dirigente scolastica, un vero “modello” di leader educativo, una maggiore disponibilità da parte degli insegnanti del professionale, da anni abituati a stare in trincea, a stretto contatto con il loro DS, un certo “pacato” immobilismo da parte degli insegnanti del Liceo Classico/Scientifico, disposti comunque a seguire le indicazioni della Dirigente Scolastica, in quella sua sorta di “testamento” e passaggio del testimone. In tutte le situazioni si è rilevata, sia pure con stili diversi, “l’impronta” del DS.

6. “In itinere”

Settembre/Dicembre

Molto intenso si rivela il lavoro dei vari dipartimenti, delle commissioni operanti e delle funzioni strumentali. Lo sforzo è notevole, in vista dell’appuntamento di gennaio.
L’abile sinergica regia dei Dirigenti Scolastici, il cui coordinamento è stato affidato alla giovane DS al sesto anno di servizio nel Liceo delle Scienze Umane, ha portato buoni frutti. A livello operativo tutto si può riassumere nelle seguenti azioni:
 
– predisposizione del Piano Annuale delle attività dei docenti dei singoli istituti, in cui vengono calendarizzati incontri relativi al problema, alcuni dei quali in comune tra i rappresentanti dei vari istituti
– effettuazione di detti incontri, analisi dei bisogni e attivazione di strategie atte a predisporre attività di orientamento diversificate (es. incontri di orientamento con lo psicologo, somministrazione di test psicoattitudinali, partecipazione a visite a scuole, momenti di attività laboratoriale, tutoraggio da parte degli alunni degli istituti superiori, saloni dell’orientamento, ecc)
– incontri con i rappresentanti degli EE.LL e definizione di accordi di programma di supporto tecnico – finanziario in vista della costituzione di una rete di scuole
– riunioni mensili dei Dirigenti Scolastici e degli insegnanti delegati 
– revisione e aggiornamento dei POF in base alle risultanze che emergeranno dai successivi accordi
– contrattazione con la RSU dell’Istituto e previsione nel FIS di una considerevole quota di fondi per progetti mirati alla realizzazione degli obiettivi
– predisposizione di accordi di rete volti a condividere buone pratiche, utilizzare in comune laboratori, favorire incontri di raccordo tra docenti di ordini di scuola diversi e tra studenti dei due gradi, in un’ottica di orientamento tra pari, definizione di percorsi comuni tra i vari ordini di scuole nell’ambito delle quote di autonomia e flessibilità, coinvolgimento e informazione agli stakeholder, partecipazione a progetti comuni (es, Cittadinanza e Costituzione), attivazione di accordi di rete con imprese operanti sul territorio, avvio di percorsi di e – learning e di scambi tra studenti delle scuole in rete
– coinvolgimento attivo dei genitori e presentazione delle iniziative di rete, analisi del problema relativo alla ridistribuzione delle possibili eccedenze degli alunni e concertazione di un piano comune e condiviso sui criteri su come operare, nel caso, la ridistribuzione negli altri istituti, in un’ottica di trasparenza e collaborazione fattiva
– partecipazione del personale dei vari istituti a corsi di formazione/aggiornamento sul tema dell’orientamento e della verticalizzazione del curricolo, effettuazione di workshop
– inserimento, nelle voci del programma annuale, dei progetti predisposti allo scopo
– implementazione continua dei siti web e creazione del sito web della rete

5. Monitoraggio in itinere

Gennaio/Febbraio

Al termine delle operazioni di iscrizione, il lavoro cooperativo svolto nei mesi precedenti ha portato buoni frutti. Si rivela infatti un andamento in controtendenza rispetto al recente passato, e sono solo cinque le domande in eccedenza. In relazione a ciò, la DS dell’Istituto delle Scienze Umane convoca i genitori di tutti gli alunni che hanno presentato la domanda di iscrizione nel suo istituto ed espone, per chi non fosse stato presente in precedenza o non avesse letto la comunicazione inviata dalla scuola, o visionato la delibera del Consiglio di Istituto o il sito web della scuola, i criteri concordati anche  a livello di riunioni con i genitori.
Tali criteri vengono di nuovo esplicitati in riunione. La precedenza sarà data a:
 
– alunni con disabilità certificate dall’AUSL
– alunni che abbiano fratelli frequentanti il medesimo istituto
-alunni ripetenti che abbiano chiesto di iscriversi di nuovo allo stesso istituto
-congruità del giudizio orientativo dell’istituto di istruzione secondaria di primo grado
– viciniorietà tra il domicilio dell’alunno e la sede
– eventuale sorteggio
I genitori degli alunni esclusi saranno successivamente avvisati per iscritto, in tempo utile per produrre domanda di iscrizione ad altro istituto.
A questo proposito giova rilevare che la DS, considerate le ampie modalità di comunicazione sin qui adoperate, in sintonia con i dettami dovuti alla trasparenza, avrebbe anche potuto evitare di convocare la riunione con i genitori, ma ha valutato l’opportunità di procedere comunque, considerata la situazione pregressa e la delicatezza di questa prima fase di riorientamento.

6. Valutazione

Maggio

A livello di riunioni mensili di DS, si concorda di effettuare, ogni anno nel periodo maggio giugno, una valutazione delle attività intraprese e una possibile sua implementazione, ai fini di routinizzare la buona prassi negli anni successivi, e si pone l’obiettivo di creare un middle management che possa, negli anni a venire, coordinare le varie azioni della rete.

7. Conclusioni

Non è sempre facile stabilire su “carta” ciò che potrebbe avvenire davvero in una situazione reale, ma si ritiene che una buona pianificazione degli interventi, unita a una chiara visione dei presumibili scenari futuri, potrebbe dare una mano a risolvere i casi via via prospettati, una volta calati nella realtà dei fatti. Un buon dirigente scolastico dovrebbe avere ben presente il problema, conoscere le forze e le risorse in campo, amare il proprio lavoro ed essere convinto che, al di là dei tanti ostacoli e incidenti di percorso, attraverso la sua abile regia, possa essere possibile pervenire a miglioramenti, perché questo è uno dei tanti compiti richiesti dall’impegnativo ruolo. Non si tratta di considerazioni finali di tipo retorico, ma di una constatazione di fatto, perché questo è oggi ciò che la società della conoscenza chiede, in maniera sempre più pressante e urgente, al mondo della scuola.

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